La tua pelle ha il riflesso della luna

è un campo arato di baci e di stelle,

crisalide crocefissa alla tela del silenzio.


La tua pelle ha il sapore del miele

è rivolo d' un mattino d' argento,

rugiada d' un fiore luccicante di sole.


La tua pelle ha il profumo del deserto

è un campo arato di baci e di stelle,

pioggia di cuore d' allegra sintonia.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Distendi le stanche membra,
Rilassati e ascolta il ritmo
Del tuo respiro farsi regolare,
Chiudi gli occhi e lascia che i sogni
Si impadroniscano pian piano
Della tua coscienza
E ti trasportino, leggero,
Attraverso mondi fantastici
Dove tutto è  come vuoi che sia
E il sonno diventa, infine, 
Un sentiero di felicità
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Profilo Autore: Claudio Metalli  

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Ar fine settimana

infin riposerò

nun è na cosa strana,

quanno ce vò, ce vò !



Al fin de la ricarica

me riuscirà abioccare

spegnendo luce elettrica

e  d’amor farmi cullare.



Ebbè, che, sono il solo ?

Si sa, lo fanno tutti

ormai in grande stuolo

pe nun restà distrutti !



Sur sito tutto tace,

Cosetta e il Lettini

se vonno sta in pace.

Potenza dei divini !



Ma puro per sir Morris,

la Vono e Galante

e, insieme a loro, tanti,

non è disciminante.



Elisa se n’è annata

nun je bastava più

quanno sarà saziata,

ritornerà quassù.



Morabito e Silvana, Vera e Auro Lezzi

giammai lo eviteranno.

Si caleno li prezzi

alle Maldive andranno.



E poi ce sta Giò Vigi

che mai dirsi potrà,

rinunci ai privilegi

 d’annasse a riposà.



E tanti tanti ancora

che meglio non nomare

se fanno ormai li conti

p’annare oltremare.



E dopo sta sudata

che faccio, nun m’aggrego ?

Ce vado adesso adesso

lunedì poi ve lo spiego !





Sortanto er sor Agostinii

se deve da ‘ngrugnà

pe rabbercià casini,

s’ha da restare qua !
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Profilo Autore: Bronson  

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Ritarda il treno.

Un uomo seduto di fronte

raccoglie i ricordi da terra.

Ha un fazzoletto sulla fronte.

Scotta, ha la febbre

delicato arlecchino

vaneggia mentre

ha chiodi di pianto nel ventre

e pensieri che fanno male.

La solitudine si bagna di sudore

e per paura o per pudore

cerca d’ anestetizzare

le ore con chi siede accanto

ad ascoltare il suo dolore.

Sanguina cicatrici dalle parole.

La pelle di cristallo piove

lacrime d’un tempo smarrito

formando un antico suolo

di fughe da un’infanzia tradita

lezione d’anima marchiata.

Nessuna tenerezza di madre

o affetto di donna

alla fine lui, ultimo astante.

E’ un uomo che aspetta.

e aspettando racconta

e raccontando muore.



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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Di notte,

il momento dei poeti,

degli scrittori,

dei ribelli;

ore nel silenzio,

nel nascondimento

tra le tenebre,

luci soffuse del neon,

a cercare parole,

pensieri,

idee fugaci e chimere perdute,

amori infranti,

donne perdute,

dimenticate,

primi amori

lontani,

che non torneranno più,

ma che non si scordano mai,

la notte dei poeti

maledetti,

con le loro penne,

intinte nella memoria e nel ricordo,

di cose perdute,

di rabbie sopite,

di dolore

e di ferite mal lenite;

poeti

e il loro mondo,

che scrivono

un po’ per se stessi,

e per gli altri,

per tutti,

anche per te.
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Profilo Autore: stefano medel  

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Voglio uscire dal mio buco
dalla mia tana irrequieta e infernale
da questo girone pieno di sonno
e fatica,strisciando
lentamente contro la ghiaia
per aggrapparmi a salde radici d'arbusto
che possano rendermi ramo pronto 
per affrontare ogni stagione.
E saprò renderti grazie a ogni primavera
gemma incantata e viva nei gelidi inverni
per seccare d'estate
tramontare d'autunno,
ma vivere risorta da quell'immensità oscura
a cui m'hanno legato le braccia.
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Profilo Autore: Priscilla  

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Ed allora piango, si piango
il mio cuore è gonfio
lo sento sotto la pelle …
“scoppia per favore
lascia che esondino i sentimenti,
come un fiume dal suo letto”
quando la piena arriva improvvisa
Fa male quella puntura nel petto
come una freccia
scoccata dall'arco di un'Amazzone
donna guerriera di un tempo che fu
A due mani la estirpo dalle carni
a fiotti il sangue scorre
a purificare la mente
dal grigio pensare e vivere
I colori più non sono ai miei occhi,
nessuno più dica
che è colpa del destino,
che la forza sia con me,
che sterile è il pianto
solo lo sguardo arrossa
Lasciate che io sia
sincera anche nel provare dolore,
la linfa scorrere nelle vene
più non sento,
sono albero che ogni giorno perde un ramo
mentre ti prepari per l'ultimo viaggio
Sarò con te fino alla soglia della porta
che dove ti porterà non so,
non succederà domani, ne dopo
ma come una candela
ti stai consumando
La tua fiamma è debole, tremula
mio dolce compagno,
amante ed amico
quanto perderò tutto in una volta,
una vita intera con te
Dolci e dolenti saranno i ricordi,
ed allora piango, si piango ….


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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Quando sei così:
Inerme,

come uno stupido oggetto
vieni messo da parte. 

Se poi ti lasci andare
come una foglia
il vento è pronto
a portarti via,
 è così gelido,
ti farebbe morire in un secondo.
Quando sei così
non hai parole nuove,
verseggi solo malinconia
e pensi solo
alle stagioni passate
dove il tuo cuore 
era comodamente riscaldato
dalle belle parole,
finite adesso
in un fiume di tristezza...
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Je suis un chanteur sur la gondole


chantant l'amour pour tous les hommes...

Mi estas kantisto en la gondolo

kantanta amo por ĉiuj homoj...

Je suis un chanteur sur la gondole
chantant l'amour pour tous les hoooops.




Risultati immagini per di venezia ponte di rialto


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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Ora è buio,ma c’è il sole

e le ombre dei monti

rischiarano tutta la campagna,

il vento del Sahara

trasporta piccoli ghiacci di neve

e tutto d’intorno è pallido,

rosso di fuoco,

mentre le stelle mandano

un filo di luce nerastra,

sembra essere un posto

tra il vero e il falso,

mentre le onde del mare

nostalgiche trasportano i sassi

tra una riva e l’altra,

si sente una musica

leggera e assordante

che rimbalza nell’onda

e poi la senti come una campana…

mi sveglio….ma ero morto.

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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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A piedi
salivamo la strada
fin sopra il paese.
Come allora
friniscono i grilli
e noi sdraiati sull'erba
contavamo stelle
che non cadevano mai.
Fu quella
la migliore stagione,
quando l'amore
era giovane.
Poi ore
sotto il cielo
a vedere brillare
astri
probabilmente già spenti,
perchè ciò
che nel buio vediamo
è l'immagine andata
di stelle lontane.
Non conoscevo
la conseguenza
di quelle distanze,
per me allora
le luci lassù
erano sogni,
quel tempo vicino
e il cielo
a portata di mano.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Frammenti di mare spiaggiano
su coste profumate di pescato
case variopinte
danno colore alle spalle rocciose
parole con accento stretto
incrociano gli sguardi attenti
passo dopo passo
tutto si alleggerisce
nelle vene scorre solo il bello
tra un vicolo ed un altro
gli occhi puntano il blu
ascoltando il vocio elegante
delle ore che trascorrono
le vetrine esplodono
di tonalità mozzafiato
tutto scivola lentamente
nella mente
nessuno spazio per la densità
in maniche corte
il vento tiepido
spazza via quel poco
che rimane per strada
sulla panchina
il sole disegna cartoni animati
e permette al tempo
di rimandare il ritorno
ancora godimento puro
in quanto di più semplice c'è
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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Sei l' intelletto delle mie passioni,

il temporale sentimentale delle mie stagioni,

il dolce incantesimo delle mie rivoluzioni,

l' algebra esistenziale d' indimenticabili addizioni.



Sei l' assonanza delle mie conversazioni,

il baricentro apostrofato delle mie introspezioni,

l' incancellabile segreto delle mie accezioni,

il firmamento filosofico d' avventurose confessioni.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Alba,

la notte è finita,

la festa è chiusa,

ultimo appello,

il locale chiude;

resta il sonno arretrato,

i sogni infranti,

il tempo andato,

finito,

fine della notte.
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Profilo Autore: stefano medel  

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N.B.: Ho scritto questa poesia per non dimenticare
ciò che è successo nei campi
di concentramento durante la seconda
guerra mondiale.
Ho cercato di immedesimarmi il più
possibile  in cosa hanno potuto provare
quelle persone che erano private del cibo,
della libertà e della dignità ma ci sono
riuscita in parte, solo chi ha vissuto
quel periodo triste e cupo della vita
umana è in grado di descriverlo veramente.
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Non abbiamo più un’ombra
ma ne abbiamo due;
alla nostra destra la depressione
alla nostra sinistra l’angoscia più profonda.
Ci seguono passo passo.



Siamo dei cadaveri
ma camminiamo ancora.
Solo la pelle ricopre le nostre magre ossa.



Lavoriamo strenuamente
ma non per noi stessi
e senza uno scopo.



Abbiamo paura delle loro urla,
dei loro fucili,
delle loro minacce,
delle loro torture….



Il nostro cibo è insufficiente,
è una rarità,
non c’è forza in noi neanche per elemosinarlo.



La nostra colpa?
E’ che ognuno di noi è nato
senza far parte
di una razza eletta e perfetta.



La nostra strada?
Abbiamo continuato a percorrerla
ma per alcuni è finita prima
al di là del recinto col filo spinato.
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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