Ahi, come spande

lo squarcio che la proditoria mano

al petto inferse; 

non sangue ma lacrime, disperse

sul mio consunto corpo

e su lenzuola insonni. 

Svelati son gli inganni

che, maligna, all’umana stirpe celasti

onde ogn’ora serba,

se pur incerta, quella speranza,

onde al dì felice ancora guarda,

onde, ignara ch’ogni far sia vano,

assidua ad opre varie attende; 

o lungi dal vero è questo mio pensare,

vano non per te, 

forse a te giova questo nostro fare.

O forse a noi non è dato saper

cosa ci spinge, e dove, forse più grato,

questa via seguendo,

a noi sarà nei sepolcri il fato;

altro non so, se non che questo dolor,

che dentro mi strugge,

compagno mio di culla, là si diparte;

ma se pure lì non fugge,

se me seguirà in ogni parte,

allor non so.

O forse tu non promettesti nulla,

e di quella vana speranza

l’uomo solo si vanta,

l’uomo solo d’illusioni s’empie,

e di vaghi pensieri.

Eguali ci facesti,

perché eguali nascemmo, e gioiamo

e soffriamo, e trapassiamo,

eppur non vedo animale alcuno

adoprarsi invano.

Eppur anche l’uomo è figlio tuo,

e se mai, non come d’altre madri, 

il tuo far è male,

perché allor lo facesti tale?

Dove ci porta questo prodigarci oltre,

questa spinta fatale?

Se dunque tu tacesti,

rea no, anzi benigna,

perché il viver sotto il sole ci donasti,

sotto le stelle,  

dove un poco questo dolor si lenisce;

se il labbro tuo non fu mendace,

fummo noi, sviando dai tuoi sentieri,

cagion di nostra sorte?

Questo vivere a noi stessi mentendo,

questo vivere noi stessi illudendo,

quest’aspettare, senza sussulti, la morte?

Oh Natura, Natura,

quel che sarà io non discerno,

ma forse niente resterà di noi

quand’anche ogni memoria

svanirà nel nulla eterno.
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Profilo Autore: Pietro Luciano  

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Capitano ROBERTO TAVERNITI
A ricordo del giorno della sua nascita: 18-02-1888



Quel di che nascesti,

forse l’ingrato destino,

già scritto aveva,

la tua prematura fine.


Decantar la tua fisica bellezza,

oggi forse non è cosa tanto essenziale,

quanto bensì proferir dei sentimenti tuoi,

chiusi in fondo all’animo, giovane e gentile,

dell’acuta mente e capacità

di tesser relazioni in sì

ambienti d’alta cultura.


L’amor per la scrittura, la storia,

e l’eccelsa poesia,

delineano te, quale giovane, capace, sobrio,

valoroso e studioso di grande acume.


Amavi le tue radici, la tua Calabria,

e ne volevi sollevar la sorte sua,

sognando per essa, un avvenir

più roseo e dignitoso.


Ma quell’animo altruista,

quando la storia lo decise,

orgoglio profondo esplose in petto,

e in un acuto canto si levò

quel tuo fervente motto:

“Non più calabresi oggi,

ma italiani per l’Italia”,

divenendo reale la volontà,

d’onorar l’amata Patria,

e scelta volontaria fu,

contribuir ad unificar l’Italia.


Giammai tornasti in quella Terra,

ad attuar l’ambito tuo progetto,

quale, intrecciar tra ordito e trama,

la tela dei tuoi sogni,

e dipingere su essa,

col pennello del tuo cuore,

usando delle tue virtù i colori,

il futuro della Calabria, “Terra Nostra”.


Della tua breve vita,

poche foto in bianco e nero,

volto aperto al sorriso,

ma malinconico il tuo sguardo,

sebbene, resta alto il nome tuo

inciso su stele, come altri eroi,

e gli scritti tutti custoditi stanno,

pari a prezioso oro e argento

in robusto forziere chiusi.

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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Nei labirinti di un'indagine
imbrigliati

fermo immagine
in zone d'ombra

caligine negli occhi
limitano lo sguardo.
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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Voglio una vita 
Chef...
       (che non significa quel che significa)
...con ingredienti autentici,
dai contorni semplici,
dagli immutabili dintorni.

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Profilo Autore: Hera  

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Mi domando se sta succedendo a noi

ogni giorno ogni ora da me un po'

ti allontani


Il tempo scorre così lento …

eppure è già domani


Era solo ieri

quando conobbi i tuoi occhi,

quando le tue mani

donavano brividi al mio corpo



Scandiva l'orologio

lo scorrere del tempo

lentamente

granello dopo granello

nella clessidra dorata


Il tempo scivola lento

ma troppo presto

fu già domani


Quante occasioni perse

quante parole sfumate nel vento

in fondo era solo ieri,

la vita intera ci attendeva



Trent'anni, un'eternità

davanti a noi ancora,

i capelli mossi dal vento

dall'azzurro del mare bagnati,

la pelle non ancora da rughe solcata

al sole si bruniva



Era solo ieri

presto sarebbe arrivato domani



Il tempo gocciolava lento

dal rubinetto arrugginito

di una vecchia fontana

ed era sol ieri


Sempre di più da me ti allontani

troppo in fretta darà dopodomani ….
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Mi perdo

Nei meandri della mente

Tra briciole ingiallite

E fantasmi senza volto

Che vagano alla deriva.

Un torrente silenzioso

Di schegge impazzite

Mi attraversa l’anima

E riesce ancora

A farmi tanto male.

Vorrei spezzare

Quella catena logora

Che ormai da tempo,

Mi tiene prigioniera

In una morsa stretta.

Solo nei sogni

Metto ali vellutate

Come petali di rose

E come una farfalla

Mi scrollo dalle spalle

Il peso che mi spossa.

Riesco così a volare

Sospinta da una brezza,

Che dolcemente mi culla

E ritrovo quella pace

Che profuma di perdono.

Cinguettano gli uccelli

Felici di stare al mondo

E mi vezzeggiano

Come una bambina.

Guardando l’orizzonte,

Finalmente intravvedo

Bagliori di speranza.

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Profilo Autore: M.G.Fiori  

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Tristi parole bagnate dalla pioggia,
ora sbiadite pesano,
stese al tiepido sole di Marzo.

Come bucato mosso dalla brezza,
ora asciugano stesi sui massi di un fiume,
ma alzati dal vento volano libere e leggere,
quali aquiloni tra cirri di  nuvole.

Incontrano il Cielo la Vita,
si scambiano i versi,
e le parole sbiadite dai rancori
rifioriscono vitali,
s’intrecciano sorrisi, colori, sensi,
e nuova direzione per i dolci sentimenti,
che legati a fiocchi di cristallo riluccicano.

Dai semi tiepidi dal sole raggiunti,
dolci germogli bucano il terreno,
le gemme, orgogliose, s’aprono alla vita,
come melagrana, dai mille chicchi,
le nuove parole si sgranano,
dissetando col loro nettare l’arsura,
quale nutrimento di vita e d’amore.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Briciole di vento
restano con me
mentre tu saluti chiudi piano
e non sorridi
lasci qui soltanto
le ore che non vivrò mai più
torni li da lui nel traffico in città
torni in quell'ufficio dove la gente 
tutto sa
Come i poeti greci
scrissi di te
pagine d'epiche gesta
carezza e amori 
tra calici di vino e lenzuola
niente è più lo stesso
nemmeno la mia vita
l'amore io non so dov'è
non l'ho mai cercata
mai lo farò
sono un cittadino di ogni letto
e domani un'altra donna
sarà con me...
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Profilo Autore: fgl  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Resta sveglia
non dormire
virgulto nei germogli
sentiero nei miei boschi
inebriami di muschi
aggrappati quando c'è vento
il richiamo impetuoso del momento
versami clorofilla
ogni tua dolce stilla
cura il rauco cuore
mettendo fine al suo balbettare
nelle grotte di stupore
fra le fronde
fra le viscere dell'amore
Resta sveglia
non andare
sentinella del faro
sopra il mio crinale
lentamente svelami il tuo segreto
soffocami con  i tuoi respiri
risucchiami dai misteri occulti
trattienimi di bellezza
con il tuo fascino discreto
in celata grandezza
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Passo e li ammiro

sul rosso del tramonto,

come eroiche lance

piantate a ricordo

di antiche battaglie.




Passo e mi accorgo

che oggi son pennelli,

da un artista sguainati

per adornare il cielo

di bianche nubi.




Passo e ricordo

che quando ero bambina

sempre li trovavo

a farmi compagnia

sulla via dell'immenso mare.




Passo e li porto con me

questi verdi guardiani;

linee di unione

tra il cielo e la terra

del mio amato Paese.









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Profilo Autore: Cla  

Questo autore ha pubblicato 40 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

In un sollievo/piuma se

fuori è oramai rabbuiata la sera, e

l'arcobaleno è stato poco curato dai raggi

ecco, o Madonnina, scomparire nel soffio tutto il buffo

di un amore che avrebbe potuto

salvarmi la vita almeno per oggi.

Amenità.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

Questo autore ha pubblicato 1011 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
V




Mi fermai,

ove sèguito il sentier non aveva,

ai piedi d’un monte.

Sulla cima, a me di fronte

lontana si vedeva una dimora.

Il passo è chiuso, tarda è l’ora,

come giunger su l’altura?

Un’insegna, più in là, recava tal scrittura:

“Ivi ogni pensiero ogn’ora giace,

vago qui è il tempo, e il dolore tace

o più non s’addentra; piano, piano

nei cuor sottentra un sogno,

al quale più felici si soggiace”.

E più sotto:

“In tale scritto è ascoso il nome

di chi là in alto siede, pronuncialo

ed un varco s’aprirà dritto”.

L’enigma pareva non poco duro,

ma nessuna cosa si vieta

a chi d’amor si veste, 

a chi ha l’animo puro.

Lessi: “Ivona”, e gridai:

“è lei che io cerco”.

S’aprì un varco

e felice verso l’alto m’inoltrai.

La cinsi a me con ardore,

e il suo profilo seguiva

e l’odore; sulle sue

stava per posar le labbra mie,

ma a quel segno svanì.

Mi scossi;

pareva vero mi dissi,

tale ad un magnifico sogno.

Tremante mi girai;

stavo sdraiato sul letto

sudato ed ansimante.
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Profilo Autore: Pietro Luciano  

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Non vedo oltre
il mio viso riflesso
è sparito anche il mare!

Dai vetri
candidi baci di neve.

Ma sei solo bruma!

Avvolgente fluttuante e argentata. 

 Non sento che  un umido lamento 
di rugiada 
mentre scivoli e t'infili
sposto la tenda e penso:

arriverà prima o poi
un bel soffio di vento.


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Scroscia imponente la pioggia,
sui vetri appannati
la vedo cadere incessante

forma pozzanghere 
anche nella mente

guardo lontano,
lontano nel tempo

e la noia mi prende ogni senso.

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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Quando il bosco di robinie tornerà schelètrico e piovoso,
quando i ciuffi di fresie profumate
più non saranno a carezzarci insieme,

tu, dalla lastra opaca,
triste mirerai pensando l’inverno piovoso.
Passate saranno le stupende giornate di luglio
e svaniti i sogni luminosi dell’estate tua:
tu non sarai con me;
per te il ciclo della gioia è compiuto,
io ne strappai l’attimo serbato.
scusami.

(1964)
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

Questo autore ha pubblicato 137 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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