Sono un morto che cammina

sono una spina

conficcata negli occhi

in un giorno d'Aprile

Sono vento e deserto

sono l’intenzione

il tragitto sbagliato

la ragione che pugnala il cuore

Sono il vuoto dentro il vuoto

il fallimento

il passo breve e il volo contorto

Sono l’escremento

l’esempio sbagliato

l’esperimento

Sono la fine del tempo

l’orologio fermo

il nulla

il quinto elemento

Sono l’ inquietudine

e non ci sarà più Oasi

per dissetare

questa mia solitudine
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Il tempo sfiora
ciò che le stagioni toccano
alberi ancora in evoluzione
sensazioni calde
che si affacciano
dentro il corpo
e cercano un po' di primavera

lieve cenno di azzurro
che aspetta di diventare deciso
rinnova distese infinite
di cielo
silenzi che piano piano
diventano dolci rumori
e seguono tracce del solstizio
che verrà

quasi unico
rimanere sdraiati
e farsi riscaldare dal mattino
che veste di nuovo il mondo
tutto si muove
e gira inseguendo la natura
ed i suoi spostamenti
seguendo perfettamente
le sue regole

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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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Non imparo
a riconoscere
l'onestà nelle persone.
Se tutto intorno
come un mare
è scuro e denso
che non so nuotare solo
io rimango,
sto al riparo
perchè il buio
fa paura
e vigliacco
ascolto il vento
dalle imposte
dentro casa.
In balia sento le foglie
che vorrebbero restare
ma io dietro la tendina
sto al sicuro,
sto in cucina.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Greve, di un carro, di terra,
di vita, di noia,
eppure dal fianco sboccia
un arcuato giallo non dissimile
alla mimosa stanca.

Dal piede, dal ramo,
dal braccio alla mano,
quel mattino enigmatico
al suo primo grido io respiro,
di una pellicola sporca
questa neve, di astri albicanti e nuovissimi.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Ho navi di pensieri che ogni mattino mi salpano dagli occhi, mentre intere carovane di emozioni abbandonano il petto alla ricerca dell'ennesimo tramonto.
Ho lancette che feriscono la carne ad ogni scatto, e gocce di ricordi, scese dalle ferite, che seccano stanche e silenziose poggiate sul velluto dell'anima.
Ho uno sguardo non corrisposto e una parola non detta.
Una lettera scritta di mio pugno, che non sarà mai letta da nessuno,e poi ho un bicchiere, che beve la mia voglia di star sveglio e uno sbuffo di fumo perlaceo che m'inasprisce la voce.
Ho una nota.Una sola.In bemolle.
E poi ho un cassetto.
Piccolo, nascosto, quasi sempre chiuso, 
ricolmo dei frammenti di quelle storie che mi compongono.
Pieno di navi e di carovane, di fogli stropicciati e matite senza punta, di pennelli, di cenere, di visi abbozzati, di mozziconi e ritagli di giornale, di sequenze su pentagrammi interrotte a metà, aghi di pino e calcinacci, di foto,tappi di birra e lettere.
Tante lettere. Più di quante tu credi se ne possano scrivere.
E se le navi non troveranno il vento giusto,
i miei pensieri finiranno per morirmi dentro.
Cosiccome se nessuno guiderà le carovane, le emozioni che portano  marciranno  nel petto.
Perché pur avendolo avvolto nel velluto, pur avendolo soffocato nel cotone, pur avendolo imprigionato dentro una scatoletta in legno senza chiave, e  averlo tenuto sepolto con cura sotto i fogli, sotto le navi, sotto le carovane sotto i mozziconi e le matite senza punta....sento ancora il ticchettio di quel maledetto orologio.

Che instancabile conta 
il passar del mio tempo.
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Profilo Autore: gianluca  

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Parole vuote, senza un senso,
sconnesse, cancellate.
Fogli accartocciati, abbandonati,
rinvenir versi nell’attimo,
o immagini consoni al momento,
oggi proprio no, o forse…
Si, ecco c’è, è un fiore.


Una rosa bianca recisa,
che appartiene ormai al mare,
così sola immobile, adagiata supina,
su sabbia sottile e bagnata.
La culla il vento, alzatosi in brezza,
e le onde del nevrotico mare
s’abbracciano l’una all’altra,
bagnando con gli schizzi
i suoi petali stanchi.


Un vigile gabbiano,
di su’ uno scoglio attento osserva,
pari a faro acceso nella notte.
In volo, verso quel fiore, si scaglia,
lo ammira con languidi occhi,
e con la carezza di un’ala,
quale linfa di vita, lo nutre d’affetto.


Tra il becco stringe il suo stelo,
e, spianandosi in volo,
lo dirige verso nuove dimore,
tra orizzonti dorati,
nel suo caldo nido d’amore.


Lì dove osa un gabbiano.




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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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questo giorno nuovo
condito dal sole
mi asgiuga dalla rugiada
la dolce nebbia svanisce nel vuoto
niente di niente attorno
niente di più
mentre continuo a stare seduto
sui ramoscelli di ciliegio
aspettando
una nuova primavera

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Profilo Autore: fgl  

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Porgi il nudo ventre all'amore,
annusa i capelli
come morbida seta
ancora lucenti di luna,

di rugiada 
la pelle imperlata

amalgama scorre
a donare l'essenza
e saziare
la fame della carne.


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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Il poeta ogni cosa vive
è ispirato e te la descrive.
La poesia è musica scritta con parole.
Io ora non vivo,
assorto in un assurdo silenzio.
Musica per me
ora non ce n’è!
Questo treno che mi porta lontano,
sempre più lontano….
Quanto lo detesto,
nello stesso tempo quanto lo amo!
Non mi voglio arrendere alla guerra,
voglio lottare,
questa volta soltanto per me!
Lo vedete il confine?
Dopo esso sarò salvo.
Sentite come batte il mio cuore?
Il respiro si fa sempre più affannoso….
Toccate le mie mani, sentirete come tremano…
Ora mi dovrò nascondere,
non mi troveranno.
Di portarmi indietro,
non ce la faranno….
Di rincominciar a vivere, io spero.
E la guerra dimenticare, io devo.
Mi nutrirò di pane, tristezza e malinconia.
Già mi sento così
solo…
Sono passati vent’anni,
da quando mi lavai i panni e scappai da quei miseri inganni.
La guerra, allora, finì.
Ho una famiglia,
un bimbo
e una bimba.
Non ho più paura di attraversare il ponte.
Non ho più paura di avere un nemico alle spalle.
Non ho più paura di camminare in un campo
con una mina sotto i piedi.
Prendere quel treno,
quel mostro fatto di metallo e fumo,
è stato il mio unico sollievo…
Non posso dimenticare
la fame,
la sete,
gli stenti,
ma finalmente raggiante io sono!
A Dio sono riuscito a chiedere il perdono.
Ora so cos’è la quiete.
Questa mia casettina immersa nel verde,
nel profumo delle viole e dei pini…
a volte mi sembra di sentire
anche il suono dei violini!
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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Gli uccellini

Ma cosa si diranno gli uccellini

Quando cinguettano per ore

Forse non cantano semplicemente

Di certo disquisiscono su tante cose.

Saltellano festosi sopra i rami

E sbattono con arte le ali

Senza alcun peso sulle spalle

Schiamazzano contenti della vita.

Di certo faticano per vivere

Affrontando freddo e fame

Ma si accontentano di poco

E coraggiosi continuano a volare.

Ogni giorno attraversano il cielo

E imparano l’umore dell’aria,

Si avvisano se si avvicina la bufera

E cercano un riparo più sicuro.

Io in silenzio li guardo ammaliata

E di quella pace sono un po’ gelosa,

Non esiste niente di più prezioso

Ma l’uomo l’ha dimenticata.

Libera traduzione di questa mia poesia in lingua sarda.

Sos puzones

Ma ite s'ant a narrer sos puzones

cando 'istant a oras ciulende,

paret chi non siant solu cantende

de seguru tratan milli chistiones.

Brinchitant subra s'alvure fozida

e cun arte s’istrutinan sas alas,

chena peruna pena subra palas

isbirridan cuntentos de sa vida.

An a leare trempa pro campare

ca faghen front’a famin’e a fritu,

s’accuntentan de su pagu paghitu,

e sighin coragiosos a bolare.

Atraessende su chelu fitianos,

imparan sos umores de s’ aera,

si dan boghe s’est a culzu sa bufera

e recuin a logos pius solianos.

A sa muda los miro a s’incantada

e de cussa paghe nde so ‘elosa,

de zertu no esistit mezus cosa,

ma s’omine si l’at ismentigada.

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Profilo Autore: M.G.Fiori  

Questo autore ha pubblicato 43 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Madrigale .

Oh vita, finestra dell
’anima mia ,

t’affacci al mio sole …

col viso d’un bambino 

batti i piedi sulla neve …

dai respiro a fragili pensieri ;

frantumi pareti alle mie illusioni .

Sono belle le tue parole !

Me lo dicesti guardando il mio giardino :

lo colori ,lo dipingi  , gli dai aria ,

gli dai linfa nuova

col dono dell
’amore .

Oh Dio quanto sei bella !

Dall’emozione mi scende una lacrima …

dallo specchio vedo

l
‘impossibile rigoglio ;

spilla silenzio , s’arresta , a tanta meraviglia .

Ma io schiaccio pietre !

Schiaccio sogni invisibili , irraggiungibili ,

strascico chimere ove non potrei arrivare ;

salgo scale e disegno oblii .

Smarrito , ai quattro venti

dietro a visioni mi riparo ;

alla tenerezza tua mi abbandono .

Un palpito mi trattiene ,

vuole emergere la fiaba ,del Santo Valentino …

vuole in me la tua storia ;

darti , l
’eternità del cielo  .



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Profilo Autore: poetanarratore  

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Che strano!
Oggi il mondo è colmo di poesia,
Che stia perdendo colpi
O qualunque cosa sia
Lo vedo colorato
Lo sento profumato,
Il cuore vede fiori
Nel mese di febbraio
E la luce del mattino
Risplende dall’aurora
Seppure è nuvoloso
Il cielo da invernale;
Lo spirito sovrasta
Gli umori rabbuianti
E supera le nubi
Per tutto l’universo.
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Per noi
che siamo
due povere
foglie basali,
la delicatezza
che si sbroglia
dai bei corimbi
bianco-avorio
del sambuco,
ci ricorda
che
quando,
a tarda notte,
la brezza smuove
le sue corolle
stellate,
è
su di noi
che cadono
i tanti pezzi
di vita
che
non
hanno
saputo
reggere
all’indomita
forza del vento.
E così anche noi,
per qualche ora,
sembriamo belli,
e più fortunati;
ma poi
il sole sorge,
il vento si quieta,
e noi non si può
altro se non
ritornare
immobili
come
le
grasse
e inutili
foglie
che siamo:
quel qualcosa
di indispensabile
che nessuno mai
si sofferma più
a guardare.


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Profilo Autore: Charlie  

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E’ nella dolcezza lasciata detonare
la maestria della carezza al fianco
il sasso lanciato nel lago del pensiero
quando la notte si rifugia clemente nel silenzio
e si scopre diamante in fondo al cuore
per osservare i guizzi dell’amore irrorato.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Roseo il tramonto apparve



Or che di amor si tanto vidi,



Sentir la voce del canto suo



Entrarmi in petto e nel pensier.



Là nell’ombra del mio sogno



Lasciare un trepido sospir



Ansioso un sonno mi copri di buio.




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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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