E siccome 
   dovevo dimenticarti...
…ti dimenticai!
Adesso
potrei anche
guardare dritta
verso il sole,
  che non accecherei;
  Potrei anche staccare dai
suoi cardini la luna,
tirare giù il sipario,
  inscenare un’altra storia.
Potrei anche rimanere al buio
e sapervi  scorgere la luce;
potrei anche
riempirmi dell’odore effimero
  d’un fiore d’occasione…
  Ma, l’averti dimenticato
    non diventa mai ricordo!
Non sarai mai
qualcosa che gira
casualmente nella mente
   e che  pian piano si assottiglia.
     Perché … sei nella mia carne,
Sei
nella riga di miei occhi,
sei
sulle mie labbra,
  dentro le mie unghie!
Ho ingoiato
 la tua acqua primordiale,
ricordi?
Non potrai mai
  essere un ricordo...
  è forte la traccia su di noi!
   A nulla serve la finzione:
perché...tu sei mio,
io sono tua.
Tu sei me,
 Io sono te.

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Profilo Autore: Hera  

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Si espande

in ogni dove,

il grido disperato

della guerra.

Nessuno sente

le urla di terrore

degli innocenti

uccisi dalla follia

di chi più niente

ha di umano.

Dormono

le coscienze

di chi potrebbe ma

finge di non vedere,

di chi correo

e succube

del dio denaro,

si spreca

in menzogne

e penose parole

di circostanza.

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Profilo Autore: M.G.Fiori  

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                                                                   Un bagliore come quando vedi un arcobaleno
                                                                     Il giallo immenso e caldo 
                                                                     L'azzurro come ali di un angelo
                                                                     Blu come il cielo di una notte magnifica
                                                                     Verde come i prati in primavera 
                                                                     Viola come un profumo portata dal vento
                                                                      e rosso come il colore del mio cuore
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Mamma pecchì a vita
e cusì amara?
chi n'di sacciu figgju
jeu d'avi quasi vint'anni
chi su ta sta tomba
no mi ricordu chiu nenti.
Chi ti pozzu diri mamma
u sai ca chiangiu tutti i jorni
pecchì ti penzu sempri
mi ricordu tutti i sacrifici
chi facisti un'di crisci senza
u me patri,
ora si ca chiusa chi penzu
ca mancu l'ossa ti restaru,
sai u papà è sempri u stessu
no cangia mai sempri chida testa.
Chi voi u fai fijicedu meu
è fattu così jeu u sopportai
pe tanti anni
e mo u supportu puru ca
chi su morta.
Mamma n'daiu u ti dicu na cosa
moriu u to fraticedu Tury
n'daviva assai chi jera malatu.
U sacciu fijiu u sacciu
mo è ca cu mia, anzi ti saluta
e je dispiaciutu
ca no vi potistuvu vidiri chiù
comunqui mo è cuntentu
pecchì finiu i soffriri.
Mamma pecchì a vita è cusì amara...


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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Fruscio d' ampolle e steli a sostenerli,

impercettibile suono ad affiorar sul fiume,

destar ascolto in fievol sospiro.

Il giorno evolve in chiaror di luce,

ombre ad affiorar ai margini del fiume.

Amplesso d'amore,

sogno in sospensione,

colori a catturar occhi,

ninfee a cullar acqua che scorre.

Attimo ad imbrunir sera,

soave tintinnio d'oboe,

cuore a sospirar beatitudine.

Incanto di stupore,

anima in assopite note,

profumi ad inebriar spazio.

Cantano i fiori al risvegliar della primavera

inno d'amore, viole, glicini e mimosa,

al bisbigliar del vento in tenue parole.

Ascoltiamola canta per noi!


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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Guardavo il cielo trapunto di stelle
Una sera d’agosto senza più Te.

La più luminosa rapì il mio sguardo,
Ti vidi in essa e in quel bagliore mi parlavi di Te,
estasiata io assaporavo ogni Tua parola.

Quanti momenti tristi, quanti lavori,
quante esperienze, quanti amori!

Poi la grande Scelta,
le tue ambizioni,
i tuoi sogni realizzati,
la scalata verso il Successo,
fin all’ultimo importante gradino,
il più alto dell’umanità.

Dall’alto di quella scala,
ammirasti i mutamenti
repentini dei paesaggi umani.

Muri che crollavano,
regimi che s’infrangevano,
guerre stupide
e vittime innocenti,
 frutto di odi e rancori.

E Tu pronto con i tuoi voli,
a portare in ogni angolo,
in ogni dove, la Vera Parola d’Amore.

E così per tanto tempo, Stella Karol.

Raccontavi delle volte
in cui la sofferenza
e la stanchezza fisica
rallentavano il tuo cammino,
fin quando il peso del tempo
non ebbe il sopravvento.

Nel mentre parlavi
un dolce sorriso accarezzava
il tuo volto
e con l’ironia che ti distingueva,
dichiarasti di aver sostituito il bastone
agli amati sci.

Quel sorriso sciolse ogni mia riserva,
le lacrime inondarono
i miei occhi
e rigando il volto,
scesero giù tra i miei seni,
quasi a voler placarne,
del mio cuore il ritmo veloce.

Una stella cadente
mi distrasse e a malincuore
mi ritrovai nella reale.

Ogni sera d’estate, come allora,
ti cerco tra il manto stellato,
alzo lo sguardo,
so che ci sei Stella Karol,
sei lì, a vegliare su quanti,
come Padre ti hanno tanto amato.

Risultati immagini per immagini di papa wojtyla

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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Sulle note
di questa canzone
gli attimi illusi
sospesi nel cuore,
nostalgia di un ricordo
che credevi smarrito.
Esiste un momento
fermarsi,
guardare se dentro,
cercare nell'angolo
a noi più recondito
non solamente
nembi
scuri di pioggia,
ma il luogo ostinato
e sicuro
adatto ad un timido
raggio di sole.
Ha forza
questo dolce pensiero,
finita è l'attesa
meraviglioso è vedere
l'immensa bellezza,
rinascere un fiore
la vita per sempre.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Sei stato lo zio d'America
sempre sorridente e gioioso.

Le tue visite a casa nostra
erano feste.

Bastava il tuo nome
per rallegrare tutti.

Te ne sei andato così
dopo tanta sofferenza
fra le lacrime di tutti.

Avrei voluto vederti e abbracciarti 
ma purtroppo non ho avuto la possibilità.

Troppo presi dai problemi quotidiani 
trascuriamo gli affetti piu cari.

Un senso di colpa e di
mancanza mi colpisce e mi rattrista.

CIAO ZIO TURI.




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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

Questo autore ha pubblicato 815 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

In dialetto Veronese.


Da bòcia zugavo par campi de gran
in giro par strodi , descalso col can;
in giro a paiàri, par buse e fosi
deolta in olta a catar sù i riossi.
Par el duro de recia, quante bòte ciàpae
ghi nò fato de bele, de brute, tute passae;
vesighe ai sgarleti, in meso a le ortighe,
a giugno spacavo tute le righe.
Me mama poareta, la tirava el careto,
la girava la giostra come on mussèto,
se gavea gnente, ma se gera siuri,
siuri de brassa e la sera mauri.
Varda la cioca che la mena i punsini
in mèso la lòssa catar sù i sentjìni,
la beca, la scava sta tera che spusa,
la giostra torno ai fiui parchè no i baruffa.
Chei di che piovea, la casa sgosava
zo par i solari le gosse sbrisiava
e soto bandoti, teie, scudele;
a la man strase, strasuni a sugar le piastrele.

 
e culpi de tuni e sciantisi de lampi
scorlava i travi, i vieri, se fasea i pianti,
soto la tola i ne scondea i veci
con on puotto par man parchè non piansesi,
Quando le siarese le gera maure
su par le piante a sercar le paure,
de note col scuro de gnente paura
sfoiar le rame a magnar chela maura,
on poche in scarsela chelaltre in fanela
ghe gera na cagnara de peso Brighela.
Le gera jornade de feste poarete
in corte i balava, i cantava storiete,
e mi sentà so na piera a vardare
i ciuchi dal goto e i sonaduri sonare.
E desso ste qua le robe che ride,
i crede a gnente sti tusi che vive;
i spende, i spande, i zuga coi schei
i barufa e i copa anca i fradei.
I ricordi i è bei, i se pensa, i se sogna;
ciapemo on sento che dormemo, bisogna.
E sto quà le Vangelo de mi sì bocia
stano che vien ve dirò naltra strofa.
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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La notte
è una scia vellutata
gonfia di occhi

pare uno sciame
di piccole perle
dall'incantevole bellezza.

Disperse qua e la
ed animate
annodano pensieri
e sogni infranti .

Piccoli graffi
bianco celesti

arpeggiati dal vento
e dalle geometrie
del cuore.

come-nacquero-stelle
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

Questo autore ha pubblicato 966 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Un volto classico, paffuto,
sorretto dalla spalla amata.
Non più bionda la chioma,
niente rossetto e bassa la statura.
Avvinghiata a lui,
all’onda del tango abbandonata.
Mi scorse, mi salutò, mi chiese:
<Come mai seduto, non balli stasera?>
Gli domandai chi era.
<Mia moglie, quella vera,
m’ha aspettato dieci anni,
son tornato pur'io

l’ho premiata.>
Non gli chiesi dell’altra.
Mi sentii sconvolto ma contento.
Non uno, ma due figli abbandonati,
cresciuti di dieci anni a stento
scambiati con l’amante scaltra.
Colei che generò i tuoi figli,
il tuo sangue nutrì, a lungo pianse,
solo perché t’ha amato.
Mandata a ramingo per capriccio:
un pasticcio premiato.
Vorrei tanto saper da dove è nato
questo "premio" per te,
da tutti odiato.

 
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

Questo autore ha pubblicato 137 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Cappotto d’ agosto

è un vento di stelle aggherigliate

tra la brezza scucita del tramonto.


Una rondine naufraga solitaria

tra le dune d’ un cielo sofferto

ed un fiammifero di luce appena spento

accarezza il mio volto silenzioso.


Tremule labbra pensierose

s’ accigliano d’ una ghirlanda di sole,

tenero fagotto di luna screziato

ed il mondo, palpito d’ immago,

è nascondiglio di cuore accoccolato.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1078 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Era all’ombra di un ulivo
che mi sono chinato
verso me
verso noi
ho raccolto un gemito
di disagio e sofferenza
l’ho gettato in cielo
per chiedergli di diventare
premessa di un sogno

ascoltavo il mare
era come se ascoltassi me
le sue onde delicate
si poggiavano sui miei occhi
e tu ne facevi parte
non potevo non chiedergli
del nostro desiderio

e lui
tra uno spruzzo
e l’altro
ha risposto
”vi aspetto”
sembrava avere la tua voce
la nostra voce

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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

Questo autore ha pubblicato 425 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Il mondo mio


Il mondo mio
è come lo vedo nei sogni,
un mondo di illusioni
che finiscono all'arrivo dell'alba.
Schiamazzi di bambini
che giocano festosi
nella piccola piazza,
bambole di pezza
e piccoli folletti canterini 
ballano ad un ritmo rock.
Le nuvole che inseguono il vento
e le stelle stranamente
girano attorno alla luna
come volessero corteggiarla.
Che bello il mondo mio,
peccato che al risveglio svanisce
e non torna...
Un mondo da sogno
regalato da chi non so
sempre quando dormo,
ma qualcosa di vero c'è
perché in mezzo a quei bambini
ci sono io ed urlo:
dai, passami la palla...



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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

Questo autore ha pubblicato 726 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ho gia fatto troppa strada
per non andara mai
in nessun lugo
ho timbrato il cartellino
in questa vita ci sto
ho viaggiato in prima classe
ho dormito in tenda
non ho fatto il missionario
ma nemmeno la guerra
sempre con la valigia in spalla
anche se non pesa più
sai quante stelle in cielo viaggiano nel blu
io ho viaggiato da solo
e in ogni stanza ho incontrato
donne parole amori
ma anche me stesso
ho percorso questa vita contromano
fino a quando ho visto il mare
far l'amore col cielo
quanta vita ancora ho davanti
quante poesie
quante stanze notti in bianco
ed eterna magia
ogni viso mi sorprende 
ogni stanza è la mia
ho preso un pezzo di cuore da ognuna di loro
e ne ho fatto dei ricambi
per il mio
oggi intanto piove e magari non esco
poi ecco il sole ma va bene lo stesso
io viaggiavo in solitario
con la mia carovana
città porti letti e mari
hanno visto i miei occhi
ed oggi tu sei qui a cambairmi le note
di questa mia canzone 
di questa mia vita che non aveva il collaudo
che aspettava il cambio olio
mi hai cambiato il motore
oggi torno migliore...
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Profilo Autore: fgl  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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