Non sento più niente
la mia mente si è rotta
è entrata in collisione con un pensiero oscuro
ora mi avvolge
mi tiene alle corde
stritola il cuore
offusca la mia lucidità
ho perso i ricordi, blocatto nel mio bozzo
non riesco ad aprirmi, eppure vi vedo
non posso interagire
forse son morto?
no, sono in un sonno profondo
lasciatemi andare, faccio capo alla mia vita
non sopno una macchina
vi prego ascoltate!
voglio staccarmi, spegnermi in pace
non sono un giocattolo in mano alla scienza
ma un libero essere con la propria fierezza
la mia mente si è rotta
è entrata in collisione con un pensiero oscuro
ora mi avvolge
mi tiene alle corde
stritola il cuore
offusca la mia lucidità
ho perso i ricordi, blocatto nel mio bozzo
non riesco ad aprirmi, eppure vi vedo
non posso interagire
forse son morto?
no, sono in un sonno profondo
lasciatemi andare, faccio capo alla mia vita
non sopno una macchina
vi prego ascoltate!
voglio staccarmi, spegnermi in pace
non sono un giocattolo in mano alla scienza
ma un libero essere con la propria fierezza
4 commenti
Sento Lei
mentre ascolto il silenzio
Vedo Lei
mentre osservo il mare
Ancora Lei
Quando rifletto sul domani
Ispira Lei
le poesie che scrivo
Sogno Lei
nelle mie notti insonni
Ricordo Lei
quando ripenso a ieri.
Altrove Lei
Sempre Lei
Nei pensieri miei.
mentre ascolto il silenzio
Vedo Lei
mentre osservo il mare
Ancora Lei
Quando rifletto sul domani
Ispira Lei
le poesie che scrivo
Sogno Lei
nelle mie notti insonni
Ricordo Lei
quando ripenso a ieri.
Altrove Lei
Sempre Lei
Nei pensieri miei.
Di che segno sei?
Quanto potrà stare?
Senti come batte forte il cuore.
Quanti anni ha?
Forse non lo sai,
pochi più di te
ed è un uomo intrigante, coinvolgente,
non scherza mai con l'amore.
Da dove vieni?
Questo ancora non lo sa,
sa solo che sei bella
e sai di primavera
anche se primavera ancora non è.
Guardi dalla finestra stasera?
E prova a contare le stelle,
poi chiudi gli occhi e sogna.
La vedi?
C'è né una più grande di tutte,
ecco quella è la tua stella,
dille di che segno sei può portarti lontano.
Ora riaprili piano,
vedi? E' già l'alba
ed hai un anno in più...
Assorta nel silenzio l’anima ascolta
planata sul mare d’azzurro incanto
il candore intatto d’una trama di luce
fili d’aurora figli del lanuginoso sole .
Son lacrime sospese le carezze al vento
caduche intese traboccanti miracoli schiusi
arcobaleni di colori a piedi nudi e occhi franchi.
L’amore custodisce l’unione dell’universo
ha la gentilezza del gesto d’una rosa china
il coraggio del perdono planato sulla fragilità d’uomo.
Ha passi di libertà la parola sigillata
salvata dai vuoti claustrofobici del mondo
svelata all’avara vista di chi ha smesso di credere.
Acquieta la ragione in un letto di perdono
l’ascesa sanguinante piuma d’ali mute .
Il volo della rivelazione ha il pianto della passione
il silenzio, il battito nel cuore del mondo
gemente nenia d’antico legame cosmico
che incendia l’ascolto simile ad una confessione.
L’ultima speranza che al cuore giunga il soffio offerto.
In attesa
del trasferimento
ecco che tornano
i gabbiani a migliaia.
Strida
e ali sopra la testa,
stasera fanno quasi paura.
La collina
al confine della sera,
acre l'odore
nauseabondo,
la brezza non mitiga.
Vide la fine alla rete,
vana la loro richiesta
di entrare.
Avrebbero trovato
certamente la cena,
nei rifiuti
certamente la cena.
Vide la fine
e aveva gli occhi
di giovani poveri e sporchi.
Il mancato permesso,
la testa ciondolante
al diniego,
la sua che si piega
a questo mondo
nel quale fatica.
Fu allora,
capì che no
non ne aveva più voglia.
Raccontano poi
di averlo visto ballare
al chiaro di luna,
da solo coi ratti
in attesa della fine del turno,
poi non è più tornato.
Ma forse
è solamente una storia.
del trasferimento
ecco che tornano
i gabbiani a migliaia.
Strida
e ali sopra la testa,
stasera fanno quasi paura.
La collina
al confine della sera,
acre l'odore
nauseabondo,
la brezza non mitiga.
Vide la fine alla rete,
vana la loro richiesta
di entrare.
Avrebbero trovato
certamente la cena,
nei rifiuti
certamente la cena.
Vide la fine
e aveva gli occhi
di giovani poveri e sporchi.
Il mancato permesso,
la testa ciondolante
al diniego,
la sua che si piega
a questo mondo
nel quale fatica.
Fu allora,
capì che no
non ne aveva più voglia.
Raccontano poi
di averlo visto ballare
al chiaro di luna,
da solo coi ratti
in attesa della fine del turno,
poi non è più tornato.
Ma forse
è solamente una storia.
Era il tempo in cui
al sorgere del sole
uomini, donne
giovani volenterosi
al lavoro si recavano
Con un fischiettio allegro,
canticchiando un canzone
soddisfazione nel cuore
dignità nello sguardo
La schiena doleva, il cuore sorrideva …
Al calar della sera
al ritorno verso casa,
un caffè, un bicchiere di vino
due risate al bar del paese,
mogli affaccendate ai fornelli
gustose cene a preparare,
il ritrovarsi era gioia,
era raccontarsi la giornata
La notte riposo donava
al corpo ed al cuore sereni
La schiena doleva, l'anima sognava
Nel giorno del Signore
assaporato il riposo,
indossare l'abito della festa
per la Santa Messa
passeggiate lungo il fiume,
merende nei prati
Vita semplice, arricchita
emozionando nel veder
spuntare le margheritine a primavera
ad assaporare il profumo del vento
ad assaporare il profumo del vento
La schiena doleva, lo sguardo brillava
Passi frettolosi, sguardi abbassati
sorrisi di circostanza,
il giorno scivola lento
scorrendo annunci sul giornale,
i mesi durano tre settimane circa
i sogni sfumano, l'aria è pesante
Cene frettolose cosa ci si racconta?
Di giornate vuote, di cuori dolenti
in questa società amareggiata, depressa
Il cuore piange, l'anima non sogna più ….
… Sul gradino che ascoltò i miei pianti
e mi raccontò di storie fantastiche
nelle sere d’estate.
Tra i ciottoli del cortile,
si svincolano
girotondi e corse sfrenate,
ginocchia sbucciate e
il richiamo di una campana a festa.
Bianchi di ricami e merletti,
calzettoni nuovi
calzavano scarpette di vernice
per vivere il giorno
della colomba bianca.
Giochi sereni si rincorrevano
sotto il sole d’aprile,
tra buffi sorrisi un po’ sdentati
e lunghi capelli, tra i nastri intrecciati.
… Correvano,
correvano incoscienti,
appesi alla vita che mi forgiava,
gli anni rosa degli aquiloni.
… In mano semplicemente un filo
e i sogni volavano alti…
e mi raccontò di storie fantastiche
nelle sere d’estate.
Tra i ciottoli del cortile,
si svincolano
girotondi e corse sfrenate,
ginocchia sbucciate e
il richiamo di una campana a festa.
Bianchi di ricami e merletti,
calzettoni nuovi
calzavano scarpette di vernice
per vivere il giorno
della colomba bianca.
Giochi sereni si rincorrevano
sotto il sole d’aprile,
tra buffi sorrisi un po’ sdentati
e lunghi capelli, tra i nastri intrecciati.
… Correvano,
correvano incoscienti,
appesi alla vita che mi forgiava,
gli anni rosa degli aquiloni.
… In mano semplicemente un filo
e i sogni volavano alti…
" Il fruscio
dei pioppi tremuli
riempire l'aria.
L'acre odore di muschio
su un tappeto di foglie insecchite
e pigne calpestate.
Lo scorrere pacato
di un rivolo a valle.
Lungo il viaggio
suoni
profumi
e uno specchio d'acqua
vestirsi di cielo"
suoni
profumi
e uno specchio d'acqua
vestirsi di cielo"

VIENI A ME MIA DOLCE RICCIOLINA
VIENI TRA LE MIE BRACCIA
FATTI COCCOLARE DALLE MIE RUDE MANI
AVVOLTE SGARBATE E AFFRETTATE
TRASCURANDO IL PIACERE TI TOCCARTI E AMARTI
E SE TE TUTTO QUESTO NON GRADIRAI
UN SUSSURO DI BUONANOTTE AVRAI
POI JOHNY SI FARA' SENTIRE
E TUTTO A MONTE ANDRA FINIRE
VIENI TRA LE MIE BRACCIA
FATTI COCCOLARE DALLE MIE RUDE MANI
AVVOLTE SGARBATE E AFFRETTATE
TRASCURANDO IL PIACERE TI TOCCARTI E AMARTI
E SE TE TUTTO QUESTO NON GRADIRAI
UN SUSSURO DI BUONANOTTE AVRAI
POI JOHNY SI FARA' SENTIRE
E TUTTO A MONTE ANDRA FINIRE
Finché resterà semplicemente un’eco che lenta va sfumando…
Allora, i vostri rintocchi più non sentirò
e la tristezza, l’impotenza, travestita di gaie risate
e le parole e gli occhi
su di me si faranno leggeri
evanescenti memorie
a sbiadire - fino al prossimo arrivederci -
Chissà se in quei posti tornerò a camminare, ridere, giocare, sperare...
ed i letti saranno odorosi prati, e vorticose ore, mirabolanti colori, magiche scritture...
senza l’attesa di un domani inesistente
chiuso
tra un non vivere
ed il germoglio che chiede acqua
Pathos...
Mondo…
…quale massa d’energia
e processualità continua!.
Dialettico principio
e passione di principio:
Logos + caos …
…Unicità di formula!
Assolutezza d’organizzazione
e strutturalità Divina.
Forma,
spinta infinita,
senza meta alcuna.
Danza celestiale
e armonia di relazioni.
Oscura abissalità
e Intreccio metamorfico
che si espande,
creando... Creazione!
Spinta vitale,
gesto inarrivabile
che colloca
ogni essere vivente
in seno al proprio
Esistenziale Dramma...
…LOGOS +CAOS= PATHOS!

Mondo…
…quale massa d’energia
e processualità continua!.
Dialettico principio
e passione di principio:
Logos + caos …
…Unicità di formula!
Assolutezza d’organizzazione
e strutturalità Divina.
Forma,
spinta infinita,
senza meta alcuna.
Danza celestiale
e armonia di relazioni.
Oscura abissalità
e Intreccio metamorfico
che si espande,
creando... Creazione!
Spinta vitale,
gesto inarrivabile
che colloca
ogni essere vivente
in seno al proprio
Esistenziale Dramma...
…LOGOS +CAOS= PATHOS!

Ognuno cerca
per vìver, toni seri.
Rivolte abòrran…
<=> <=> <=>
Verseggio nato in stile haiku, leggendo un espressivo pensiero, al fine di omaggiare il celebre personaggio Umberto Eco, improvvisamente scomparso a 84 anni. Per tutti noi, era apprezzato come semiologo, filosofo, scrittore e saggista italiano:
“Quando la maggioranza sostiene di avere sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.”
La tua poesia
la scrivi adesso
versi indelebili
non troppo facili da dimenticare.
Parli di lei
ne parli così! Come viene,
sicuramente ti verrà bene
perché scrivi col cuore,
mentre la tua mano trema.
La tua poesia
è quell'oasi che se pur lontana
da tanta pace,
non ti turba per niente
anzi la sogni tutte le notti
e ti stai dissetando
di quell'acqua purissima.
Parli di lei
che come un onda
t'attraversa il cuore
e come un onda ti culla
facendoti riaddormentare
per risognarla ancora...










