Qui non c'è il fascino
della dannazione
c'è il dolore che non esplode
qui c'è da vivere a calci in culo...
che ti devi dare
qui non ci sono gli incontri
che ti cambiano la vita
qui non c'è tanto da ricercare
dentro se stessi
qui esiste solo nei sogni
un po'di realtà
qui le preghiere ti fanno
sentire la paura
qui è pieno di croci
sepolte nel fango
qui è così grottesco
per fortuna
esiste l'indifferenza
qui esiste solo il piacere
qui è tutto torbido
da sembrare limpido
qui non esiste l'alfa e l'omega
qui non si muore
qui ci sono le scritte
d'amore e di odio
che rimbalzano sui muri !
della dannazione
c'è il dolore che non esplode
qui c'è da vivere a calci in culo...
che ti devi dare
qui non ci sono gli incontri
che ti cambiano la vita
qui non c'è tanto da ricercare
dentro se stessi
qui esiste solo nei sogni
un po'di realtà
qui le preghiere ti fanno
sentire la paura
qui è pieno di croci
sepolte nel fango
qui è così grottesco
per fortuna
esiste l'indifferenza
qui esiste solo il piacere
qui è tutto torbido
da sembrare limpido
qui non esiste l'alfa e l'omega
qui non si muore
qui ci sono le scritte
d'amore e di odio
che rimbalzano sui muri !
6 commenti
Quieto è il mattino, e senza vento;
passato il temporale,
tra le nubi, torna il sole
e il rugiadoso umore,
che sul frumento giace,
si tinge, e i suoi raggi rifrange,
una nuova luce spandendo d’intorno.
Pur ne la presta ora, non tutto tace,
perché dai segreti rami,
un pigolio s’avanza piano;
cosa ha il passero:
saluta il giorno nascente
o chiama aiuto di lontano?
Forse la madre piange,
che fin poc’anzi dal becco amor gli diede,
e lo iniziò al volo.
Ora il mondo guarda solo,
e sovente al dì perduto si volge;
e piange, e piange,
perché il conforto de la ricordanza
è breve, e vano,
pur questo nuovo giorno
gli giunge invano, questa nuova luce
e il sole, che pur la fitta selva
va fendendo, e l’aura scura,
che pur ogn’ora rischiara il cammino,
che pur gli illuminò la nuova via.
O madre, madre mia,
perché te ne andasti?
Che là si trova, almen dimmi,
quel ch’ognuno di noi spera!
Io son qui, e vivo negli affanni,
mentre tutto si trascina
verso il nulla che era.
passato il temporale,
tra le nubi, torna il sole
e il rugiadoso umore,
che sul frumento giace,
si tinge, e i suoi raggi rifrange,
una nuova luce spandendo d’intorno.
Pur ne la presta ora, non tutto tace,
perché dai segreti rami,
un pigolio s’avanza piano;
cosa ha il passero:
saluta il giorno nascente
o chiama aiuto di lontano?
Forse la madre piange,
che fin poc’anzi dal becco amor gli diede,
e lo iniziò al volo.
Ora il mondo guarda solo,
e sovente al dì perduto si volge;
e piange, e piange,
perché il conforto de la ricordanza
è breve, e vano,
pur questo nuovo giorno
gli giunge invano, questa nuova luce
e il sole, che pur la fitta selva
va fendendo, e l’aura scura,
che pur ogn’ora rischiara il cammino,
che pur gli illuminò la nuova via.
O madre, madre mia,
perché te ne andasti?
Che là si trova, almen dimmi,
quel ch’ognuno di noi spera!
Io son qui, e vivo negli affanni,
mentre tutto si trascina
verso il nulla che era.
Un’aurora come tante,
aria fredda pungente,
al primo albeggiare.
Il sole stiracchia appena
i suoi raggi offrendo
colore alle nuvole,
che di arancio e di giallo
incorniciano il cielo.
Stai lì a seguirle,
con lo sguardo incantato,
mentre vanno leste
e cambiando forma.
Prima un drago ora un castello,
mette le ali la fantasia,
e tutto trasforma
in un batter di ciglia.
Chi troppo osserva,
pur domande si pone,
“ chissà se le nuvole pensano”?
e magari a voce alta
quel “chissà” spontaneo nasce.
Ti senti rispondere con
dubbioso sguardo e ironico sorriso,
da chi pur mamma ti chiama,
dall’alto dei suoi pochi anni,
se folle diventata tu forse sei,
o se poco bene in quell’istante stai,
visto che trattasi,’< di nuvole>,
fatte di aria solamente.

Sotto la neve
fiori più non vedo.
Si è tutto imbiancato,
fermato,
uniformato,
ghiacciato.
Tranne il mio cuore,
pulsa ancora,
è impegnato a fare un inventario
delle sue emozioni
e riflessioni.
Ed è qui che farà il punto
della situazione.
Diventare come gli altri?
O essere un differente essere?
C’è chi con uno scatto fulmineo
lo vorrebbe fermare
perché proferisce verità
e la verità a volte fa male!
Ma il cuor dal canto suo
non si vuole acquietare,
sa che se lo farebbe
non gli si darebbe più il permesso di parlare
né oggi né mai!
E allora parla cuoricino bello…
Parla!
E sputa quel rospo che hai in gola
e che non ti fa dormire
ma ti strazia con un fiume di ragionamenti.
Parla e l’inverno così passerà….
fiori più non vedo.
Si è tutto imbiancato,
fermato,
uniformato,
ghiacciato.
Tranne il mio cuore,
pulsa ancora,
è impegnato a fare un inventario
delle sue emozioni
e riflessioni.
Ed è qui che farà il punto
della situazione.
Diventare come gli altri?
O essere un differente essere?
C’è chi con uno scatto fulmineo
lo vorrebbe fermare
perché proferisce verità
e la verità a volte fa male!
Ma il cuor dal canto suo
non si vuole acquietare,
sa che se lo farebbe
non gli si darebbe più il permesso di parlare
né oggi né mai!
E allora parla cuoricino bello…
Parla!
E sputa quel rospo che hai in gola
e che non ti fa dormire
ma ti strazia con un fiume di ragionamenti.
Parla e l’inverno così passerà….

Racconto di te dolce
profumata primavera
racconto dei tuoi colori
sfumati negli alberi in fiore
quanto sei bella ed elegante
sempre pronta a sorprenderci
irradi allegria e dai gioia
emani freschezza
e scorri nelle calme acque di un fiume
coccolandoti percorri cime e valli
accarezzando gli argini
per poi arrivare a mare
Vicoli assolati,
silenziosi e gai
svettano su
per la torre,
padroneggiano
l'orizzonte.
Bella tu sei
nell'anima e
nel cuore;
struggente è il
tuo ricordo a
chi da te è
lontano.
Antica Balbia,
respira nell'aria
tua storia nobile
e ricca, ma ancor
più le grida allegre
dei ragazzi,giocosi
nelle vie tue preziose.
Frammenti, di
un passato che
nulla può
scordare,
nutrice tu felice
di soave bellezza;
in te ha riposto
il cuore il
mio amato padre,
è tuo sarà per
sempre il
suo grande desìo.
silenziosi e gai
svettano su
per la torre,
padroneggiano
l'orizzonte.
Bella tu sei
nell'anima e
nel cuore;
struggente è il
tuo ricordo a
chi da te è
lontano.
Antica Balbia,
respira nell'aria
tua storia nobile
e ricca, ma ancor
più le grida allegre
dei ragazzi,giocosi
nelle vie tue preziose.
Frammenti, di
un passato che
nulla può
scordare,
nutrice tu felice
di soave bellezza;
in te ha riposto
il cuore il
mio amato padre,
è tuo sarà per
sempre il
suo grande desìo.
Dentro alla tua fantasia
non c’è spazio per le paure
corre la tua mente
verso il prossimo gioco
nei tuoi occhi
solo sorrisi e gioia
accompagnano quel momento
fatto di camici e Patch Adams
non ti curi del dopo
cerchi il sonno lenitivo
fino a quando lo trovi
e sei già là
solo bei sogni
passano lentamente dentro te
il tuo cuore li accompagna
fino al loro lieto fine
Capitano Coraggioso
ci sorridi e saluti
senza alcun lamento
arrivi vittorioso
bisognerebbe imparare
da voi bambini
come comportarsi
anche nel difficile
e poi verso casa
il passato è già ricordo
c’è il presente che ti aspetta
ed un futuro azzurro
Capitano Coraggioso
vinci anche il buio
battaglia assai più leggera
di quella raccontata
non c’è spazio per le paure
corre la tua mente
verso il prossimo gioco
nei tuoi occhi
solo sorrisi e gioia
accompagnano quel momento
fatto di camici e Patch Adams
non ti curi del dopo
cerchi il sonno lenitivo
fino a quando lo trovi
e sei già là
solo bei sogni
passano lentamente dentro te
il tuo cuore li accompagna
fino al loro lieto fine
Capitano Coraggioso
ci sorridi e saluti
senza alcun lamento
arrivi vittorioso
bisognerebbe imparare
da voi bambini
come comportarsi
anche nel difficile
e poi verso casa
il passato è già ricordo
c’è il presente che ti aspetta
ed un futuro azzurro
Capitano Coraggioso
vinci anche il buio
battaglia assai più leggera
di quella raccontata
… Tu sei quella che mi porta lontano…
A quel tempo leggero,
che si spargeva tra nuvole rosa,
e rincorreva fuggenti attimi
che si allargavano nel cuore
e lievitavano sulla pelle.
… Tu sei quella che lontano mi porta…
A frivole poesie d’amore che,
al sorriso tuo, più belle si facevano.
… Tu mi porti lontano…
A quel vivere l’amore,
i sogni a mille, grandi,
che il cuore, sfrenato dall’età,
andava carezzando,
sfacciatamente vestito
di chimere e speranze.
… Lontano tu mi porti…
A quando, fuggendo l’ora noiosa,
con riso di bimbe gioiose,
furbamente s’andava.
…Tu sei quella che,
con gli occhi dolci
di bambina di sempre,
col sorriso fermato nel tempo,
mi porta quella parte di me
di tanto tempo fa…
A quel tempo leggero,
che si spargeva tra nuvole rosa,
e rincorreva fuggenti attimi
che si allargavano nel cuore
e lievitavano sulla pelle.
… Tu sei quella che lontano mi porta…
A frivole poesie d’amore che,
al sorriso tuo, più belle si facevano.
… Tu mi porti lontano…
A quel vivere l’amore,
i sogni a mille, grandi,
che il cuore, sfrenato dall’età,
andava carezzando,
sfacciatamente vestito
di chimere e speranze.
… Lontano tu mi porti…
A quando, fuggendo l’ora noiosa,
con riso di bimbe gioiose,
furbamente s’andava.
…Tu sei quella che,
con gli occhi dolci
di bambina di sempre,
col sorriso fermato nel tempo,
mi porta quella parte di me
di tanto tempo fa…
Fallo stare bene
ancora un pò
da questo sogno
non si vuole svegliare.
Viaggi fantastici nella sua mente
notti d'amore molto importanti.
Fallo dormire tranquillamente
non vedi sembra un bambino
ha pure il sorriso nelle labbra
starà sognando sicuramente di te.
guarda la luna com'è luminosa
e quante stelle, le vedi? Son belle.
E' proprio una notte meravigliosa
da farne un ritratto e attaccarlo sul muro
per ammirarlo quando si ha voglia
sopratutto in quelle giornate buie e tempestose.
Lascialo così: Sorridente,
in questo sogno dove ci sei tu
la stella più bella
luminosa nel cielo...
Ed io in mezzo a voi due,
non c’entro niente,
sono un ingombro,
uno scarto,
un pupazzo,
un a specie di pierrot abbandonato;
ed io tra voi
sono un di più,
non mi vedi,
non mi senti,
non hai tempo,
non mi ascolti,
e non stai con me;
ed io,
tra voi due,
son un intruso,
e pensi poco a me,
mi guardi e sei distratta,
e non capisci,
non capisci,
ed io,sono solo,
uno straniero,
in mezzo a voi,
e tu non mi pensi,
non mi vuoi,
non vuoi.
non c’entro niente,
sono un ingombro,
uno scarto,
un pupazzo,
un a specie di pierrot abbandonato;
ed io tra voi
sono un di più,
non mi vedi,
non mi senti,
non hai tempo,
non mi ascolti,
e non stai con me;
ed io,
tra voi due,
son un intruso,
e pensi poco a me,
mi guardi e sei distratta,
e non capisci,
non capisci,
ed io,sono solo,
uno straniero,
in mezzo a voi,
e tu non mi pensi,
non mi vuoi,
non vuoi.
Dove sei? Chi agli occhi miei ti nasconde,
vergine frale? Sei tu in quell’ombra
tremula ch’il cipresso in terra tinge,
o immota giaci sotto questo sasso?
Così gli interi giorni passo gemendo;
così gli interi giorni vago,
la tua bella imago cercando tra le genti,
o nel cielo, quando il vento
lo disvela più profondo e arcano.
Ahi come vano,
come vano è questo cercare;
non tu ancor viva,
non un simulacro di te m’appare,
e pur finge alle mie lacrime conforto
tornare alle perdute cose,
tornare là dove col mio
il tuo corpo pose,
in quell’immensità assorto.
Perduto in questi pensieri,
la lontana sponda andavo guardando,
e mentre mi chiedevo dov’eri,
la luna, appena svelatasi all’orizzonte,
una dorata luce
andava sopra il mare spandendo,
e tu in quella luce apparisti, amore,
ond’io al crespo andar de l’acque
il tuo crine al vento andavo comparando
e de l’onde al mormorio non greve
il tuo sussurro lieve.
vergine frale? Sei tu in quell’ombra
tremula ch’il cipresso in terra tinge,
o immota giaci sotto questo sasso?
Così gli interi giorni passo gemendo;
così gli interi giorni vago,
la tua bella imago cercando tra le genti,
o nel cielo, quando il vento
lo disvela più profondo e arcano.
Ahi come vano,
come vano è questo cercare;
non tu ancor viva,
non un simulacro di te m’appare,
e pur finge alle mie lacrime conforto
tornare alle perdute cose,
tornare là dove col mio
il tuo corpo pose,
in quell’immensità assorto.
Perduto in questi pensieri,
la lontana sponda andavo guardando,
e mentre mi chiedevo dov’eri,
la luna, appena svelatasi all’orizzonte,
una dorata luce
andava sopra il mare spandendo,
e tu in quella luce apparisti, amore,
ond’io al crespo andar de l’acque
il tuo crine al vento andavo comparando
e de l’onde al mormorio non greve
il tuo sussurro lieve.
Il sole imponeva di stare sull'attenti
e il cielo indossava colori nuovi
arancio giallo azzurro
e anche il suo sorriso
ed io inzuppavo i miei sogni nel latte
profumo di dolci di caffè
e la prima gente in strada
dondola sui muri tenue l'estate
panchine vuote
di persone andate via
pescavo sorrisi e occhi
e la tua maglietta mai indossata
sa di lui mi dicevi
ma non buttarla via
e le bancarelle affollavano il lungo mare
ti ho persa un attimo
per ritrovarti dopo
nella dolce confusione che mi assale
vado a casa non sopporto la folla
non sopporto più me
intanto compravi noccioline
e parlavi con le amiche
io col mio gelato all'uva
gustavo progetti e fantasie
aspettando dicembre
dal 15 luglio...
e il cielo indossava colori nuovi
arancio giallo azzurro
e anche il suo sorriso
ed io inzuppavo i miei sogni nel latte
profumo di dolci di caffè
e la prima gente in strada
dondola sui muri tenue l'estate
panchine vuote
di persone andate via
pescavo sorrisi e occhi
e la tua maglietta mai indossata
sa di lui mi dicevi
ma non buttarla via
e le bancarelle affollavano il lungo mare
ti ho persa un attimo
per ritrovarti dopo
nella dolce confusione che mi assale
vado a casa non sopporto la folla
non sopporto più me
intanto compravi noccioline
e parlavi con le amiche
io col mio gelato all'uva
gustavo progetti e fantasie
aspettando dicembre
dal 15 luglio...












