Non esistono spazi
che possono annullare i pensieri
ne che possono separare
e alzare muri al mio amore
amore che combatte contro il tempo
ad ogni palpitare del sangue
adulando ogni mio passo.
No...
non esiste nessuna cosa
capace di cancellare le sere
o arrestare il cuore
che soltanto per Te vive
nelle immagini senza parole
nel desio di notti stellate.
Conosco solo un fine confine
che si sposa con l'alba
quello che si ferma sul tuo sorriso
a illuminarti il viso di luce
e fa di me una foglia
oscillante nel vento amico
che mi riporta sempre tra le tue braccia.
che possono annullare i pensieri
ne che possono separare
e alzare muri al mio amore
amore che combatte contro il tempo
ad ogni palpitare del sangue
adulando ogni mio passo.
No...
non esiste nessuna cosa
capace di cancellare le sere
o arrestare il cuore
che soltanto per Te vive
nelle immagini senza parole
nel desio di notti stellate.
Conosco solo un fine confine
che si sposa con l'alba
quello che si ferma sul tuo sorriso
a illuminarti il viso di luce
e fa di me una foglia
oscillante nel vento amico
che mi riporta sempre tra le tue braccia.
5 commenti
è un lungo sentiero
il mio,
e la meta è lontana
ed errare era un sogno
che mi consigliarono gli astri,
guidando le mie pupille nel buio.
Ed ero bussola ferma,
prima che levassero
il messaggio
che custodivo materna
nella bottiglia del mio ventre.
E mi gettarono in mare,
e da allora navigo,
e sono un pugno di sabbia
pieno di sete.
il mio,
e la meta è lontana
ed errare era un sogno
che mi consigliarono gli astri,
guidando le mie pupille nel buio.
Ed ero bussola ferma,
prima che levassero
il messaggio
che custodivo materna
nella bottiglia del mio ventre.
E mi gettarono in mare,
e da allora navigo,
e sono un pugno di sabbia
pieno di sete.
Era senza spine la mia rosa.
-Al tuo forte profumo
io mi consumo.- le dicevo,
ma mancava qualcosa.
Dardeggiava il sole,
il rovo soffocava,
ti tentava.
Io non ebbi parole,
non vidi e tacqui.
altri boccioli in altre aiole trovai
e ti dimenticai.
Ne fui contento,
ma lievi sfumature di biasimo
tuttor risento.
-Al tuo forte profumo
io mi consumo.- le dicevo,
ma mancava qualcosa.
Dardeggiava il sole,
il rovo soffocava,
ti tentava.
Io non ebbi parole,
non vidi e tacqui.
altri boccioli in altre aiole trovai
e ti dimenticai.
Ne fui contento,
ma lievi sfumature di biasimo
tuttor risento.
Certo che semo strani a questo monno,
felici, spolveramo ogni anno,
‘na festa che esalta a fantasia
ma che rinnova a nostra ipocrisia.
Se fossimo un popolo normale,
sarebbe bello anche er Carnevale,
ma a maschera che cambia identità,
me piace meno, amo a sincerità.
Me fa strano de vede a passeggià,
pe strada, le nostre autorità
nei panni di cavalieri antichi,
cercanno a nobiltà, quest’impudichi !
Oppure sora Ines, a buzzicona,
che vole mostrà a tutti quanto è bona,
che veste i panni dell’odalisca
che sol la panza pare la tradisca.
Semo ipocriti e ce piace fa la parte,
de personaggi costruiti ad arte.
De quelli tosti che sembrano di avere
un volto, un corpo e dignità sincere.
Nun è pe dì, ma è ‘na pijata ‘n giro
aspettà febbraio pe compie er raggiro,
basta gettà a maschera a inizio anno
e l’artri di sicuro gradiranno.
felici, spolveramo ogni anno,
‘na festa che esalta a fantasia
ma che rinnova a nostra ipocrisia.
Se fossimo un popolo normale,
sarebbe bello anche er Carnevale,
ma a maschera che cambia identità,
me piace meno, amo a sincerità.
Me fa strano de vede a passeggià,
pe strada, le nostre autorità
nei panni di cavalieri antichi,
cercanno a nobiltà, quest’impudichi !
Oppure sora Ines, a buzzicona,
che vole mostrà a tutti quanto è bona,
che veste i panni dell’odalisca
che sol la panza pare la tradisca.
Semo ipocriti e ce piace fa la parte,
de personaggi costruiti ad arte.
De quelli tosti che sembrano di avere
un volto, un corpo e dignità sincere.
Nun è pe dì, ma è ‘na pijata ‘n giro
aspettà febbraio pe compie er raggiro,
basta gettà a maschera a inizio anno
e l’artri di sicuro gradiranno.
Ripasso tra me ricordi di vita,
tanti fotogrammi,
stampe di attimi vissuti
racchiusi in geloso scrigno.
Dipinti esposti
in privata pinacoteca,
sapienti allineamenti
di frammenti vissuti.
Tappe ordinate, traguardi raggiunti,
tra lo scorrere del tempo,
per ognuno un dipinto originale,
per tecnica e contenuto.
Chiusi nella roccaforte del cuore,
celati a sicura protezione
da logoranti e dannosi
attacchi di mille tarli.
Puntualmente un caparbio
e indomito quadro
ha il potere di volare
dal cuore alla memoria.
Vaneggiando, in tutta la sua grazia,
mostra le nitide immagini
di una rosea fanciullezza,
esente da oscure paure.
Tra prati verdeggianti,
colorati da ginestra e margherite,
una seggiola al centro,
dipinta d’amore.
Ricordo di nostalgica presenza,
culla sicura, materna,
forza amorevole e saggia,
a mia gentile cura e protezione.
tanti fotogrammi,
stampe di attimi vissuti
racchiusi in geloso scrigno.
Dipinti esposti
in privata pinacoteca,
sapienti allineamenti
di frammenti vissuti.
Tappe ordinate, traguardi raggiunti,
tra lo scorrere del tempo,
per ognuno un dipinto originale,
per tecnica e contenuto.
Chiusi nella roccaforte del cuore,
celati a sicura protezione
da logoranti e dannosi
attacchi di mille tarli.
Puntualmente un caparbio
e indomito quadro
ha il potere di volare
dal cuore alla memoria.
Vaneggiando, in tutta la sua grazia,
mostra le nitide immagini
di una rosea fanciullezza,
esente da oscure paure.
Tra prati verdeggianti,
colorati da ginestra e margherite,
una seggiola al centro,
dipinta d’amore.
Ricordo di nostalgica presenza,
culla sicura, materna,
forza amorevole e saggia,
a mia gentile cura e protezione.
E' difficile scrivere di me,
farei prima a spargere colori;
e non posso più scrivere di te:
qualcuno capirebbe!
Ma, se solo io,
ti potessi rivedere
nulla chiederei
tanto non potresti
e io non potrei.
Ma...domandami,
e qui mi troverai;
in cambio offrimi soltanto
il tuo immortale sguardo
che fa tremare il mio.
Cercami...
...e mi venderò
per sole due carezze.
Poi và,
perchè... noi non possiamo!
Una sola cosa:
fammi stare
per un solo istante
là, dove la nostra traccia... E'.
...Comè 'difficile scrivere di me:
è astratta la mia arte!
E non posso più scrivere di te,
qulcuno scoprirebbe
la Dea che c'è in me.
Com'è difficile...capire me:
è astratta la mia arte!
farei prima a spargere colori;
e non posso più scrivere di te:
qualcuno capirebbe!
Ma, se solo io,
ti potessi rivedere
nulla chiederei
tanto non potresti
e io non potrei.
Ma...domandami,
e qui mi troverai;
in cambio offrimi soltanto
il tuo immortale sguardo
che fa tremare il mio.
Cercami...
...e mi venderò
per sole due carezze.
Poi và,
perchè... noi non possiamo!
Una sola cosa:
fammi stare
per un solo istante
là, dove la nostra traccia... E'.
...Comè 'difficile scrivere di me:
è astratta la mia arte!
E non posso più scrivere di te,
qulcuno scoprirebbe
la Dea che c'è in me.
Com'è difficile...capire me:
è astratta la mia arte!
Una spaghettata di cielo
sobillava un tramonto color amarena
ed un tappeto di cicale sfioriva
saziando una falce di luna ancora spenta.
Tra gli ulivi ciondolava un' altalena,
aeroplanino di dolce sogno di bambino,
i tetti s' incendiavano d' arcobaleni
ed un micio s' accoccolava tra i rastrelli.
Una formichina rincasava in tutta fretta
schivando foulard di resine e corteccia,
un raggio di sera tra i prati s' accucciava
ed un alveare di stelle sui sassi luccicava.
Lanterne spente son pianeti di boccioli,
calici alluvionati di luce il succo dei limoni,
una coccinella filo spinato di more sorvolava
e di un traliccio di vite nettarina s' ingioiellava.
sobillava un tramonto color amarena
ed un tappeto di cicale sfioriva
saziando una falce di luna ancora spenta.
Tra gli ulivi ciondolava un' altalena,
aeroplanino di dolce sogno di bambino,
i tetti s' incendiavano d' arcobaleni
ed un micio s' accoccolava tra i rastrelli.
Una formichina rincasava in tutta fretta
schivando foulard di resine e corteccia,
un raggio di sera tra i prati s' accucciava
ed un alveare di stelle sui sassi luccicava.
Lanterne spente son pianeti di boccioli,
calici alluvionati di luce il succo dei limoni,
una coccinella filo spinato di more sorvolava
e di un traliccio di vite nettarina s' ingioiellava.
Reco per mano il mio piccolo dolore
a incontrare nell’intimo giardino
l’eterna primavera della tenerezza di sera
invitandolo a sedere accanto alla malinconia
germogliata nell’angolo numinoso
sulla soglia della vita al crepuscolo
che accoglie l’invito dolce del sogno
sulle ciglia dell’oleandro e del biancospino.
Espira l’anima greve fino a divenire rugiada
gocce posate sulla fragilità della falda amata.
Sento la tua presenza
mentre le mie mani maledette
agitano i polpastrelli per il freddo
con la disperazione nelle vene
La corsa verso la terra gelata
denudandomi dai vestiti bagnati
e le labbra ormai viola
e i tagli sulla schiena
Mi hai chiamato in quella pozza
come una sirena delle nevi
od un mostro estinto per modo di dire
E' bastata una sagoma disturbata
sul pelo di quella granita venuta male
per farmi tuffare nell'oblio
mentre le mie mani maledette
agitano i polpastrelli per il freddo
con la disperazione nelle vene
La corsa verso la terra gelata
denudandomi dai vestiti bagnati
e le labbra ormai viola
e i tagli sulla schiena
Mi hai chiamato in quella pozza
come una sirena delle nevi
od un mostro estinto per modo di dire
E' bastata una sagoma disturbata
sul pelo di quella granita venuta male
per farmi tuffare nell'oblio
Se di te non si riempie
più lo sguardo,
nude le mani
annaspano nel vuoto,
ricadono inermi
su fianchi stanchi.
Ed ora che sei
suono del mio vento,
che impetuoso scopre
ogni tormento,
scuote il petto
il tuo lamento
e d’assenza riempi
le mie giornate,
muta la voce
al tuo rauco pianto.
Come non essere felici quando trovi un bigliettino
sul tuo cuscino?
O quando qualcuno ti regala
una scatola ti cioccolatini?
Come fare a non commuoversi davanti
un “ti voglio bene”
detto da un bambino
che ti regala un disegno
fatto con le sue manine?
Come non apprezzare una cenetta a lume di candela?
Il camino scoppiettante…
le fiamme che riscaldano l’atmosfera
e le sue calde labbra…
Come non ascoltare
il canto di un cardellino
e di un pettirosso?
E tu, anche se stonato
mi dedichi una canzone
e la fischietti sotto il mio balcone….
Come posso far finta di niente?
Come faccio a non essere attratta
da tutto ciò che si dice siano delle banalità?
Come fare a non sentirsi bene
quando qualcuno ti ricorda,
ti apprezza,
e ti poggia la propria mano leggera leggera sulla spalla
e ti dice: “So che ce la farai!” ?
Come non sentirsi donna quando indossi una scarpa col tacco
o tingi le labbra con un rossetto nuovo?
Come non sciogliersi davanti ad un po’ di galanteria
ormai in via d’estinzione?
E come non amare una serata passata a piangere
guardando un vecchio film ricolmo d’amore?
E come faccio a non essere rapita dalle emozioni
quando dopo la pioggia ritorna il sereno
e tra le nuvole uno stormo di rondoni
svolazza e saluta la mia città
annunciando
l’avvicinarsi dell’estate?
Come non essere entusiasta
di aver ritrovato un’amica che credevo ormai persa?
O come potrei rimanere indifferente
riguardando le foto della mia infanzia?
Vi confesso,
che sono attratta dalle banalità,
quelle piccole cose che cucite tutte assieme
formano il più grande “patchwork”
autografato:
VITA!
Semplici concetti
e parole,
elementari stesure.
Ma io quando lavoro
sono vestito di stracci
e mi guadagno la vita
spalando rifiuti.
Il treno passava
e non andava veloce
ma stupido
non sono salito
o non ero invitato
o non lo ricordo.
Eppure non conosco rimpianti.
Ho una vita normale
una moglie
e un figlio da crescere
e crescere ancora.
Ho imparato a lottare
tenere alta la testa
e dipingo le tele.
Senza licenza
scrivo anche poesie.
Qualcuno
pensate,
pure le ha lette.
e parole,
elementari stesure.
Ma io quando lavoro
sono vestito di stracci
e mi guadagno la vita
spalando rifiuti.
Il treno passava
e non andava veloce
ma stupido
non sono salito
o non ero invitato
o non lo ricordo.
Eppure non conosco rimpianti.
Ho una vita normale
una moglie
e un figlio da crescere
e crescere ancora.
Ho imparato a lottare
tenere alta la testa
e dipingo le tele.
Senza licenza
scrivo anche poesie.
Qualcuno
pensate,
pure le ha lette.
Scritta per un tragico fatto avvenuto nel mio paese 20 anni fà.
Correre nella musica , sul denaro , sulla pazza vita ;
aprire il fiato a una dissepolta verità e amara opra ;
aprire lo sguardo alle stanche stagioni
e scorgere l ' umiliate giornate di fuliggine amare .
La minaccia di un peccato che domina il fato , la natura ;
il capriccio d ' un ‘ avanzata d ' oro bruciato
riempie lo spirito e le forti membra
del perfido inganno , camminatore di delitti .
Dove cammina la vita della superba fama !
accecati figli riempiono luoghi perversi ,
allucinanti inganni feriscono in febbre di potere
il tuo sangue ,
che a sorsi abbevera ombre e ore perdute .
Musiche d ' altre città e luci fuori pianeta
illuminano e assordano questo verbo di vita fallita :
Or nel vostro io e nell ' amor caduto al vento ,
muti gettate lo sguardo nel brivido di colpe rimaste
e poggiate le mani nel nulla costruito
e assecondati dal vuoto mordete lo spirito
laddove , il cammino del mondo poggiò la sua ira .
Oseranno poi le verità trapassare il malanno animo
onde il fruscio del ' ugual arrivo
ombrerà i pianti vostri con popolata memoria ?
Allor e ora i sentimenti seminano erotiche città
e vaste lacrimate piane ,
mentre il sussurro cruento di forgiate morti
camminano il polso e arman le caine mani
negli incubi feroci di assidui delitti .
Or l ' onta della strepitosa memoria
abbassa i ritmi e le nevrosi menti ;
colme s ' adagian l ' ombre come di Bruto l ' onta ;
or Voi non più esseri ,
ma secchi rami di un Nero inverno .
I suoni delle tombe con echi freddi e smarriti ,
chiaman sogni agli occhi e al teso cuore
e su quei visi di or fragili figli
sorge l ' oscuro sincronismo di dolore e pianto.














