Le notti di quella stagione
con cori e fughe amorose;
Bisbiglian le foglie
nella brezza dei sogni;
Non senti il mancante
respiro della gioventù?
Ora intuisci la strada corta,
la corta memoria;
la stagione si chiude:
è l' autunno, l' autunno del sonno.
con cori e fughe amorose;
Bisbiglian le foglie
nella brezza dei sogni;
Non senti il mancante
respiro della gioventù?
Ora intuisci la strada corta,
la corta memoria;
la stagione si chiude:
è l' autunno, l' autunno del sonno.
8 commenti
Hildita,
figlia mia cara
io non sono morto
a La Higuera.
Non è stato Rodriguez
che mi ha negato alla vita.
Io sono morto più tardi,
nei cori di tutti gli stadi,
negli striscioni
di sportivi fanatici
nel delirio di vittorie
prive di senso.
Io sono morto
nei pantaloni griffati,
nei portachiavi,
nelle magliette
con stampato il mio volto.
I boliviani mi tagliarono
entrambe le mani,
il progresso ha fatto di peggio,
ha strappato per sempre
il mio cuore.
A Gigggi, con affetto.
figlia mia cara
io non sono morto
a La Higuera.
Non è stato Rodriguez
che mi ha negato alla vita.
Io sono morto più tardi,
nei cori di tutti gli stadi,
negli striscioni
di sportivi fanatici
nel delirio di vittorie
prive di senso.
Io sono morto
nei pantaloni griffati,
nei portachiavi,
nelle magliette
con stampato il mio volto.
I boliviani mi tagliarono
entrambe le mani,
il progresso ha fatto di peggio,
ha strappato per sempre
il mio cuore.
A Gigggi, con affetto.
Rammento ilare l’inconsistenza
decorata di carnevali e ricorrenze
rivestendo l’ala d’eleganza
fantasia effusa al gioco.
Inseguo aquiloni nella mente insolvente
corse libere di follia allegra
per credere di non cedere a questa farsa
elemosinata in mille lesioni d’essere
a tariffa fissa su terre incolte e cieli indolenti.
Essere o non essere dunque per chiunque
ma cometa d’evasione in fuga
Essere e non essere solo un’illusione
nata, vissuta, morta, amata nell’inazione.
E allora correre a inseguire parole
armonie complici d’allegra compagnia
per credere che tutto sia come destino vuole
godere come se tutto fosse fato grondante
di promesse d’orizzonti dai giorni slegati
saltellando dall’una all’altra strofa.
Attendo l’evasione dalle lacrime assolte
senza volontà di conquista
sfiorando appena l’invasione piuma
grazia di sogno nell’argento del primo mattino
con fiori variopinti dai petali danzanti
radici bagnate alla terra che s’apre
rivelazione d’anima in continua oscillazione
di sensi destinati all’essere creazione.
decorata di carnevali e ricorrenze
rivestendo l’ala d’eleganza
fantasia effusa al gioco.
Inseguo aquiloni nella mente insolvente
corse libere di follia allegra
per credere di non cedere a questa farsa
elemosinata in mille lesioni d’essere
a tariffa fissa su terre incolte e cieli indolenti.
Essere o non essere dunque per chiunque
ma cometa d’evasione in fuga
Essere e non essere solo un’illusione
nata, vissuta, morta, amata nell’inazione.
E allora correre a inseguire parole
armonie complici d’allegra compagnia
per credere che tutto sia come destino vuole
godere come se tutto fosse fato grondante
di promesse d’orizzonti dai giorni slegati
saltellando dall’una all’altra strofa.
Attendo l’evasione dalle lacrime assolte
senza volontà di conquista
sfiorando appena l’invasione piuma
grazia di sogno nell’argento del primo mattino
con fiori variopinti dai petali danzanti
radici bagnate alla terra che s’apre
rivelazione d’anima in continua oscillazione
di sensi destinati all’essere creazione.
Non dare nulla per scontato,
pensa solo per un attimo
e capirai…
Non rispondere agli attacchi,
fermati per un istante rifletti,
saranno gli altri a proferir parola.
Non arrenderti alle pur tante difficoltà,
solo per un attimo pensa, e troverai la vera forza.
Non fidarti del primo che bussa al tuo cuore,
vorrà la tua anima.
Non dare una mano a chi cerca con insistenza
pretenderà pure l’altra.
Non parlare del tuo mondo mai,
l’amico ipocrita racconterà tutto di te.
Non dire niente dei tuoi amori, degli amici
e degli incontri significativi della tua vita,
e degli incontri significativi della tua vita,
saresti frainteso.
E quando udrai le tempestose
onde del mare infrangersi
nel tuo cuore e la voglia di ribellione,
conta fino a dieci, solo per un attimo pensa,
conta fino a dieci, solo per un attimo pensa,
a chi ti vuol da sempre bene.
Notti vissute di lato
Mentre la luna spesso dormiva
Notti sognate di notte
Mentre la gente dormiva
e nelle notti che voi mai conoscerete
parlai a Dio di noi
Notti che sognavo di te
Tu che di notte sognavi lo so di me
Notti tristi come la pioggia di febbraio
Notti malandrine spezzate le catene
Notti di giorni inutili
Notti di rabbia tra i denti
Notti che il cuore ha battuto forte
Notti nel letto di Maria
Notti disperate
Di inutili pensieri
Che a dormire non ci riesci
Perché sono notti, notti di galere
Notti di stelle attaccate
Notti drogate
Notti d’aborto e di vergogna
Notti rimaste nella fogna
Notti malandrine notte di libri
Notti assassine
Che non ti fan dormire piuttosto pensare
Che se il domani è mio
Io ci voglio arrivare
Notti di derby vinti e di illusioni
Notti di coppe di campioni
Notti di prime volte a letto
Notti malandrine
Notti drogate notti di rapine
Notti d’aborto e di sesso
Notti di sigari e sgomento
E se il domani è mio
Io ci voglio arrivare
Anche lacerato sul corpo dalle ferite di un agguato
Notti di Jack e malvasia
Notti d’amore che vanno via
Notti di sirene e di letti dentro gli ospedali
Notti di vagiti e di tensioni mediorientali
Notti di Natale con le cambiali da finire
Notti d’esami e libri da consultare
Notti di fierezza e innamorate
Notti da poco consumate
Che se il domani è mio
Non ve lo lascio prendere
Perché lo voglio io
Notti di sorrisi e di inganni
Notti di bellissimi affanni
Notti sotto le stelle al freddo adagiato tra il ghiaccio
Notti di polizia
Notti di chi dorme alla stazione
Notti che viviamo con attenzione
Notti nel letto di MARIA
Notti disperate
Di inutili pensieri
Che a dormire non ci riesci
Perché sono notti, notti di galere
Notti malandrine notte di libri
Notti assassine
Che non ti fan dormire piuttosto pensare
Che se il domani è mio
Io ci voglio arrivare
Mentre la luna spesso dormiva
Notti sognate di notte
Mentre la gente dormiva
e nelle notti che voi mai conoscerete
parlai a Dio di noi
Notti che sognavo di te
Tu che di notte sognavi lo so di me
Notti tristi come la pioggia di febbraio
Notti malandrine spezzate le catene
Notti di giorni inutili
Notti di rabbia tra i denti
Notti che il cuore ha battuto forte
Notti nel letto di Maria
Notti disperate
Di inutili pensieri
Che a dormire non ci riesci
Perché sono notti, notti di galere
Notti di stelle attaccate
Notti drogate
Notti d’aborto e di vergogna
Notti rimaste nella fogna
Notti malandrine notte di libri
Notti assassine
Che non ti fan dormire piuttosto pensare
Che se il domani è mio
Io ci voglio arrivare
Notti di derby vinti e di illusioni
Notti di coppe di campioni
Notti di prime volte a letto
Notti malandrine
Notti drogate notti di rapine
Notti d’aborto e di sesso
Notti di sigari e sgomento
E se il domani è mio
Io ci voglio arrivare
Anche lacerato sul corpo dalle ferite di un agguato
Notti di Jack e malvasia
Notti d’amore che vanno via
Notti di sirene e di letti dentro gli ospedali
Notti di vagiti e di tensioni mediorientali
Notti di Natale con le cambiali da finire
Notti d’esami e libri da consultare
Notti di fierezza e innamorate
Notti da poco consumate
Che se il domani è mio
Non ve lo lascio prendere
Perché lo voglio io
Notti di sorrisi e di inganni
Notti di bellissimi affanni
Notti sotto le stelle al freddo adagiato tra il ghiaccio
Notti di polizia
Notti di chi dorme alla stazione
Notti che viviamo con attenzione
Notti nel letto di MARIA
Notti disperate
Di inutili pensieri
Che a dormire non ci riesci
Perché sono notti, notti di galere
Notti malandrine notte di libri
Notti assassine
Che non ti fan dormire piuttosto pensare
Che se il domani è mio
Io ci voglio arrivare
Quando da un travaglio d'urla,
fra intrugli di sangue,
un ghiozzo di vita si sputa,
scivola un pargoletto.
Sadiche, le bianche mani
lo levan dalle foibe
ove protetto regnava,
condannandolo al dovere.
Tace e freddo poggia, (nelle lenzuola)
del primo respiro pentirsi dovrebbe,
scalci e sussulti lo portano al pianto
sfociando nel sorriso
dei procreatori colpevoli d'ogni lacrima.
fra intrugli di sangue,
un ghiozzo di vita si sputa,
scivola un pargoletto.
Sadiche, le bianche mani
lo levan dalle foibe
ove protetto regnava,
condannandolo al dovere.
Tace e freddo poggia, (nelle lenzuola)
del primo respiro pentirsi dovrebbe,
scalci e sussulti lo portano al pianto
sfociando nel sorriso
dei procreatori colpevoli d'ogni lacrima.
E quando mi faccio onda
che ritorno: quando sento forte
il richiamo del mare
e m’annullo,
spuma bianca che si frange
nel tuo scoglio,
fino a perdermi
in mille bolle spumeggianti.
E quando mi annullo in te,
che ritorno,
dove sono sempre stata.
In quell’ infinito
vedere
oltre i tuoi occhi,
che più non mi guardano.
Noi
che non ci siamo, mai, persi
e inciampo.
che ritorno: quando sento forte
il richiamo del mare
e m’annullo,
spuma bianca che si frange
nel tuo scoglio,
fino a perdermi
in mille bolle spumeggianti.
E quando mi annullo in te,
che ritorno,
dove sono sempre stata.
In quell’ infinito
vedere
oltre i tuoi occhi,
che più non mi guardano.
Noi
che non ci siamo, mai, persi
e inciampo.
La mia sera
è dolorante e canta
lodi
che il tuo distratto udito
non può riconoscere,
alchimia dei miei respiri
che non raggingono i tuoi.
Mentre io ardo
e sono in fiamme
e le mie gambe passive
ascoltano devote il tuo volere
rimane un sibilo,
serpentino e oscuro,
che non puoi anticipare.
Il mio sì alla notte,
alla fugace lotta
dei più reconditi istinti,
ed io ardo
e sono in fiamme,
e le mie gambe passive
han la forza di tutto.
è dolorante e canta
lodi
che il tuo distratto udito
non può riconoscere,
alchimia dei miei respiri
che non raggingono i tuoi.
Mentre io ardo
e sono in fiamme
e le mie gambe passive
ascoltano devote il tuo volere
rimane un sibilo,
serpentino e oscuro,
che non puoi anticipare.
Il mio sì alla notte,
alla fugace lotta
dei più reconditi istinti,
ed io ardo
e sono in fiamme,
e le mie gambe passive
han la forza di tutto.
Attratta dai colori
e dai suoni
distendi il tuo corpo
ed allarghi le braccia
di fronte allo specchio
non sei più te stessa
sfiori la nuova pelle
senti la nuova stagione
ti allunghi verso il sole
stropicci le ore
guidando le lancette
verso te
galleggi sull'aria
respiri ed inspiri
in leggerezza
vesti di nuovo
e sali in alto
dove gli occhi possono ammirare
in perfetta metamorfosi
apri il tuo scrigno
e ti trasformi
in farfalla arcobaleno
e dai suoni
distendi il tuo corpo
ed allarghi le braccia
di fronte allo specchio
non sei più te stessa
sfiori la nuova pelle
senti la nuova stagione
ti allunghi verso il sole
stropicci le ore
guidando le lancette
verso te
galleggi sull'aria
respiri ed inspiri
in leggerezza
vesti di nuovo
e sali in alto
dove gli occhi possono ammirare
in perfetta metamorfosi
apri il tuo scrigno
e ti trasformi
in farfalla arcobaleno
Domani
mi ricorderò
del buio attorno,
quello che pensavo
di poter schiarire,
ma che poi ho
corrotto
col giallo
e col verde
della mia bile.
Domani, forse,
non mi curerò
di quando io
tremavo
e tu
non
sapevi
sedarmi
del tutto,
e di quando
il bene esisteva
niente altro che
per annacquare
il forte dolore
che mi stavo
causando.
Se ci
sarà
l’ieri
visto
dal domani
non è cosa certa,
e se ci sarà l’oggi
visto dallo ieri,
non si potrà
ricordare.
Ma sarà
grazie
a me
se
il
cielo
si aprirà
per lasciare
fuggire amore;
lettere a far parole,
e parole a far poesia:
così che non vada
mai perduta,
la memoria
dell’adorazione
che ho avuto per te.
Cerca scherzo, originale
Atto buon, non anormale
Risa porta, per chi sta male.
Ne lo vial, donzelle assale,
Empie sporte svuota in gala
Versi a rima, coglie a pale,
Aria pare, nazionale.
La sfilata sì prevale,
Ebbro giunge al funerale.
Ne lo vial, donzelle assale,
Empie sporte svuota in gala
Versi a rima, coglie a pale,
Aria pare, nazionale.
La sfilata sì prevale,
Ebbro giunge al funerale.











