La tua pelle ha il riflesso della luna
è un campo arato di baci e di stelle,
crisalide crocefissa alla tela del silenzio.
La tua pelle ha il sapore del miele
è rivolo d' un mattino d' argento,
rugiada d' un fiore luccicante di sole.
La tua pelle ha il profumo del deserto
è un campo arato di baci e di stelle,
pioggia di cuore d' allegra sintonia.
è un campo arato di baci e di stelle,
crisalide crocefissa alla tela del silenzio.
La tua pelle ha il sapore del miele
è rivolo d' un mattino d' argento,
rugiada d' un fiore luccicante di sole.
La tua pelle ha il profumo del deserto
è un campo arato di baci e di stelle,
pioggia di cuore d' allegra sintonia.
14 commenti
Distendi le stanche membra,
Rilassati e ascolta il ritmo
Del tuo respiro farsi regolare,
Chiudi gli occhi e lascia che i sogni
Si impadroniscano pian piano
Della tua coscienza
E ti trasportino, leggero,
Attraverso mondi fantastici
Dove tutto è come vuoi che sia
E il sonno diventa, infine,
Un sentiero di felicità
Rilassati e ascolta il ritmo
Del tuo respiro farsi regolare,
Chiudi gli occhi e lascia che i sogni
Si impadroniscano pian piano
Della tua coscienza
E ti trasportino, leggero,
Attraverso mondi fantastici
Dove tutto è come vuoi che sia
E il sonno diventa, infine,
Un sentiero di felicità
Ar fine settimana
infin riposerò
nun è na cosa strana,
quanno ce vò, ce vò !
Al fin de la ricarica
me riuscirà abioccare
spegnendo luce elettrica
e d’amor farmi cullare.
Ebbè, che, sono il solo ?
Si sa, lo fanno tutti
ormai in grande stuolo
pe nun restà distrutti !
Sur sito tutto tace,
Cosetta e il Lettini
se vonno sta in pace.
Potenza dei divini !
Ma puro per sir Morris,
la Vono e Galante
e, insieme a loro, tanti,
non è disciminante.
Elisa se n’è annata
nun je bastava più
quanno sarà saziata,
ritornerà quassù.
Morabito e Silvana, Vera e Auro Lezzi
giammai lo eviteranno.
Si caleno li prezzi
alle Maldive andranno.
E poi ce sta Giò Vigi
che mai dirsi potrà,
rinunci ai privilegi
d’annasse a riposà.
E tanti tanti ancora
che meglio non nomare
se fanno ormai li conti
p’annare oltremare.
E dopo sta sudata
che faccio, nun m’aggrego ?
Ce vado adesso adesso
lunedì poi ve lo spiego !
Sortanto er sor Agostinii
se deve da ‘ngrugnà
pe rabbercià casini,
s’ha da restare qua !
infin riposerò
nun è na cosa strana,
quanno ce vò, ce vò !
Al fin de la ricarica
me riuscirà abioccare
spegnendo luce elettrica
e d’amor farmi cullare.
Ebbè, che, sono il solo ?
Si sa, lo fanno tutti
ormai in grande stuolo
pe nun restà distrutti !
Sur sito tutto tace,
Cosetta e il Lettini
se vonno sta in pace.
Potenza dei divini !
Ma puro per sir Morris,
la Vono e Galante
e, insieme a loro, tanti,
non è disciminante.
Elisa se n’è annata
nun je bastava più
quanno sarà saziata,
ritornerà quassù.
Morabito e Silvana, Vera e Auro Lezzi
giammai lo eviteranno.
Si caleno li prezzi
alle Maldive andranno.
E poi ce sta Giò Vigi
che mai dirsi potrà,
rinunci ai privilegi
d’annasse a riposà.
E tanti tanti ancora
che meglio non nomare
se fanno ormai li conti
p’annare oltremare.
E dopo sta sudata
che faccio, nun m’aggrego ?
Ce vado adesso adesso
lunedì poi ve lo spiego !
Sortanto er sor Agostinii
se deve da ‘ngrugnà
pe rabbercià casini,
s’ha da restare qua !
Ritarda il treno.
Un uomo seduto di fronte
raccoglie i ricordi da terra.
Ha un fazzoletto sulla fronte.
Scotta, ha la febbre
delicato arlecchino
vaneggia mentre
ha chiodi di pianto nel ventre
e pensieri che fanno male.
La solitudine si bagna di sudore
e per paura o per pudore
cerca d’ anestetizzare
le ore con chi siede accanto
ad ascoltare il suo dolore.
Sanguina cicatrici dalle parole.
La pelle di cristallo piove
lacrime d’un tempo smarrito
formando un antico suolo
di fughe da un’infanzia tradita
lezione d’anima marchiata.
Nessuna tenerezza di madre
o affetto di donna
alla fine lui, ultimo astante.
E’ un uomo che aspetta.
e aspettando racconta
e raccontando muore.
Un uomo seduto di fronte
raccoglie i ricordi da terra.
Ha un fazzoletto sulla fronte.
Scotta, ha la febbre
delicato arlecchino
vaneggia mentre
ha chiodi di pianto nel ventre
e pensieri che fanno male.
La solitudine si bagna di sudore
e per paura o per pudore
cerca d’ anestetizzare
le ore con chi siede accanto
ad ascoltare il suo dolore.
Sanguina cicatrici dalle parole.
La pelle di cristallo piove
lacrime d’un tempo smarrito
formando un antico suolo
di fughe da un’infanzia tradita
lezione d’anima marchiata.
Nessuna tenerezza di madre
o affetto di donna
alla fine lui, ultimo astante.
E’ un uomo che aspetta.
e aspettando racconta
e raccontando muore.
Di notte,
il momento dei poeti,
degli scrittori,
dei ribelli;
ore nel silenzio,
nel nascondimento
tra le tenebre,
luci soffuse del neon,
a cercare parole,
pensieri,
idee fugaci e chimere perdute,
amori infranti,
donne perdute,
dimenticate,
primi amori
lontani,
che non torneranno più,
ma che non si scordano mai,
la notte dei poeti
maledetti,
con le loro penne,
intinte nella memoria e nel ricordo,
di cose perdute,
di rabbie sopite,
di dolore
e di ferite mal lenite;
poeti
e il loro mondo,
che scrivono
un po’ per se stessi,
e per gli altri,
per tutti,
anche per te.
il momento dei poeti,
degli scrittori,
dei ribelli;
ore nel silenzio,
nel nascondimento
tra le tenebre,
luci soffuse del neon,
a cercare parole,
pensieri,
idee fugaci e chimere perdute,
amori infranti,
donne perdute,
dimenticate,
primi amori
lontani,
che non torneranno più,
ma che non si scordano mai,
la notte dei poeti
maledetti,
con le loro penne,
intinte nella memoria e nel ricordo,
di cose perdute,
di rabbie sopite,
di dolore
e di ferite mal lenite;
poeti
e il loro mondo,
che scrivono
un po’ per se stessi,
e per gli altri,
per tutti,
anche per te.
Voglio uscire dal mio buco
dalla mia tana irrequieta e infernale
da questo girone pieno di sonno
e fatica,strisciando
lentamente contro la ghiaia
per aggrapparmi a salde radici d'arbusto
che possano rendermi ramo pronto
per affrontare ogni stagione.
E saprò renderti grazie a ogni primavera
gemma incantata e viva nei gelidi inverni
per seccare d'estate
tramontare d'autunno,
ma vivere risorta da quell'immensità oscura
a cui m'hanno legato le braccia.
Ed allora piango, si piango
il mio cuore è gonfio
lo sento sotto la pelle …
“scoppia per favore
lascia che esondino i sentimenti,
come un fiume dal suo letto”
quando la piena arriva improvvisa
Fa male quella puntura nel petto
come una freccia
scoccata dall'arco di un'Amazzone
donna guerriera di un tempo che fu
A due mani la estirpo dalle carni
a fiotti il sangue scorre
a purificare la mente
dal grigio pensare e vivere
I colori più non sono ai miei occhi,
nessuno più dica
che è colpa del destino,
che la forza sia con me,
che sterile è il pianto
solo lo sguardo arrossa
Lasciate che io sia
sincera anche nel provare dolore,
la linfa scorrere nelle vene
più non sento,
sono albero che ogni giorno perde un ramo
mentre ti prepari per l'ultimo viaggio
Sarò con te fino alla soglia della porta
che dove ti porterà non so,
non succederà domani, ne dopo
ma come una candela
ti stai consumando
La tua fiamma è debole, tremula
mio dolce compagno,
amante ed amico
quanto perderò tutto in una volta,
una vita intera con te
Dolci e dolenti saranno i ricordi,
ed allora piango, si piango ….
Quando sei così:
Inerme,
come uno stupido oggetto
vieni messo da parte.
Se poi ti lasci andare
come una foglia
il vento è pronto
a portarti via,
è così gelido,
ti farebbe morire in un secondo.
Quando sei così
non hai parole nuove,
verseggi solo malinconia
e pensi solo
alle stagioni passate
dove il tuo cuore
era comodamente riscaldato
dalle belle parole,
finite adesso
in un fiume di tristezza...
Inerme,
come uno stupido oggetto
vieni messo da parte.
Se poi ti lasci andare
come una foglia
il vento è pronto
a portarti via,
è così gelido,
ti farebbe morire in un secondo.
Quando sei così
non hai parole nuove,
verseggi solo malinconia
e pensi solo
alle stagioni passate
dove il tuo cuore
era comodamente riscaldato
dalle belle parole,
finite adesso
in un fiume di tristezza...
Ora è buio,ma c’è il sole
e le ombre dei monti
rischiarano tutta la campagna,
il vento del Sahara
trasporta piccoli ghiacci di neve
e tutto d’intorno è pallido,
rosso di fuoco,
mentre le stelle mandano
un filo di luce nerastra,
sembra essere un posto
tra il vero e il falso,
mentre le onde del mare
nostalgiche trasportano i sassi
tra una riva e l’altra,
si sente una musica
leggera e assordante
che rimbalza nell’onda
e poi la senti come una campana…
mi sveglio….ma ero morto.
e le ombre dei monti
rischiarano tutta la campagna,
il vento del Sahara
trasporta piccoli ghiacci di neve
e tutto d’intorno è pallido,
rosso di fuoco,
mentre le stelle mandano
un filo di luce nerastra,
sembra essere un posto
tra il vero e il falso,
mentre le onde del mare
nostalgiche trasportano i sassi
tra una riva e l’altra,
si sente una musica
leggera e assordante
che rimbalza nell’onda
e poi la senti come una campana…
mi sveglio….ma ero morto.
A piedi
salivamo la strada
fin sopra il paese.
Come allora
friniscono i grilli
e noi sdraiati sull'erba
contavamo stelle
che non cadevano mai.
Fu quella
la migliore stagione,
quando l'amore
era giovane.
Poi ore
sotto il cielo
a vedere brillare
astri
probabilmente già spenti,
perchè ciò
che nel buio vediamo
è l'immagine andata
di stelle lontane.
Non conoscevo
la conseguenza
di quelle distanze,
per me allora
le luci lassù
erano sogni,
quel tempo vicino
e il cielo
a portata di mano.
salivamo la strada
fin sopra il paese.
Come allora
friniscono i grilli
e noi sdraiati sull'erba
contavamo stelle
che non cadevano mai.
Fu quella
la migliore stagione,
quando l'amore
era giovane.
Poi ore
sotto il cielo
a vedere brillare
astri
probabilmente già spenti,
perchè ciò
che nel buio vediamo
è l'immagine andata
di stelle lontane.
Non conoscevo
la conseguenza
di quelle distanze,
per me allora
le luci lassù
erano sogni,
quel tempo vicino
e il cielo
a portata di mano.
Frammenti di mare spiaggiano
su coste profumate di pescato
case variopinte
danno colore alle spalle rocciose
parole con accento stretto
incrociano gli sguardi attenti
passo dopo passo
tutto si alleggerisce
nelle vene scorre solo il bello
tra un vicolo ed un altro
gli occhi puntano il blu
ascoltando il vocio elegante
delle ore che trascorrono
le vetrine esplodono
di tonalità mozzafiato
tutto scivola lentamente
nella mente
nessuno spazio per la densità
in maniche corte
il vento tiepido
spazza via quel poco
che rimane per strada
sulla panchina
il sole disegna cartoni animati
e permette al tempo
di rimandare il ritorno
ancora godimento puro
in quanto di più semplice c'è
su coste profumate di pescato
case variopinte
danno colore alle spalle rocciose
parole con accento stretto
incrociano gli sguardi attenti
passo dopo passo
tutto si alleggerisce
nelle vene scorre solo il bello
tra un vicolo ed un altro
gli occhi puntano il blu
ascoltando il vocio elegante
delle ore che trascorrono
le vetrine esplodono
di tonalità mozzafiato
tutto scivola lentamente
nella mente
nessuno spazio per la densità
in maniche corte
il vento tiepido
spazza via quel poco
che rimane per strada
sulla panchina
il sole disegna cartoni animati
e permette al tempo
di rimandare il ritorno
ancora godimento puro
in quanto di più semplice c'è
Sei l' intelletto delle mie passioni,
il temporale sentimentale delle mie stagioni,
il dolce incantesimo delle mie rivoluzioni,
l' algebra esistenziale d' indimenticabili addizioni.
Sei l' assonanza delle mie conversazioni,
il baricentro apostrofato delle mie introspezioni,
l' incancellabile segreto delle mie accezioni,
il firmamento filosofico d' avventurose confessioni.
il temporale sentimentale delle mie stagioni,
il dolce incantesimo delle mie rivoluzioni,
l' algebra esistenziale d' indimenticabili addizioni.
Sei l' assonanza delle mie conversazioni,
il baricentro apostrofato delle mie introspezioni,
l' incancellabile segreto delle mie accezioni,
il firmamento filosofico d' avventurose confessioni.
________________________________________________________________
N.B.: Ho scritto questa poesia per non dimenticare
ciò che è successo nei campi
di concentramento durante la seconda
guerra mondiale.
Ho cercato di immedesimarmi il più
possibile in cosa hanno potuto provare
quelle persone che erano private del cibo,
della libertà e della dignità ma ci sono
riuscita in parte, solo chi ha vissuto
quel periodo triste e cupo della vita
umana è in grado di descriverlo veramente.
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N.B.: Ho scritto questa poesia per non dimenticare
ciò che è successo nei campi
di concentramento durante la seconda
guerra mondiale.
Ho cercato di immedesimarmi il più
possibile in cosa hanno potuto provare
quelle persone che erano private del cibo,
della libertà e della dignità ma ci sono
riuscita in parte, solo chi ha vissuto
quel periodo triste e cupo della vita
umana è in grado di descriverlo veramente.
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Non abbiamo più un’ombra
ma ne abbiamo due;
alla nostra destra la depressione
alla nostra sinistra l’angoscia più profonda.
Ci seguono passo passo.
Siamo dei cadaveri
ma camminiamo ancora.
Solo la pelle ricopre le nostre magre ossa.
Lavoriamo strenuamente
ma non per noi stessi
e senza uno scopo.
Abbiamo paura delle loro urla,
dei loro fucili,
delle loro minacce,
delle loro torture….
Il nostro cibo è insufficiente,
è una rarità,
non c’è forza in noi neanche per elemosinarlo.
La nostra colpa?
E’ che ognuno di noi è nato
senza far parte
di una razza eletta e perfetta.
La nostra strada?
La nostra strada?
Abbiamo continuato a percorrerla
ma per alcuni è finita prima
al di là del recinto col filo spinato.











