Un grande Amore
fà dimenticare qualunque cosa
è una malattia
che fà bene al cuore
un grande Amore
è come sorvolare
le nuvole del cielo
ti prende dentro
e non ti lascia più!
un grande Amore
è quello che ho sempre cercato
adesso l'ho trovato
sei tu! bellissima alla vista dei miei occhi
tu! così candida
con quella pelle vellutata
tutte le volte che ti guardo
mi fai girare la testa
il mio cuore è per te
ti appartiene!
voglio dirtelo con questa melodia
sono tuo...
6 commenti
Aiuole al ribollire
della fresca stagione strana
già annunciata
già di campanellini
fiori di Madonna
frenetiche rincorse d'ali
per qualche stelo
da un albero fino alla grondaia
nel pulviscolo che s'alza
profumi di mele
luce calda
lo stirar del corpo
L'eco di giovani giorni migratori
già si sente il loro promettere
a fronti in attesa, dietro la finestra
è come quando fuori il sole piove
tutto dentro non si muove
si respira senza smaniare
non è l'arrivo di una festa
Occhi lucidi, sogni rimasti intatti
anni senza contarli
gente partita senza motivo
è come quando fuori il sole piove
tutto sembra muoversi, per cambiare
poi gira l'angolo
ti lascia a guardare.
della fresca stagione strana
già annunciata
già di campanellini
fiori di Madonna
frenetiche rincorse d'ali
per qualche stelo
da un albero fino alla grondaia
nel pulviscolo che s'alza
profumi di mele
luce calda
lo stirar del corpo
L'eco di giovani giorni migratori
già si sente il loro promettere
a fronti in attesa, dietro la finestra
è come quando fuori il sole piove
tutto dentro non si muove
si respira senza smaniare
non è l'arrivo di una festa
Occhi lucidi, sogni rimasti intatti
anni senza contarli
gente partita senza motivo
è come quando fuori il sole piove
tutto sembra muoversi, per cambiare
poi gira l'angolo
ti lascia a guardare.
La notte è sbadiglio di perle,
marea vulcanica d’immobili stelle,
valigia d’un granaio di vento ribelle,
allitterata mietitura emozionale
d’un frammento di bacio astrale.
La notte è carezza di nuvola addormentata,
lenzuola di fragile gemma accoccolata,
corallo d’abisso di mondo svelato,
allitterata mietitura emozionale
d’un frammento di bacio astrale.
marea vulcanica d’immobili stelle,
valigia d’un granaio di vento ribelle,
allitterata mietitura emozionale
d’un frammento di bacio astrale.
La notte è carezza di nuvola addormentata,
lenzuola di fragile gemma accoccolata,
corallo d’abisso di mondo svelato,
allitterata mietitura emozionale
d’un frammento di bacio astrale.
portami con te
a passeggiare coi pensieri
quando guardi tra i castagni
-un punto un guscio l'infinito-
ed io che parlo e non mi senti
nell'urlo che non esce
dai tuoi viaggi al buio
-tra il non senso e la paura-
ad occhi chiusi sul cuscino
portami con te
dentro ai pianti silenziosi
sbocciati senza seme
o nell'inferno
dei tuoi fianchi affusolati
specchio, amico, inganno, di un amore
che non vuole uscire ,non sa più parlarti
non sai più ascoltare
portami con te
sarò lentiggine
giaciglio lume cane
o solo pioggia
d'estate sulla pelle
prendimi la mano
si è meno soli
a naufragare in due
a passeggiare coi pensieri
quando guardi tra i castagni
-un punto un guscio l'infinito-
ed io che parlo e non mi senti
nell'urlo che non esce
dai tuoi viaggi al buio
-tra il non senso e la paura-
ad occhi chiusi sul cuscino
portami con te
dentro ai pianti silenziosi
sbocciati senza seme
o nell'inferno
dei tuoi fianchi affusolati
specchio, amico, inganno, di un amore
che non vuole uscire ,non sa più parlarti
non sai più ascoltare
portami con te
sarò lentiggine
giaciglio lume cane
o solo pioggia
d'estate sulla pelle
prendimi la mano
si è meno soli
a naufragare in due
Silenzio il labirinto
immaginario imbevuto di percezione ossuta
innocente carezza al vagito d’un verso
intima striscia di sanguinamento mentale.
Controcorrente sempre dietro il diverso
effimero imbastito di fantasie d’avamposto
ricucite alla natura d’afasica impostura
nell’inconscio traghettato dalla casa alla radura
relitto d’occhi chiari all’orda senza tela.
La lente frana sull’inconsistenza dei sensi
insorti senza naso al controverso ambrato
metastasi di realtà da deglutire di netto
congetture limate d’aspetto fecondo
simili all’atteggiarsi sordo d’un gran signore
dietro il reale rantolo d’un impostore.
! ‘N bastone di legno raffinato,
questa matina me so comperato
Pe soddisfa le esigenze mia
de camminà spedito pe la via.
Sono rimasto assai meravigliato,
dell’interesse che ho provocato.
Chi me vedeva come ‘n vecchio nobile,
chi antico cultore dello scibile,
chi riteneva fossi solo snob,
chi mi servisse a mantenere aplomb.
signori miri nun state a scervellavve,
potrebbe qualche male provocavve,
che io, de legno, ho solo er bastone
e nessun’altra strana complicazione.
Nun so ridotto come quarche artro
che è in grave condizione, un disastro !
‘n se ponno manco più grattà la testa
Quanno che er prurito fa richiesta,
perché er vero male in lor consiste
ner ritrovarsi fra le dita…schegge
Planano bianchi gabbiani
e ti fanno festa,
in questa luce ancora fioca,
silenziosa,
lisciata da sibili lievi di vento.
Appari come un letto non sfatto,
pronto ad accogliermi.
Racconti storie antiche,
e le stendi sulla rena che baci
ed anche, o forse,
i sogni che verranno…
Diluisci il tuo profumo
nel colore intenso del cielo,
spandi carezze
per chi cerca silenzio.
… Abbracciami, si,
tienimi stretta e scuotimi,
in questo freddo mattino.
… Sentirò linfa che, tu,
mi passi nelle vene.
Rinascerò da te che mi aspetti,
ogni giorno, qui e sempre qui.
Sarai, per me,
il fuoco che alimenta la fiamma
dei giorni che saranno…
e ti fanno festa,
in questa luce ancora fioca,
silenziosa,
lisciata da sibili lievi di vento.
Appari come un letto non sfatto,
pronto ad accogliermi.
Racconti storie antiche,
e le stendi sulla rena che baci
ed anche, o forse,
i sogni che verranno…
Diluisci il tuo profumo
nel colore intenso del cielo,
spandi carezze
per chi cerca silenzio.
… Abbracciami, si,
tienimi stretta e scuotimi,
in questo freddo mattino.
… Sentirò linfa che, tu,
mi passi nelle vene.
Rinascerò da te che mi aspetti,
ogni giorno, qui e sempre qui.
Sarai, per me,
il fuoco che alimenta la fiamma
dei giorni che saranno…
Povero bimbo venuto nel mondo
Forse avrai pianto nel viso giocondo
Cercando la mamma dal dolce profumo
Non un egoismo ad uso e consumo,
io piango per te dolce fiore smarrito
che cerchi il capezzolo come infinito
atto d’amore dal primo momento
che ti ha concesso la voce del vento.
Piango per te piccolissimo fiore
che cerchi la mamma per darti l’amore
forte sicuro ed una carezza
che sia leggerissima come una brezza
una lacrima verso perché il tuo destino
ti sia favorevole dolce bambino
che sia sfavillante come una fiamma
dato che manca l’amore di mamma.
Forse avrai pianto nel viso giocondo
Cercando la mamma dal dolce profumo
Non un egoismo ad uso e consumo,
io piango per te dolce fiore smarrito
che cerchi il capezzolo come infinito
atto d’amore dal primo momento
che ti ha concesso la voce del vento.
Piango per te piccolissimo fiore
che cerchi la mamma per darti l’amore
forte sicuro ed una carezza
che sia leggerissima come una brezza
una lacrima verso perché il tuo destino
ti sia favorevole dolce bambino
che sia sfavillante come una fiamma
dato che manca l’amore di mamma.
Dunque andiamo
verso la congiunzione del nostro chiaroscuro
dove la tua ombra seguirà il mio profumo
ed il vino dei tuoi pensieri inebrierà la mia mente
il fremito delle tue dita
farà risuonare il mio liuto interiore
lo stupore della mia edera
salirà il tronco del tuo sogno
la mia mano sulla tua spalla
come conchiglia sullo scoglio
i miei capelli sul tuo petto
come alghe di fiume nell'ansa delle tue carezze
E dunque saremo
frumento e papavero
per fare un solo pane
verso la congiunzione del nostro chiaroscuro
dove la tua ombra seguirà il mio profumo
ed il vino dei tuoi pensieri inebrierà la mia mente
il fremito delle tue dita
farà risuonare il mio liuto interiore
lo stupore della mia edera
salirà il tronco del tuo sogno
la mia mano sulla tua spalla
come conchiglia sullo scoglio
i miei capelli sul tuo petto
come alghe di fiume nell'ansa delle tue carezze
E dunque saremo
frumento e papavero
per fare un solo pane
Come vento
che trascina
come nebbia nella sera
e la brina mattutina.
Siamo il resto
la scommessa,
quella goccia nel lavello
e il fornello
che non prende.
Siamo voglia nella notte.
Ritrovarci è sempre un sogno
il passato è il presente
e il coraggio che ci guida.
Siamo luce nel futuro
la certezza che ci porta
dalla fine
a un'altra volta.
che trascina
come nebbia nella sera
e la brina mattutina.
Siamo il resto
la scommessa,
quella goccia nel lavello
e il fornello
che non prende.
Siamo voglia nella notte.
Ritrovarci è sempre un sogno
il passato è il presente
e il coraggio che ci guida.
Siamo luce nel futuro
la certezza che ci porta
dalla fine
a un'altra volta.
Silenziosa,
buia,
la notte,
che accoglie
lamento
di Sirena Persa…
Il suo dolente
canto,
s’irradia
nelle quiete acque.
Non è suon di mare,
ma sibilo straziante
che ci giunge!
Il suo divino corpo,
danza,
a consumar suo fato.
La luna riverente,
le dona compagnia
a rincuorar dolore.
Non teme
il pescatore
l'inumano canto
e l’orecchio tende
a pianger pena,
per l'antica creatura
d’amor prigioniera.
Inquieta
il destin la volle,
il destin la volle,
anima errante,
frutto di ratto
e selvaggia ribellione.
.
Vaga,
ormai da sempre
per gli
abissi imperscrutabili...
Fugge,
a non far godere
del suo corpo
il vile,
rapitore, saraceno.
A volte sosta
sulla spiaggia
che il suo nome reca,
i cui sassi,
tutti,
son plasmati
dalle sue aggraziate mani.
Son cuori...
a ricordar
a ricordar
bellezza e sacrificio
di una vita
senza amore!
Fantasia,
storia,
leggenda?
Eroina…
… che reca dignità
al fermo presente!
(contro la violenza per le donne ….un anticipo di riflessione per la festa dell’otto marzo).


Vivere è così,
un secondo dopo l’altro,
cogliere il tutto,
nell’attimo presente,
il bello il buono,
e ciò che non lo è,
senza nulla tralasciare.
Vivere è così,
ora dopo ora,
il tramonto di un giorno normale,
la forza del vento,
il calore del sole,
i giorni, le settimane,
le lune e le stagioni,
che passano tra gli anni.
Vivere è così,
tra i giardini fioriti
di lustri e di decenni,
cambiano gli eventi
la storia e le canzoni,
e le guerre e l’amore,
si tendono le mani.
Vivere è così,
mentre il ciclo della vita,
eternamente ruota.
un secondo dopo l’altro,
cogliere il tutto,
nell’attimo presente,
il bello il buono,
e ciò che non lo è,
senza nulla tralasciare.
Vivere è così,
ora dopo ora,
il tramonto di un giorno normale,
la forza del vento,
il calore del sole,
i giorni, le settimane,
le lune e le stagioni,
che passano tra gli anni.
Vivere è così,
tra i giardini fioriti
di lustri e di decenni,
cambiano gli eventi
la storia e le canzoni,
e le guerre e l’amore,
si tendono le mani.
Vivere è così,
mentre il ciclo della vita,
eternamente ruota.
<Ancora qualche giorno
e toglierò il fastidio.>
Vedersi tutti intorno
mia madre ne soffriva.
Lei se lo sentiva,
infatti dopo poco
contrita, dipartiva.
Ed io non c’ero,
non c’ero io
quando l’Angelo di Dio
ti tese la sua mano
per elevarti al piano
oltre il firmamento.
Più tardi, m’arrivai.
Il farti compagnia
fu eco e antologia
di tutti i miei perché.
Eri severa in volto
come nell’ore estreme,
io un po’ stravolto
di quel stare insieme,
e ne approfittai:
non piansi, ma parlai.
Muto ed in catene
ti dissi all’infinito:
ti ho voluto bene.
e toglierò il fastidio.>
Vedersi tutti intorno
mia madre ne soffriva.
Lei se lo sentiva,
infatti dopo poco
contrita, dipartiva.
Ed io non c’ero,
non c’ero io
quando l’Angelo di Dio
ti tese la sua mano
per elevarti al piano
oltre il firmamento.
Più tardi, m’arrivai.
Il farti compagnia
fu eco e antologia
di tutti i miei perché.
Eri severa in volto
come nell’ore estreme,
io un po’ stravolto
di quel stare insieme,
e ne approfittai:
non piansi, ma parlai.
Muto ed in catene
ti dissi all’infinito:
ti ho voluto bene.













