Tu vesti pelle lucida
calze di seta
e un cappello nero
spolveri la luna
ed accendi le stelle
l'ennesima notte
di sensuale magia
corri su cavalli
che conoscono le stagioni
scivoli dentro
a calde brezze
sfumi di amore
le dolci tonalità
ancora una notte
di libera magia
labbra su cuscini morbidi
disegnano arcobaleni notturni
gli occhi accarezzano
le mani baciano
la notte dipinta
di magia
è abbastanza guardarti
è abbastanza averti
sei già magia
calze di seta
e un cappello nero
spolveri la luna
ed accendi le stelle
l'ennesima notte
di sensuale magia
corri su cavalli
che conoscono le stagioni
scivoli dentro
a calde brezze
sfumi di amore
le dolci tonalità
ancora una notte
di libera magia
labbra su cuscini morbidi
disegnano arcobaleni notturni
gli occhi accarezzano
le mani baciano
la notte dipinta
di magia
è abbastanza guardarti
è abbastanza averti
sei già magia
1 commento
Carnevale è una maschera folle
farei pazzie per poterla afferrare,
farla mia,
almeno per un anno
per poi ricominciare,
colorando il cielo
truccato dagli occhi di sole
rendendo un mondo surreale.
Nel cuore dei bambini
ci vorrei entrare
ballando con la musica
facendola venire dal mare.
Un mondo di coriandoli
svolazzanti e festosi
che come tanti volti
risplendono sorrisi.
Carnevale folle,
di tutti,non solo mio,
di maschere improvvisate
un tocco d’allegria
dà colori sempre vivi
a questo mondo così vecchio e stonato…
Quello che ero
non lo ricordo
e se è viva mia madre,
e mio padre dov'è.
Ho attraversato
la vita
nella notte
delle stelle traccianti,
oggi mastico
questo pezzo
con la mia insufficiente
dentatura malata,
e diritti non ho
nè coraggio
o speranza.
Certo non sono
se pioverà questa notte
se il gelo,
o se ancora di nuovo
sognerò che
sono stato bambino.
non lo ricordo
e se è viva mia madre,
e mio padre dov'è.
Ho attraversato
la vita
nella notte
delle stelle traccianti,
oggi mastico
questo pezzo
con la mia insufficiente
dentatura malata,
e diritti non ho
nè coraggio
o speranza.
Certo non sono
se pioverà questa notte
se il gelo,
o se ancora di nuovo
sognerò che
sono stato bambino.

Èssere truce
non saggia che dissensi.
Il dì non ha STOP...
<=> <=> <=>
Versi nati da un pensiero di Pablo Neruda, pseudonimo di Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basalto, poeta, diplomatico e politico cileno del XX secolo, nonché Premio nobel della letteratura nel 1971 con la seguente motivazione: “per una poesia che con l'azione di una forza elementare porta vivo il destino ed i sogni del continente”:
“Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera.”
Ormai nun ce sta più, è superata,
pe fa le pulizie, accantonata.
‘Na vorta, dentro casa, ricopriva
diciam due ruoli in definitiva.
Uno era quello de fa la pulizia,
l’artro era quello de punì l’infanzia.
Inorte, quanno c’era l’occasione,
veniva usata per ogni situazione.
Come successe a me quer pomeriggio
mentre me sollazzavo sur divano
co a fija der guccere de passaggio
perché a carne è debole, dicevano !
Un corpo m’arivò tra capo e collo
che me fece perde l’autocontrollo,
gli antri più non li contai,
che furon fonte de tutti li miei guai.
Mi moje era furente,
l’uso da ramazza teneva a mente
Ormai di ramazzar nun se ne parla più tantissimo
si nun pe mascherà er suo sinonimo,
che vole significà ben artre cose,
piacevoli ma ‘n po’ peccaminose.
Ora poi sta davvero tranquillo
tra capo e collo nun volerà ‘ no spillo.
Fai quello che tu devi fare,
‘nce sta a ramazza a fatte rantolare !
pe fa le pulizie, accantonata.
‘Na vorta, dentro casa, ricopriva
diciam due ruoli in definitiva.
Uno era quello de fa la pulizia,
l’artro era quello de punì l’infanzia.
Inorte, quanno c’era l’occasione,
veniva usata per ogni situazione.
Come successe a me quer pomeriggio
mentre me sollazzavo sur divano
co a fija der guccere de passaggio
perché a carne è debole, dicevano !
Un corpo m’arivò tra capo e collo
che me fece perde l’autocontrollo,
gli antri più non li contai,
che furon fonte de tutti li miei guai.
Mi moje era furente,
l’uso da ramazza teneva a mente
Ormai di ramazzar nun se ne parla più tantissimo
si nun pe mascherà er suo sinonimo,
che vole significà ben artre cose,
piacevoli ma ‘n po’ peccaminose.
Ora poi sta davvero tranquillo
tra capo e collo nun volerà ‘ no spillo.
Fai quello che tu devi fare,
‘nce sta a ramazza a fatte rantolare !
Solo profumo di fresco,
in questo insolito, tiepido Gennaio.
Nulla affondato nel sonno,
invaso solo da un leggero torpore.
Gli alberi spogli han pronte
le gemme per rivestirne rami,
mentre il mandorlo lesto,
fa bella mostra dei suoi fiori
bianchi e rosa.
Ha agito d’anticipo la mimosa,
che vorrebbe offrire già
i rametti fioriti
alla donna, che ancora non c’è.
Campagna, tu profumi già
di primavera e pur tra i rigoli asciutti,
di un secco torrente,
l’arrogante trifoglio, germoglia
pari a gramigna, stendendo,
in ogni dove, il suo giallo tappeto.
Campagna, tu quieta e paziente,
all’animo gentile ispiri i sensi,
dirigendo nobili pensieri
verso altitudini inesplorate,
e a quanti hanno in cuor la poesia,
offri ossigeno per nuovi versi.
in questo insolito, tiepido Gennaio.
Nulla affondato nel sonno,
invaso solo da un leggero torpore.
Gli alberi spogli han pronte
le gemme per rivestirne rami,
mentre il mandorlo lesto,
fa bella mostra dei suoi fiori
bianchi e rosa.
Ha agito d’anticipo la mimosa,
che vorrebbe offrire già
i rametti fioriti
alla donna, che ancora non c’è.
Campagna, tu profumi già
di primavera e pur tra i rigoli asciutti,
di un secco torrente,
l’arrogante trifoglio, germoglia
pari a gramigna, stendendo,
in ogni dove, il suo giallo tappeto.
Campagna, tu quieta e paziente,
all’animo gentile ispiri i sensi,
dirigendo nobili pensieri
verso altitudini inesplorate,
e a quanti hanno in cuor la poesia,
offri ossigeno per nuovi versi.
Nastro
Poter riavvolgere il nastro
Daccapo,
tornare indietro,
rivivere di nuovo,
tornare ai vecchi tempi,
avere un'altra chance,
correggere gli errori,
rivedere gli amori,
cogliere le occasioni perdute,
rivedere gli amici partiti,
e mai più rivisti;
ricominciare di nuovo,
come qaundo si era bambini,
col sapore del mare,
il sale e lo jodio nell’aria,
la spiaggia,
le cabine da piccoli,
le bandierine rosse
per il mare mosso,
la gioia e
la felicità di quegli anni.
Ricominciare.
Poter riavvolgere il nastro
Daccapo,
tornare indietro,
rivivere di nuovo,
tornare ai vecchi tempi,
avere un'altra chance,
correggere gli errori,
rivedere gli amori,
cogliere le occasioni perdute,
rivedere gli amici partiti,
e mai più rivisti;
ricominciare di nuovo,
come qaundo si era bambini,
col sapore del mare,
il sale e lo jodio nell’aria,
la spiaggia,
le cabine da piccoli,
le bandierine rosse
per il mare mosso,
la gioia e
la felicità di quegli anni.
Ricominciare.
Sei stato lampo,
d'improvvisi
e dolci bagliori;
immagine
dell'astratto sentimento,
mitica totalità dell’oltre.
Si!
Sei stato amore…
…ma di te,
nessuna traccia!
Ora,
è solo
corsa furibonda,
irrefrenabile…
...Corro
per disperdere
la lunga ora
dell’amara emozione,
dell’ amara bufera .
Corro...
ed è corsa
che raccoglie vento,
che è solo colpi di vento;
che attraversa
selve labirintiche,
che raccoglie
frammenti
di divinità.
Dell’amore…
… solo ombre
e fugaci apparizioni,
quasi un sadico destino!
Corro…
come per scappare
da un improvvisa peste.
Ma di te,
nessuna traccia…
… Feroce ragione,
della mia eterna pestilenza!
d'improvvisi
e dolci bagliori;
immagine
dell'astratto sentimento,
mitica totalità dell’oltre.
Si!
Sei stato amore…
…ma di te,
nessuna traccia!
Ora,
è solo
corsa furibonda,
irrefrenabile…
...Corro
per disperdere
la lunga ora
dell’amara emozione,
dell’ amara bufera .
Corro...
ed è corsa
che raccoglie vento,
che è solo colpi di vento;
che attraversa
selve labirintiche,
che raccoglie
frammenti
di divinità.
Dell’amore…
… solo ombre
e fugaci apparizioni,
quasi un sadico destino!
Corro…
come per scappare
da un improvvisa peste.
Ma di te,
nessuna traccia…
… Feroce ragione,
della mia eterna pestilenza!
Alla parete il respiro
riduce le necessità al minimo
sprofonda passo al palpito
sostiene nel dubbio il peso del pensiero
l’inquietudine arpa di vita
per accogliere l’illusione viva.
Se solo fosse astro o galassia
m’accingerei bocca alla luce morta
Se solo fosse amore infinito
lume d’una lacrima di fede
potrei abitarmi candore innocente
d'indifesa pretesa d'estasi.
Mortale in quel che vive, assale
fatale appare il male
Tutto quel che vive punta al fine
divenendo confine
in quel poco che ha senso
clandestino fuggiasco,
lieve fuga in movimento.
E’ o non è questo l'inutile fardello
dell’immagine mentale?
E’ o non è questo il tranello
dell’inerzia vitale?
Una stagione dolcemente malinconica,
solitario ricordo d' aurore concettuali,
parafrasi emozionali d' immenso abbigliate,
arcobaleni d' un respiro di dolore accoltellati,
abbracciò l' animo cardiologico alluvionato
d' un candido silenzioso naufragar
teneramente impigliato in un mare
saturo di cromatica sensazionalità.
solitario ricordo d' aurore concettuali,
parafrasi emozionali d' immenso abbigliate,
arcobaleni d' un respiro di dolore accoltellati,
abbracciò l' animo cardiologico alluvionato
d' un candido silenzioso naufragar
teneramente impigliato in un mare
saturo di cromatica sensazionalità.
Non permette il violar di alcuna porta,
t'abbandona fuori, sola e senz'ombra.
Afferro il suolo ma la mano è smorta...
l'occhio freme e il suo viso già s'adombra.
Rimembro ancora il mite e ingenuo aroma
che mi scagliò sul suo fecondo ventre,
parea d'esser nel piacer del coma
ma fu Morte ciò che trovai nel mentre.
Riposo ora, lieta d'aver la pace:
il respiro obbedisce alla lama
che brama il sangue del mio torace.
t'abbandona fuori, sola e senz'ombra.
Afferro il suolo ma la mano è smorta...
l'occhio freme e il suo viso già s'adombra.
Rimembro ancora il mite e ingenuo aroma
che mi scagliò sul suo fecondo ventre,
parea d'esser nel piacer del coma
ma fu Morte ciò che trovai nel mentre.
Riposo ora, lieta d'aver la pace:
il respiro obbedisce alla lama
che brama il sangue del mio torace.
Che una nuova primavera
Colori un altro cielo
Domani
Che una nuova primavera
Porti un’altra estate
E gli amori interrotti
Tra gli ombrelloni tu però
Stammi vicino
Che una nuova giostra mi porti
Tra i colori i cieli di bambino
Stammi vicino
Che tra i miei domani ci sia la tua mano
Che mi prenda tra la folla
Qui vicino
Ogni destino è scritto per piacersi
Per ritornare ad essere se stessi
Che la tua primavera
Rifiorisca i ciliegi
E che maturi l’erba sotto la neve
Stammi vicino
Che un nuovo giorno
Mi presenti sempre il conto
Senza mai chiedere niente
Stammi vicino
E tu che hai scritto ancora
Nuove pagine d’amore cosa scrivi di noi
Nuvole e fogli sgualciti e accarezzati
Natali attraversati in transatlantico
In crociera stammi vicino
Che una nuova primavera
S’accenda nel tuo cuore
Statti vicina
E stammi vicino...
Colori un altro cielo
Domani
Che una nuova primavera
Porti un’altra estate
E gli amori interrotti
Tra gli ombrelloni tu però
Stammi vicino
Che una nuova giostra mi porti
Tra i colori i cieli di bambino
Stammi vicino
Che tra i miei domani ci sia la tua mano
Che mi prenda tra la folla
Qui vicino
Ogni destino è scritto per piacersi
Per ritornare ad essere se stessi
Che la tua primavera
Rifiorisca i ciliegi
E che maturi l’erba sotto la neve
Stammi vicino
Che un nuovo giorno
Mi presenti sempre il conto
Senza mai chiedere niente
Stammi vicino
E tu che hai scritto ancora
Nuove pagine d’amore cosa scrivi di noi
Nuvole e fogli sgualciti e accarezzati
Natali attraversati in transatlantico
In crociera stammi vicino
Che una nuova primavera
S’accenda nel tuo cuore
Statti vicina
E stammi vicino...
E forse moriremo
ma non qui
in questo tugurio
in questo silenzio d'antico borgo
Non è qui
che seppelliremo le nostre anime
non è questo il nostro posto
dove sembra che tutto ci crolli addosso
la vita, gli sbagli, il nostro stesso paradosso
Noi moriremo, si
insieme
con negli occhi gli schizzi di mare
e sulle spalle il cielo
che non riesce a contenere questo amore
Noi moriremo sorridenti
in mezzo alla bufera
e nel profondo del più profondo
librerermo
il cuore, il sangue e la nostra pena
Quella di essere due Angeli
con il fuoco dentro che divampa
e non c'è posto in questo mondo che ci acquieta
se non dispersi
liberi e imprigionati
in una molecola, nell'atmosfera
ma non qui
in questo tugurio
in questo silenzio d'antico borgo
Non è qui
che seppelliremo le nostre anime
non è questo il nostro posto
dove sembra che tutto ci crolli addosso
la vita, gli sbagli, il nostro stesso paradosso
Noi moriremo, si
insieme
con negli occhi gli schizzi di mare
e sulle spalle il cielo
che non riesce a contenere questo amore
Noi moriremo sorridenti
in mezzo alla bufera
e nel profondo del più profondo
librerermo
il cuore, il sangue e la nostra pena
Quella di essere due Angeli
con il fuoco dentro che divampa
e non c'è posto in questo mondo che ci acquieta
se non dispersi
liberi e imprigionati
in una molecola, nell'atmosfera
Quando una canzone si allontana
come se prendesse piede il sonno,
quando d'improvviso una voce si fa strana
perché forse non ne hai più bisogno.
Ricordi di quando restavi a bocca aperta
perché uno sconosciuto sapeva la tua vita;
ricorderai di quando sotto una coperta
ti nascondevi non vedendo più un'uscita.
Quando, un giorno, la risentirai per caso,
chiuderai gli occhi anche solo un momento,
respirando finalmente dal tuo naso:
vedrai passati i guai, ma neanche un sentimento.
come se prendesse piede il sonno,
quando d'improvviso una voce si fa strana
perché forse non ne hai più bisogno.
Ricordi di quando restavi a bocca aperta
perché uno sconosciuto sapeva la tua vita;
ricorderai di quando sotto una coperta
ti nascondevi non vedendo più un'uscita.
Quando, un giorno, la risentirai per caso,
chiuderai gli occhi anche solo un momento,
respirando finalmente dal tuo naso:
vedrai passati i guai, ma neanche un sentimento.












