Tu non sei più il mio pensiero.
Tu sei quel dolce col retrogusto amaro
che non assaggerei più!
Quando so che stai per rincasare,
il cuore mi batte per la paura,
io come un esile passerotto
stretto nelle tue possenti mani,
non può scappare più via
e non osa chiedere nemmeno aiuto.
Ho scelto te come mio destino
ma quante volte mi hai deluso!
Perché poi sia andata così non so.
Amo ogni essere vivente
ma non sono più sicura di amare te.
Questo melograno che ora assaporo
ha il gusto un po’ dolce
e un po’ aggressivo
proprio come tu sei.
Non si può sopravvivere senza amore,
anche se non dovrei,
io lo cerco in te.
So che sbaglio a continuare a credere in questa famiglia,
in questa unione.
Tu sei stato lo sbaglio mio più grande.
Ora nasconderò i lividi col fondotinta…..
….e che tutto va bene riuscirò a far finta.
Mi truccherò gli occhi pesantemente,
indosserò gli occhiali da sole,
e non si vedrà più niente….
So che stasera mi porterai dei bellissimi fiori
per chiedermi scusa….
ma io delle tue scuse non so più che farmene!
Mi si dice da una bionda testa
scordando un polonio iperpensato -
mi si dice: ma che poesia gentile.
X No X Nein X No X Nein
Un qualcosa che si chiuderà nei topi a urinare
all'angolo dei prossimi pianeti decrepiti.
Le aspettative non tornano,
L’idea non prende forma,
Nell’abisso dei silenzi...
Tutto si percepisce
Nel buio e nel silenzio
Le tenebre non hanno valore
Più le rigetti
Non sono più io,
Sospesa nel buio della notte
Ascolto il silenzio...
Vedo prati e margherite bianche,
Ma è solo illusione...riapro gli occhi
la speranza
la sua luce a illuminare
pure gli angoli remoti.
Nella notte
rischiaravano le idee
e le idee erano sogni,
nuova fede nel futuro.
Quale luce su di voi
sopra i vostri anni sospesi
le ambizioni sempre a termine,
a scadenza di contratto.
Dove il faro
cosa può farvi vedere,
la più bieca indifferenza
la scintilla dietro agli occhi
che alimenta quella fiamma
e si bruciano i progetti
senza mai darvi calore.
Quanto sei fenomenale
sei davvero magistrale
quanto cuore tieni in petto
sei davvero un gran diletto
Di rider più non posso
qui mi cade tutto addosso
Sei davvero uno scrittore
da applaudir con gran fragore.
Mi hai contagiato anche in poesia
povera quest'anima mia
che in rime si cimenta e fantasia.
Spero di esserne all'altezza
della tua audace ebbrezza
che nel club porta cultura ed allegrezza.
Nun me dì, te sei ammattita ?
O te sei avvilita da dovemme sopportà,
quanno a vorte scrivo qua !
Io nun so fenomenale,
scarsamente magistrale
scrivo frizzi e puro lazzi
e so libero d’imbarazzi.
Sol che quanno m’avvicino
io me sento ‘n friccicore
che me prenne a tutte l’ore,
Tu sei bella e ben lo sai,
nun me mettere nei guai,
che, se penso de piacette
me sconvolge immensamente,.
nun sapè parlà italiano
tu che l’Arte tieni in mano
Come vedi nun so speciale,
so di origine animale
e m’esarto certo, se
scrivo solo…ma con te!
Un grazie sentito alla poetessa Hera per l’essenziale collaborazione alla stesura di quest’opera.
Un giorno, un'altro e un'altro ancora
Il sole sorge e tramonta
Indifferente ai sogni e alle aspettative
E allora pene e tribolazioni
Ansie e timori
Perdono il loro significato
Innanzi a tale granitica noncuranza
Meglio dunque alzare il viso
E godersi il timido tepore
Di una primavera
Che già in silenzio fa capolino
E con lo sbocciare di nuova vita
Porta un briciolo di speranza
Rinnovando al mondo la promessa
Della continuità dell'amore.
strappata alla terra, da quando non ci sei.
Ho radici che piangono i tuoi sorsi d’amore
e cambiano colore, vestono il grigio
come un campo brullo.
Filamenti sottili, fragili,
poggio nella terra della mia anima,
perché bevano del nettare vitale
che ancora vi sgorga.
Germoglieranno, lo so,
ed io ci resterò attaccata,
sempre.
Nutrirò la mia terra
che amore non dimentica,
perchè amore arriverà dalla tua,
da te,
ancora da te che mi hai plasmata.
Sarò radice, nuova,
abbeverata ed imboccata
da un misto d’amore e appartenenza.
Da quella zolla che mi hai lasciato,
viva,
da nutrire,
da interrare….
Ed eccoci qui
là dove ho dimenticato
non avendo trovato nulla
nel ricordo
Metto le ali sul cuore
le stesse che nella mente
hanno rischiato di morire
e disperatamente nuoto
nel tempo senza braccia,
senza terra da afferrare.
Affanno, non riesco a scoprire
la bellezza d'un brivido
conservato nella sabbia
sul fondo della memoria
lasciato macerare
spudorato e nitido.
Stringo al petto lo sconforto,
bisogna tamponare quel vuoto
sopravvissuto alla mancanza
quadri di Chagall
e dipinti di Matisse
scorci del presente
attraverso il passato
dalle colline
appena dietro a Nizza
un tempo diverso
scandito dalla tranquillità
e dal sogno
tuffarsi in campi di girasoli
per riemergere nel blu
così delineato e ricco
come se fosse
seta da vestire
quante volte ho ascoltato
quel piano danzare
tra grazia ed energia
far scivolare mille note
come arcobaleno infinito
ed ancora Chagall e Matisse
leggeri e blu
vestono la mente
di spazi infiniti
di spazi da vivere
il mio sguardo incantato,
è come batuffolo di lana,
uno spuzzo di panna montata.
Raccoglie il caldo abbraccio di un figlio
che dice di amarti.
… Vaga,
nei colori dell’alba che incede,
che s' imbelletta di rosa e scintille.
Poi,
giù la tenda!...
Mi abbaglia quel primo raggio di luce,
è energia vitale riflessa sull’acqua
e spinge un nuovo giorno,
nelle ali di tortore e gabbiani
che schivano una nuvola bianca.
Negli occhi si accende, malizioso,
un sorriso e un pensiero.
… Se questa è la mia alba,
è un’alba felice…







mpo!!!



