Vanno in su gioconde
lungo un valloncello
e a scrivere nel venticello
con le code sacre
peculiari bontà d'animo
casearie -
un grande cuore di girasole
in me piega il capo, e spettinato,
striato di violette lungo gli occhi
io mi fermo un minuto
a sognar di fidanzati.

4 commenti
Dedico questi versi a tutti gli amici del Club, affinche, la POESIA, tenuta viva dai loro versi diversi , mai possa vivere momenti di paurosa agonia.
Quando muore la poesia
Quando muore la poesia
o solamente a dormire essa va,
porta con se anche l’amata ispirazione,
e chiusi in fondo ad un cassetto,
lo stimolo dell’anima, il solletico dei sensi,
i bianchi e muti fogli riposano.
Non esistono più colori a descrivere
le sfumature del mare, del cielo,
dei prati in primavera, e pur l’arcobaleno
avrà perso quelli suoi splendenti.
Non esiste qualità, ne più sensazione,
per lo sguardo di un bambino,
o la saggezza dell’anziano,
non stupore per lo schiudersi di un fiore,
la metamorfosi d’una farfalla,
o dal comporre infinite melodie,
da sette note appena.
La neve, soltanto solida acqua,
la notte, solo buio,
per ritemprar le membra,
la luna le stelle e il sole,
quali oggetti tra lo spazio,
e le stagioni intanto passano,
per l’eterno ciclo della vita.
Quando muore la poesia,
o semplicemente a dormire, essa va,
non c’è più calore, passione o componimento alcuno,
per attimi d’amore infiniti,
intrecci e carezze di due corpi amanti,
fusione e abbracci di anime innamorate,
ed il cuore, ahimè, mero muscolo pulsante in petto,
per l’intera sola esistenza.
Se manchi, mia piccola micina,
nun è che sia a mijore medicina,
si nun me faccio armeno na strusciata
me sento de fa terra bruciata.
Che io vivo della tua presenza
e ormai ne rappresenti quintessenza.
Anche perché, il nostro grande amore,
se nutre come un gran, splendido fiore
si nun c’ha l’acqua pe potè magnà,
more de sete e si essiccherà.
Se tu m’avverti che mancherai,
io de sicuro me cerco artri guai,
Si nun m’avverti è sempre a stessa cosa,
nei guai ce sto sempre…e forse a iosa.
Dai, torna e mettece armeno un po’ de slancio
che questa è settimana senza calcio.
Chi me potrebbe accende e sigarette,
mentre me faccio er grano cor tressette ?
Che dichi…nun te sento….sei sparita!
ripeti che sei inviperita,
me dici che ti sei stancata,
ma, più che artro che sei sco….
nun è che sia a mijore medicina,
si nun me faccio armeno na strusciata
me sento de fa terra bruciata.
Che io vivo della tua presenza
e ormai ne rappresenti quintessenza.
Anche perché, il nostro grande amore,
se nutre come un gran, splendido fiore
si nun c’ha l’acqua pe potè magnà,
more de sete e si essiccherà.
Se tu m’avverti che mancherai,
io de sicuro me cerco artri guai,
Si nun m’avverti è sempre a stessa cosa,
nei guai ce sto sempre…e forse a iosa.
Dai, torna e mettece armeno un po’ de slancio
che questa è settimana senza calcio.
Chi me potrebbe accende e sigarette,
mentre me faccio er grano cor tressette ?
Che dichi…nun te sento….sei sparita!
ripeti che sei inviperita,
me dici che ti sei stancata,
ma, più che artro che sei sco….
Vedo ancora molta gente
incastonata nelle proprie insicurezze
come una preziosa gemma
in un pezzo di legno marcio
Personalmente
non saprei se rimanere così a galla
o inabissarmi sollevando leggende
Ma non dipenderebbe da me
né da quella gente
incastonata nelle proprie insicurezze
come una preziosa gemma
in un pezzo di legno marcio
Personalmente
non saprei se rimanere così a galla
o inabissarmi sollevando leggende
Ma non dipenderebbe da me
né da quella gente
Successe una volta,
o forse anche di più,
in cucina una gran svolta:
fu scoperto il ragù!
Non si sa chi lo inventò,
se un' energica nonnina
un dì eureka esclamò
per caso nella sua cucina;
Oppure in un gran castello,
il gran cuoco del buon Re,
accendendo il fornello
creò un piatto da gourmet!
La sua origine è remota
ma si può metter per iscritto
di cipolla, sedano e carota
é necessario un bel soffritto.
Aggiunto poi il macinato
con un bel bicchier di vino,
a fuoco alto va sfumato,
"Senti un po' che profumino!"
Ogni regione in verità
ha le proprie variazioni,
fantasia a volontà
e rinnovo delle tradizioni.
Dell'Italia è questo il bello,
poco importa la ricetta:
esiste forse un modello
per la felicità perfetta?
Si tramandano emozioni
con i piatti alla domenica,
Tra ragù e tortelloni,
le partite e la polemica
E per chiudere in bellezza
con la tazza di caffè
non ci facciam mancare
un bel vassoio di bignè!
o forse anche di più,
in cucina una gran svolta:
fu scoperto il ragù!
Non si sa chi lo inventò,
se un' energica nonnina
un dì eureka esclamò
per caso nella sua cucina;
Oppure in un gran castello,
il gran cuoco del buon Re,
accendendo il fornello
creò un piatto da gourmet!
La sua origine è remota
ma si può metter per iscritto
di cipolla, sedano e carota
é necessario un bel soffritto.
Aggiunto poi il macinato
con un bel bicchier di vino,
a fuoco alto va sfumato,
"Senti un po' che profumino!"
Ogni regione in verità
ha le proprie variazioni,
fantasia a volontà
e rinnovo delle tradizioni.
Dell'Italia è questo il bello,
poco importa la ricetta:
esiste forse un modello
per la felicità perfetta?
Si tramandano emozioni
con i piatti alla domenica,
Tra ragù e tortelloni,
le partite e la polemica
E per chiudere in bellezza
con la tazza di caffè
non ci facciam mancare
un bel vassoio di bignè!
Io sono un poeta pescatore,
pesco dalla terra e dalle stelle,
ascolto i consigli del mio cuore
e cerco di cantare cose belle
senza pretese, senza ambizioni,
sentendo l’esigenza di parlare.
Molti pensieri, tante riflessioni
corro con penna a riportare.
Inseguo uno scopo ballerino,
scrivo queste cose per diletto
a tutti voi lontani o qui vicino
non imporrò mai di esser letto.
Vedrete che non sono speciale:
di misteri esorcista o campione,
virtuoso del verso ufficiale,
più che cantore, forse pasticcione.
Se mi gradite così io vi ringrazio,
se mi biasimerete non fa niente,
serberò a voi lo stesso spazio
che assegno agli eletti di mia mente.
pesco dalla terra e dalle stelle,
ascolto i consigli del mio cuore
e cerco di cantare cose belle
senza pretese, senza ambizioni,
sentendo l’esigenza di parlare.
Molti pensieri, tante riflessioni
corro con penna a riportare.
Inseguo uno scopo ballerino,
scrivo queste cose per diletto
a tutti voi lontani o qui vicino
non imporrò mai di esser letto.
Vedrete che non sono speciale:
di misteri esorcista o campione,
virtuoso del verso ufficiale,
più che cantore, forse pasticcione.
Se mi gradite così io vi ringrazio,
se mi biasimerete non fa niente,
serberò a voi lo stesso spazio
che assegno agli eletti di mia mente.
Siamo diversi ,niente è uguale
mondo terrestre - mondo paranormale
La scritta lunga o abbreviature
non cambia spirito di un'avventura
Tutto da noia ,anche la noia stessa
senza un 'devi'.. senza una promessa
Disordine del tuo chardonnet -
nel mio ambizioso vin brûlé
Danzan in plenilunio
pallide vergini,
che mai della carne
sapor gusteranno.
Ignoran inermi
l'atroce destino,
che il muto parlarne
nasconde l inganno.
Inciso da tempo
in migli infiniti,
duro è portarne
del corpo l affanno.
Corta è la via
Crudele è la vita,
Impossibile, scamparne
(e)
Così moriranno.
pallide vergini,
che mai della carne
sapor gusteranno.
Ignoran inermi
l'atroce destino,
che il muto parlarne
nasconde l inganno.
Inciso da tempo
in migli infiniti,
duro è portarne
del corpo l affanno.
Corta è la via
Crudele è la vita,
Impossibile, scamparne
(e)
Così moriranno.
«Se la vita non è più che un male, la morte non è un male, anzi un diritto, il sacro diritto naturale di chi soffre a liberarsi dal male».
Giacché
tu ed io
siamo
nati
già
morti,
e di perire
nuovamente
non se ne parla
per almeno ancora
un’altra breve vita,
con coraggio
ti dico
fin
d’ora
che io, al
prossimo giro,
non andrò da solo
verso il cielo Empireo
con la sua candida rosa:
porterò con me i ricordi.
Tu insegnami a morire
così che io possa
imparare a
vivere,
ed
io
riuscirò
ad esistere
per dimostrarti
che la vita terrena
non ha importanza,
che è luogo buio,
un lago
con
troppa
acqua nera:
quel qualcosa
che ci fa essere
per chi ci vede,
per gli altri,
ma mai
e poi
mai
per noi-
poveri-stessi.
« L'uno vive la morte dell'altro come l'altro muore la vita del primo. »
Lasciati andare ,
dunque non morire !
Nessuno ti farà del male ,
se c’è la volontà di vivere
se c’è desiderio d’amore …
Non lasciarmi solo sul viale !
Per me può essere l’ultimo sole,
l’ultima spiaggia per ricominciare
ho paura ,non lasciarmi ;
fragile si sente la pietà dei sempiterni .
È lontano il passo violento
lascio alle spalle i miei colori ,
la mia vita da sola si dissolve ;
arsa dal sudore
fobica il bianco e il nero.
Mi lasci un suono confuso !
L’odore umido sulla pelle tiepida ,
lo specchio opaco
che ti mostra l’altro volto .
Non lasciarmi ,la rabbia è tanta !
L’invidia è feroce …
l’orgoglio è vorace ;
infondo all’anima si vuol mettere rimedio.
Non lasciarmi ,
puoi mettere fine alla notte nera ,
puoi rinverdire l’albero che muore ,
far battere il tuono sui tamburi ;
potrai scegliere l’indefinito amore.
Non lasciarmi solo sul viale !
Questi sono gli ultimi autunni ,
sono gli ultimi versi in briglie di parole ;
ove le gemme di luce la tenerezza sgrana .
Faccio un salto
nel tuo cuore
per vedere come sta
se è caldo ancora
ed è pronto per amare.
Faccio come un temporale
ci metto tanto rumore
voglio risvegliare i sensi
nascosti dentro di te.
Voglio farti sorridere
così posso vedere ancora
i lineamenti della tua bellezza
anche se cerchi di nasconderli da un pò
dentro un filo di tristezza.
Faccio un salto nel tuo cuore
se posso
per vedere se riesci a capire
che cos'è l'amore
e non dirmi che sono invadente
sono soltanto un uomo
che ha bisogno
di una donna come te
una che mi sa sopportare
anche quando so di fare male.
Faccio un salto così come sono
lo so non mi puoi cambiare
ma migliorare si...
Quello si può fare.
Silenzi di voci
respiro antico
scivola di strada
in strada
parole di storia
scritte su mura medievali
rieccheggiano di vale
in valle
sorprendente la vista
magica è l’aria
sembra suggerire
mondo antico
ad un tratto luci
sprazzi nella notte
salgono sul cielo
e disegnano fantasia
basta respirare
e poi immaginare
per rivivere
ciò che è passato
rintocchi di campane
suonano a festa
levano il sole
illuminando gli occhi
non è stato semplice
trovare e scoprire
ora è difficile
abbandonarti qua
sulle note di un organo
continuerà il viaggio
inebriando i sensi
inabissando le colpe
respiro antico
scivola di strada
in strada
parole di storia
scritte su mura medievali
rieccheggiano di vale
in valle
sorprendente la vista
magica è l’aria
sembra suggerire
mondo antico
ad un tratto luci
sprazzi nella notte
salgono sul cielo
e disegnano fantasia
basta respirare
e poi immaginare
per rivivere
ciò che è passato
rintocchi di campane
suonano a festa
levano il sole
illuminando gli occhi
non è stato semplice
trovare e scoprire
ora è difficile
abbandonarti qua
sulle note di un organo
continuerà il viaggio
inebriando i sensi
inabissando le colpe
Una cugina adorata dice che il mio scrivere è un impulso
che fa gettare via le coperte dal letto,
la giovine Italia un tempo verde
finisce sotto una parte mezzana di vita rossastra -
la terza, è scozzese, sta in cima sinfonica pesantissima
e così raggiungo
il limite di
- sopportanza -
Ora vado a vedere se il latte pure ha raggiunto
il suo, se fa la bava da vulcano domestico.

il suo, se fa la bava da vulcano domestico.












