Ancora insonnoliti,
gli occhi,
si dipingono d’azzurro immenso
e di spazio.
… Sfrecciano voli imponenti,
si sciolgono grida
di mattinieri gabbiani,
ed io, nonostante,
tutto il silenzio ascolto!
Intensa ma dolce, penetrante,
questa segretezza del mare…
… E s’arrampica, il cerchio di fuoco,
ad ogni colpo d’ali,
ad ogni battito di ciglia.
E’ caldo incendio lì,
dietro il gomito della collina,
guardiana di quel bacio
tra il cielo e il mare.
… Fulminei gli spruzzi di ombra e luce,
s’inseguono,
come in un gioco di bimbi.
… Spaziano assenze e rumori,
come fruscii,
che si assaporano ancora nella calma.
… Nebbia odorosa vaga nell’aria,
ma è dolce, sensuale
e si spalma sulla pelle :
profumi!...
… Bocche di finestre profumate
si aprono nell’assonnata atmosfera
che va tingendosi di colori.
Un altro giorno: eccolo!
… Ed è subito vita…
gli occhi,
si dipingono d’azzurro immenso
e di spazio.
… Sfrecciano voli imponenti,
si sciolgono grida
di mattinieri gabbiani,
ed io, nonostante,
tutto il silenzio ascolto!
Intensa ma dolce, penetrante,
questa segretezza del mare…
… E s’arrampica, il cerchio di fuoco,
ad ogni colpo d’ali,
ad ogni battito di ciglia.
E’ caldo incendio lì,
dietro il gomito della collina,
guardiana di quel bacio
tra il cielo e il mare.
… Fulminei gli spruzzi di ombra e luce,
s’inseguono,
come in un gioco di bimbi.
… Spaziano assenze e rumori,
come fruscii,
che si assaporano ancora nella calma.
… Nebbia odorosa vaga nell’aria,
ma è dolce, sensuale
e si spalma sulla pelle :
profumi!...
… Bocche di finestre profumate
si aprono nell’assonnata atmosfera
che va tingendosi di colori.
Un altro giorno: eccolo!
… Ed è subito vita…
8 commenti
Un immagine ha scosso il mio essere
un vento di tristezza ha avvolto il mio cuore
ho visto uno splendido fiore decidere di appassire
rifiutare il nutrimento da me offerto
d in alcuni casi prenderlo per poi espellerlo
erchè dolce creatura disprezzi il tuo corpo?
pensi di avvere maggiore luce nel prato collettivo?
se è quello sappi che ci sei riuscita
ma ciò è un dolore ed un immensa tristezza
eri così bella e splendente nelle stagioni passate
ora quasi non ti riconosco
il tuo aspetto è logoro
la tua salute instabile
mio dolce fiore ferma il tuo suicidio te ne pregp
risplendi come un tempo
e fa si che anche gli altri
che come te hanno la testa annebbiate da falsi canoni di apparenza
ritornino ad assaporare il dolce gusto della vita
un vento di tristezza ha avvolto il mio cuore
ho visto uno splendido fiore decidere di appassire
rifiutare il nutrimento da me offerto
d in alcuni casi prenderlo per poi espellerlo
erchè dolce creatura disprezzi il tuo corpo?
pensi di avvere maggiore luce nel prato collettivo?
se è quello sappi che ci sei riuscita
ma ciò è un dolore ed un immensa tristezza
eri così bella e splendente nelle stagioni passate
ora quasi non ti riconosco
il tuo aspetto è logoro
la tua salute instabile
mio dolce fiore ferma il tuo suicidio te ne pregp
risplendi come un tempo
e fa si che anche gli altri
che come te hanno la testa annebbiate da falsi canoni di apparenza
ritornino ad assaporare il dolce gusto della vita
Occhietti in coro dal fogliame canoro
sgorganti alati applausi in un impeto
onde di canti su note d’aria
avvenente incanto di radiosa assemblea
grazia inerpicata e selvosa
su paterno anziano fusto
culla di gioia, dimora a chiosa
d’un lieve inseguir d’istinti.
culla di gioia, dimora a chiosa
d’un lieve inseguir d’istinti.
Questo il pennellato ad orchestra d’anima
agitante guardo di là distante colmo di pace.
Oggi sono il cielo . E il cielo è dentro me.
Sono albero, fiore, filo d’erba.
Ho avuto infestazioni, malattie, insidie misteriose.
Ho vinto la siccità, il ghiaccio,le intemperie, le inondazioni.
Ho cercato coi rami la luce degli astri,
e con le radici il nettare della terra.
Ho cercato con saggezza l’elisir di buona vita.
L’universo ha risposto.
E ora…danzo nel vento.
Lo so,sono stata
stupida e folle
quando l'amore muoveva i miei passi
senza chieder ragione;
io,cane fedele lungo il cammino
che i tuoi giorni tracciavano nei miei,
io bandiera,
io svettante segnale di veglia,
io lugubre motivo di sostanze ineffabili,
io madre,ventre fraterno,
io amica dai tanti sguardi
dai docili sgarbi di bambina viziata;
Ed io,io che me andavo
per le vie buie dell'Inferno
gridando il tuo nome,
io croce di Paradiso,
io itinerario delle tue sofferte scoperte,
io,che dove camminavo a piedi nudi ho trovato macerie,
lo so,sono stata stupida e folle
quando l'amore muoveva i miei passi!
stupida e folle
quando l'amore muoveva i miei passi
senza chieder ragione;
io,cane fedele lungo il cammino
che i tuoi giorni tracciavano nei miei,
io bandiera,
io svettante segnale di veglia,
io lugubre motivo di sostanze ineffabili,
io madre,ventre fraterno,
io amica dai tanti sguardi
dai docili sgarbi di bambina viziata;
Ed io,io che me andavo
per le vie buie dell'Inferno
gridando il tuo nome,
io croce di Paradiso,
io itinerario delle tue sofferte scoperte,
io,che dove camminavo a piedi nudi ho trovato macerie,
lo so,sono stata stupida e folle
quando l'amore muoveva i miei passi!
silenzioso lo stagno giace
di rane di sole e di lei
principessa pace
in alto le mani
oggi è gia domani
ed ogni cosa resta al suo posto
come l'estate di quell'agosto
solingo meschino
rapito dal mare arlecchino
preludio di un nuovo addio
io la mia vita e poi lei e dio
di rane di sole e di lei
principessa pace
in alto le mani
oggi è gia domani
ed ogni cosa resta al suo posto
come l'estate di quell'agosto
solingo meschino
rapito dal mare arlecchino
preludio di un nuovo addio
io la mia vita e poi lei e dio
Ne la terra ch’un dì solcai,
Isia, là ove un tempo di sogni
e di speranze m’empii, e il giovane cuor
al mondo s’aprì, io ti cerco,
ma sperduto son su questi passi,
perché il campo di grano più non trovo
e il ciano, che tra l’or
de le murmuri spighe silente splendeva,
né più l’odor del bosso sento,
e del ligustro, e dell’acanto;
così pel negletto luogo, e desolato,
piangendo, vago sconsolato, Isia.
Amore, amore,
quale sorte da me t’allontanò,
per sempre da me te n’andasti?
Io non son forte, Isia,
e in tal pensieri annego,
onde al cielo gli occhi volgo, e prego;
intanto un solingo uccellino,
anch’esso venuto qui e perso,
tutt’intorno va spargendo il suo canto
e un sorriso allor, tra il pianto, schiudo,
perché tal mi sovviene, come un tempo,
e mi sovvieni tu e il tuo dolce accento.
La tua bella imago allora sogno:
il biondo crine al vento,
il guardo glauco, il seno odorato;
così si fa meno lunga la notte, meno scura
e un poco m’arride questo avverso fato,
un poco svanisce la mia paura.
Isia, là ove un tempo di sogni
e di speranze m’empii, e il giovane cuor
al mondo s’aprì, io ti cerco,
ma sperduto son su questi passi,
perché il campo di grano più non trovo
e il ciano, che tra l’or
de le murmuri spighe silente splendeva,
né più l’odor del bosso sento,
e del ligustro, e dell’acanto;
così pel negletto luogo, e desolato,
piangendo, vago sconsolato, Isia.
Amore, amore,
quale sorte da me t’allontanò,
per sempre da me te n’andasti?
Io non son forte, Isia,
e in tal pensieri annego,
onde al cielo gli occhi volgo, e prego;
intanto un solingo uccellino,
anch’esso venuto qui e perso,
tutt’intorno va spargendo il suo canto
e un sorriso allor, tra il pianto, schiudo,
perché tal mi sovviene, come un tempo,
e mi sovvieni tu e il tuo dolce accento.
La tua bella imago allora sogno:
il biondo crine al vento,
il guardo glauco, il seno odorato;
così si fa meno lunga la notte, meno scura
e un poco m’arride questo avverso fato,
un poco svanisce la mia paura.
Scriverò il tuo nome
su altalene di cielo infinite,
tempeste d’ arena cristalline,
gote d’ oceano sibilline
e sulle ali d’ un tempio di sole,
lacrime di vento sussurrerà il mio cuore.
Scriverò il tuo nome
su cristalli di luce accoccolati,
comete di fiori alluvionati,
ragnatele d’ arcobaleni aggrovigliati
e sulle ali d’ un tempio di sole,
lacrime di vento sussurrerà il mio nome.
su altalene di cielo infinite,
tempeste d’ arena cristalline,
gote d’ oceano sibilline
e sulle ali d’ un tempio di sole,
lacrime di vento sussurrerà il mio cuore.
Scriverò il tuo nome
su cristalli di luce accoccolati,
comete di fiori alluvionati,
ragnatele d’ arcobaleni aggrovigliati
e sulle ali d’ un tempio di sole,
lacrime di vento sussurrerà il mio nome.
Semi che cadono nella terra
che li accoglie
ma non sempre li ama.
Frutti di amore dato e avuto,
sogni vaghi,
legati a fili sottilissimi.
Sogni che non volano
perchè naviganti vaganti,
in attesa di approdare.
… Siete i figli di quest’era,
impauriti e scoraggiati.
… Fragilità!...
Tutto il sognar vi rubano,
l’amore non vi scalda più
e vi perdete in effluvi di niente,
in fiumi di malesseri
in questo tempo
che non ha più tempo.
… Riflessi di tramonto dorato
che attende l’alba
per poter brillare a nuova luce.
Cenere sopra un fuoco che arde
ma non ancora scalda.
Si aspetta pioggia che lavi,
e, avida, la terra berrà.
Sarete, allora,
fiori che si schiudono
al bacio del sole…
che li accoglie
ma non sempre li ama.
Frutti di amore dato e avuto,
sogni vaghi,
legati a fili sottilissimi.
Sogni che non volano
perchè naviganti vaganti,
in attesa di approdare.
… Siete i figli di quest’era,
impauriti e scoraggiati.
… Fragilità!...
Tutto il sognar vi rubano,
l’amore non vi scalda più
e vi perdete in effluvi di niente,
in fiumi di malesseri
in questo tempo
che non ha più tempo.
… Riflessi di tramonto dorato
che attende l’alba
per poter brillare a nuova luce.
Cenere sopra un fuoco che arde
ma non ancora scalda.
Si aspetta pioggia che lavi,
e, avida, la terra berrà.
Sarete, allora,
fiori che si schiudono
al bacio del sole…
Oggi è triste
perché non ti sento
sei qui vicina
ma non ti sento
ti cerco tra la sabbia
quasi nel mare
nascosta al sole
ma non ti trovo
oggi è triste
non è come gli altri giorni
cerco il tuo profumo
ma il vento chissà dove l’ha portato
voglio solo sedermi
sono stanco
chissà se chiudendo gli occhi
riuscirò a volare via
perché non ti sento
sei qui vicina
ma non ti sento
ti cerco tra la sabbia
quasi nel mare
nascosta al sole
ma non ti trovo
oggi è triste
non è come gli altri giorni
cerco il tuo profumo
ma il vento chissà dove l’ha portato
voglio solo sedermi
sono stanco
chissà se chiudendo gli occhi
riuscirò a volare via
E continuo a parlare d'amore
perchè non mi stanco mai
forse fa bene
mi fa sentire più vivo
anche se il mondo ha perso i colori
più belli.
Parlo d'amore si!
Non perchè non riesco a parlare d'altro
e solo che in certi momenti
dove tutto manca
se manca un pò di gioia, d'affetto,
cosa si può fare?
E allora riparto parlando ancora
d'amore,
l'unico argomento per distogliere i pensieri
fa bene parlarne
a qualsiasi età,
anche i bambini seppur piccini
s'innamorano,
per non parlare delle persone
di una certa età
poverini!
Gli è rimasto solo quello,
l'amore...
E pochi sono quelli fortunati
ad averlo ancora accanto.
Continuerò a parlare d'amore
finché avrò vita e voce
perché fa bene
perché mi fa rinascere
tutti i giorni
e non mi farà mai morire
di noia...
La società
È un sistema decomposto,
in cui,
tutto sommato ,
non vale la pena di vivere;
la società non
è un sicuro bene,
la solitudine,
non è un sicuro male;
nel sistema,
hanno la prevalenza
i peggiori,
i più cretini,
gli idioti,
gli incolti,
gli stupidi
e i beceri;
il peggiore stà a galla,
e i buoni faticano
a sopravviere,
e sono
spesso disprezzati,
finchè ci sono.
La mandria di pecore sociali,
teme disprezza ,chi cerca
di esser elibero,
di volare,
di staccarsi
da branco,
dal gregge,
e cerca di uscire dal seminato;
non odiano tanto il tuo aspetto,
o i tuoi
modi,
ma quello
rappresenti,
la libertà.
Libertà
Che i pecoroni
Rincretiniti,
non hanno più,
e ci hanno rinunciato,
per scelte sbagliate,
da cui,
non possono tornar ein dietro,
per passivismo,
inerzia
conformismo.
Ma i peggiori stanno agalla,
gli altri,
non tanto.
Nell’alba già calda,
e nell’azzurro albeggiare
d’un mattino d’estate,
tra i tanti biondi sentieri,
che gioia recarsi in campagna.
Scelto avrei di sicuro il mare
in un giorno normale, come tanti,
ma la prospettiva era a dir poco
allettante, euforica ed eccitante.
Non il solito andare di sempre,
e in quel dì speciale, tradii di mamma,
la mitica cinquecento.
Un mezzo assai più divertente
avevo a mia disposizione,
quale, l’asinello di una dolce, cara zia.
Che festa, che allegria, allorchè
in groppa ad esso mi trovai.
Di lassù tutto era diverso, più bello,
tutta un’altra prospettiva, in sella a quel ciuchino,
persino il suo incedere, quel melodico suono
di zoccoli ferrati, sembrava cullarmi,
dolce favola, ad occhi aperti, vivevo.
Con le gambe penzoloni più di un’ora cavalcai,
seppur troppo breve, mi parve quel tragitto.
Povere gambe mie, alla fine di quell’andare,
non risposero più ai comandi miei,
dritta in piedi più non mi reggevo,
e scesa che fu da quel groppone,
tra l’erba, mamma, quanti rotoloni….
Risate a crepapelle per ogni mia caduta,
rideva anche la zia, tra l’erba a riposar seduta….
Cari e caldi, come quel mattino d’estate,
tornano nitidi oggi i ricordi,
velati solo di nostalgico bene, provato
verso chi più non c’è.
Ricordi indelebili d'infanzia, tornano vivi,
e se silente e attenta io sto ad ascoltare,
di quel simpatico ciuchino, il suo raglio
riesco persino ancora a percepire.

C'era una volta,
un uomo, che aveva
un unico gentile sogno.
Era quello... di ascoltare
e di farsi ascoltare.
Era quello,
di donarsi
per insegnare a donare.
Era quello,
di portare sorrisi
per illuminare i volti.
Era quello,
di far guarire
per manifestarsi.
Sapeva porgere
anche l'altra guancia...
..egli era capace di equilibrio
e grande chiarezza!

un uomo, che aveva
un unico gentile sogno.
Era quello... di ascoltare
e di farsi ascoltare.
Era quello,
di donarsi
per insegnare a donare.
Era quello,
di portare sorrisi
per illuminare i volti.
Era quello,
di far guarire
per manifestarsi.
Sapeva porgere
anche l'altra guancia...
..egli era capace di equilibrio
e grande chiarezza!











