“Piove tanto, tanto. La mia anima è umida a forza di sentirlo. Indolentemente, lamentosamente, la pioggia batte contro la vetrata. Una mano fredda mi stringe la gola e non mi fa respirare la vita. Tutto muore in me, persino il sapere che posso sognare.”
(Cit. Fernando Pessoa)
Piccolo fiore
vestigia d’amore,
anche se sei stata tu
l'archè del mio mondo,
la pietra focaia
che ha
saputo
accendermi:
resti comunque
sempre e soltanto tu
a ristorare e nutrire
quella fiamma blu
che da tempo
mi sta
consumando.
E anche se in te
convergono i modi,
l’unità degli opposti,
e persino la legge
che sola regola
il triste ciclo
di nascita
e morte,
sarò
io
ad
uscirne
parte vincente.
Il gene più adatto:
quello egoista,
il meme,
l’embrione,
il frammento,
il piccolo bagaglio
delle nostre nozioni,
la fondamentale matrice
dell’ormai prossima
e nuova cultura
umana.
“La solitudine mi deprime; la compagnia mi opprime.”
(Cit. Fernando Pessoa)
la sgrano,
come chicchi di un rosario
e coloro di sorrisi
vaga immagine di te.
E mi stringo in questo sogno:
un abbraccio caldo ma irreale,
quasi di fata.
… Goccia di fiume,
nutrita da nettare celeste,
sarai voce, scorrerai
e finalmente sarai perla,
oro tra le mani.
… Ed io qui,
a sfiorare i tuoi contorni,
a parlare al tuo silenzio.
… A te, bolla d’amore,
estensione magica,
che accorri alle mie carezze
e mi sgusci sotto le dita.
… E un respiro, ti rubo,
quel profumo di latte e vaniglia,
mentre imprigiono
fugaci percezioni, segni vivi
della tua presenza.
… E ti accomodo qui,
nel cuore,
mentre spingo le ore
perchè consumino i giorni.
… Vieni, ti aspetto all’uscio!...
Sarà quel che sei:
coccola d’amore
per la favola più bella…
Sogno poeti
Se avessi la bacchetta magica
rifarei dalla radice il mondo
e ovunque metterei poeti
per garantire più tranquillità.
Loro sublimano l’amore
e hanno rispetto per l’umanità.
Molti li metterei al governo
da subito, Senatori a Vita,
a piene mani onorerebbero
giustizia, saggezza e onestà.
Ne nominerei altri cardinali
senza pretendere la santità,
ma con meno vizi e retti
avrebbero a ogni piè sospinto
onori e gloria dalla società.
Ahimè, sono tapino,
non ho questo potere,
ma davvero se potessi
butterei tutto per aria.
Però non perdo la speranza
di vedere all’opera i poeti
e assistere alla trasformazione
di questa indegna società
che va in frantumi qua e là.
ah quanto vorrei riavvolgerti
tra quelle calde lenzuola
non farmi fermare più
eppure ti sento fredda
distante
smarrita lontana dal mio cuore
ogni abbraccio sa di ghiaccio
ogni bacio non mi percorre
la schiena
dondola sui muri tenue
la malinconia
inq uest'alba gelida di poesia
lalallalalalalallalalalaallalala
io adesso canto
stonando canto
gridando canto
piangendo da solo
all'angolo di questa birreria
ansiosa
e tu fredda
te ne vai
finesce qui
ma sai che fai male
alla mia faccia al mio cuore
al mio domani...
Il tramonto
spirali di fumo
somigliano
a dei fili leggeri
cielo e terra.
Sulle case arroccate
evapora
E sento
l'odore di un vento lontano
di pane intenso
vanigliato di voci nelle vie
forte e antico
di legno che brucia
pensai ad alta voce!
Su quelle case arroccate
una sull'altra
ora profuma la nostalgia.
Come ti permetti!
Ma come pensi che questo sia possibile?
Tu pensi di rinchiudermi in un barattolo
e di dirmi
che da oggi in poi
lì sarà la mia vita!
Ma come puoi impedire
ad un baco da seta
di uscire dal suo bozzolo?
Ma come puoi impedire
al pulcino
di uscire dal guscio?
Ma come puoi impedire
alla pelle del cielo
di vestirsi con tutti i suoi colori?
O come pensi
di poter trasformare
una rosa
in un carciofo?
Io sono così e così rimango!
Mi piace esplorare,
viaggiare con la creatività,
conoscere i miei nuovi talenti
e potenzialità.
Come puoi pensare
anche per un secondo
di trasformarmi
come te
che vai al lavoro
torni
leggi il giornale
guardi la T.V.
e il tuo mondo finisce lì?
grafie sentimentali d' un respiro di maggio,
sbocciò una conversazione d' amore
ed il cielo s' infranse in tele struggenti
risvegliando geometrie di cuore emozionali,
pentagrammi d' un firmamento labiale
tra romantici riflessi di nuvole,
coralli cristallini d' un fazzoletto di diamanti.
spavaldo, inesorabile.
Sublimi emozioni
inebriano i corpi vissuti;
e ricordi lontani riemergono fieri.
Le mani materne abbracciano cuori piangenti;
e piccoli doni nei giorni di festa,
imprimono risa sui volti bambini.
I nonni narrano storie
e nell'aria fumosa,
rivive la magia di castelli fiabeschi.
Odo ed assaporo il mormorio del mare!
Gli amanti, arsi di passione,
celano a sguardi indiscreti, il segreto amore;
e vecchie barche ormeggiate,
riposo sono per naviganti stanchi.
Nell'aria profumo di gelsomino!
I giovani sposi a passo di valzer
si scambiano teneri baci;
e giovanotti scapigliati,
confabulano ridenti,
aspettando la nuova aurora.
Quante emozioni,
quanti attimi preziosi di vita
il tempo ci ha donato!
Questo tempo terreno
che inevitabile volgera' al declino,
ci lascera' ancora,
l'incanto di eterni tramonti ed aurore.
Sono salito sopra i numeri
per cercare di vedere
cosa ci fosse oltre
speravo di potere leggere
ancora parole
per poi calarmi giù
fino al mondo
sono stato attento ai suoni
per ascoltare l'eco
credevo di potere suonare
ancora i miei ritmi
per poi riposarmi
nel mondo
mi sono disteso al vento
per asciugare profonde ferite
sentivo il sangue
piano piano fermarsi
per poi riprendere ossigeno
mi sono resoconto
quanto il filo della fiducia
fosse così lieve
quanto il tappeto delle promesse
fosse logoro
come acrobata della vita
mi sono aggrappato
a quanto di più leggero
ci fosse
l'anima!
sopra un regno che di natura inerte,
sopra gli altari del morbo vostro
voi siete morti in una età di pietra.
Or nei fossi di religioni sparse,
di arse terre, di deserti mortali,
di inquieti presagi e di torridi orrori,
di danze frenetiche e di giochi immorali.
Tonanti gli astri s' on caduti, la Terra arde,
brucia i suoi semi di incosciente vita,
brucia i giganti di cemento e d' asfalto,
ardon le rive dei fiumi e dei mari.
Or nelle tombe di ricordi tristi,
infangate dall' uomo e di fiori increspati,
or ricordo gli inutili gesti
e il pensier di un' eternità in fiamme.
La fine di noi è il risveglio dei morti;
semplici parole ma la chiesa ricorda,
il Vangelo lo dice, lo ricorda l' Iddio,
fra i millenni passati la storia ricorda.
Sopra nel cielo un colore di grigio,
fra bagliori tonanti e fuochi d' incendio,
or le leggi che scritte nei marmi solenni
si risveglian anch' esse dall' antico in rovina:
La fine di noi è il risveglio dei morti.










