che non accecherei;
sulle mie labbra,
è forte la traccia su di noi!
io sono tua.

Si espande
in ogni dove,
il grido disperato
della guerra.
Nessuno sente
le urla di terrore
degli innocenti
uccisi dalla follia
di chi più niente
ha di umano.
Dormono
le coscienze
di chi potrebbe ma
finge di non vedere,
di chi correo
e succube
del dio denaro,
si spreca
in menzogne
e penose parole
di circostanza.
Un bagliore come quando vedi un arcobaleno
Il giallo immenso e caldo
L'azzurro come ali di un angelo
Blu come il cielo di una notte magnifica
Verde come i prati in primavera
Viola come un profumo portata dal vento
e rosso come il colore del mio cuore
e cusì amara?
chi n'di sacciu figgju
jeu d'avi quasi vint'anni
chi su ta sta tomba
no mi ricordu chiu nenti.
Chi ti pozzu diri mamma
u sai ca chiangiu tutti i jorni
pecchì ti penzu sempri
mi ricordu tutti i sacrifici
chi facisti un'di crisci senza
u me patri,
ora si ca chiusa chi penzu
ca mancu l'ossa ti restaru,
sai u papà è sempri u stessu
no cangia mai sempri chida testa.
Chi voi u fai fijicedu meu
è fattu così jeu u sopportai
pe tanti anni
e mo u supportu puru ca
chi su morta.
Mamma n'daiu u ti dicu na cosa
moriu u to fraticedu Tury
n'daviva assai chi jera malatu.
U sacciu fijiu u sacciu
mo è ca cu mia, anzi ti saluta
e je dispiaciutu
ca no vi potistuvu vidiri chiù
comunqui mo è cuntentu
pecchì finiu i soffriri.
Mamma pecchì a vita è cusì amara...
impercettibile suono ad affiorar sul fiume,
destar ascolto in fievol sospiro.
Il giorno evolve in chiaror di luce,
ombre ad affiorar ai margini del fiume.
Amplesso d'amore,
sogno in sospensione,
colori a catturar occhi,
ninfee a cullar acqua che scorre.
Attimo ad imbrunir sera,
soave tintinnio d'oboe,
cuore a sospirar beatitudine.
Incanto di stupore,
anima in assopite note,
profumi ad inebriar spazio.
Cantano i fiori al risvegliar della primavera
inno d'amore, viole, glicini e mimosa,
al bisbigliar del vento in tenue parole.
Ascoltiamola canta per noi!
di questa canzone
gli attimi illusi
sospesi nel cuore,
nostalgia di un ricordo
che credevi smarrito.
Esiste un momento
fermarsi,
guardare se dentro,
cercare nell'angolo
a noi più recondito
non solamente
nembi
scuri di pioggia,
ma il luogo ostinato
e sicuro
adatto ad un timido
raggio di sole.
Ha forza
questo dolce pensiero,
finita è l'attesa
meraviglioso è vedere
l'immensa bellezza,
rinascere un fiore
la vita per sempre.
sempre sorridente e gioioso.
Le tue visite a casa nostra
erano feste.
Bastava il tuo nome
per rallegrare tutti.
Te ne sei andato così
dopo tanta sofferenza
fra le lacrime di tutti.
Avrei voluto vederti e abbracciarti
ma purtroppo non ho avuto la possibilità.
Troppo presi dai problemi quotidiani
trascuriamo gli affetti piu cari.
Un senso di colpa e di
mancanza mi colpisce e mi rattrista.
CIAO ZIO TURI.

In dialetto Veronese.
Da bòcia zugavo par campi de gran
pare uno sciame
Disperse qua e la
Piccoli graffi
arpeggiati dal vento

sorretto dalla spalla amata.
Non più bionda la chioma,
niente rossetto e bassa la statura.
Avvinghiata a lui,
all’onda del tango abbandonata.
Mi scorse, mi salutò, mi chiese:
<Come mai seduto, non balli stasera?>
Gli domandai chi era.
<Mia moglie, quella vera,
m’ha aspettato dieci anni,
son tornato pur'io
l’ho premiata.>
Non gli chiesi dell’altra.
Mi sentii sconvolto ma contento.
Non uno, ma due figli abbandonati,
cresciuti di dieci anni a stento
scambiati con l’amante scaltra.
Colei che generò i tuoi figli,
il tuo sangue nutrì, a lungo pianse,
solo perché t’ha amato.
Mandata a ramingo per capriccio:
un pasticcio premiato.
Vorrei tanto saper da dove è nato
questo "premio" per te,
da tutti odiato.
è un vento di stelle aggherigliate
tra la brezza scucita del tramonto.
Una rondine naufraga solitaria
tra le dune d’ un cielo sofferto
ed un fiammifero di luce appena spento
accarezza il mio volto silenzioso.
Tremule labbra pensierose
s’ accigliano d’ una ghirlanda di sole,
tenero fagotto di luna screziato
ed il mondo, palpito d’ immago,
è nascondiglio di cuore accoccolato.
che mi sono chinato
verso me
verso noi
ho raccolto un gemito
di disagio e sofferenza
l’ho gettato in cielo
per chiedergli di diventare
premessa di un sogno
ascoltavo il mare
era come se ascoltassi me
le sue onde delicate
si poggiavano sui miei occhi
e tu ne facevi parte
non potevo non chiedergli
del nostro desiderio
e lui
tra uno spruzzo
e l’altro
ha risposto
”vi aspetto”
sembrava avere la tua voce
la nostra voce

per non andara mai
in nessun lugo
ho timbrato il cartellino
in questa vita ci sto
ho viaggiato in prima classe
ho dormito in tenda
non ho fatto il missionario
ma nemmeno la guerra
sempre con la valigia in spalla
anche se non pesa più
sai quante stelle in cielo viaggiano nel blu
io ho viaggiato da solo
e in ogni stanza ho incontrato
donne parole amori
ma anche me stesso
ho percorso questa vita contromano
fino a quando ho visto il mare
far l'amore col cielo
quanta vita ancora ho davanti
quante poesie
quante stanze notti in bianco
ed eterna magia
ogni viso mi sorprende
ogni stanza è la mia
ho preso un pezzo di cuore da ognuna di loro
e ne ho fatto dei ricambi
per il mio
oggi intanto piove e magari non esco
poi ecco il sole ma va bene lo stesso
io viaggiavo in solitario
con la mia carovana
città porti letti e mari
hanno visto i miei occhi
ed oggi tu sei qui a cambairmi le note
di questa mia canzone
di questa mia vita che non aveva il collaudo
che aspettava il cambio olio
mi hai cambiato il motore
oggi torno migliore...










