A chi sta li ad attendere...
Rinchiusi in una gabbia.
A volte la fortuna li aiuta,
una casa, una nuova famiglia.
Ed è allora che la felicità
compare sul loro viso.
Traspare serenità,
affetto, amore incondizionato.
Stanno li...Aspettano, Ascoltano,
qualcuno li consola.
Stanno li quando tutto il resto
del mondo ti gira le spalle.
Loro non ti
abbandonano mai.
Con coraggio attendono
la fine dell’ultimo respiro.
Vorrei dare voce
a chi ti ama dall’inizio alla fine.
Anche quando manca il coraggio
di lasciarli andare.
Dall'alto
ci guarderanno.
Ci resteranno
a fianco per l’eternità.
Seduti li
sulla poltrona.
POESIA PRESENTE NELL'ANTOLOGIA POETICA ( I VERSI DELL'ANIMA )
Rinchiusi in una gabbia.
A volte la fortuna li aiuta,
una casa, una nuova famiglia.
Ed è allora che la felicità
compare sul loro viso.
Traspare serenità,
affetto, amore incondizionato.
Stanno li...Aspettano, Ascoltano,
qualcuno li consola.
Stanno li quando tutto il resto
del mondo ti gira le spalle.
Loro non ti
abbandonano mai.
Con coraggio attendono
la fine dell’ultimo respiro.
Vorrei dare voce
a chi ti ama dall’inizio alla fine.
Anche quando manca il coraggio
di lasciarli andare.
Dall'alto
ci guarderanno.
Ci resteranno
a fianco per l’eternità.
Seduti li
sulla poltrona.
POESIA PRESENTE NELL'ANTOLOGIA POETICA ( I VERSI DELL'ANIMA )
29 commenti
Rimanendo senza parole
un'ora,un giorno
così io passo la mia esistenza quieta
nel riverbero
di un sole che nasce
prematuro come il soliloquio
del mio volto nello specchio:
luci,occhi,sogni
in quel silenzio breve che mi dà l'oblio
della vita
io mi taccio,atomo infinito di pensiero.
È il pianto lamentoso di un bimbo
Che mi fa tornare alla realtà
Giacché stavo serenamente sognando
E il risveglio regala al contempo
Una punta d'angoscia e di rimpianto
Come a sottolineare il disappunto
Per aver bruscamente lasciato
Un mondo onirico, costruito d'incanto.
Che mi fa tornare alla realtà
Giacché stavo serenamente sognando
E il risveglio regala al contempo
Una punta d'angoscia e di rimpianto
Come a sottolineare il disappunto
Per aver bruscamente lasciato
Un mondo onirico, costruito d'incanto.
Senza meta,
vaghi tra strade solitarie,
di una sera buia, senza luna.
Soltanto un lampione
rischiara la deserta via,
allungando ancor di più,
la tua già esile figura.
Errando affidi i tuoi pensieri,
gentili e sognanti,
ad un debole alito di vento,
quali minuscoli granelli di sabbia,
cospargerà tutt’intorno.
Le stelle di su quel lembo di cielo
affacciate, stanno a sentire sognanti,
l’eco d’un cuore, che su ali argentate,
canta speranza e adagiandosi piano,
tra soffici nubi sogna confuso,
e il suo animo errante riposa.
Una nuova luna, tra i sogni attende,
gradita a rischiarar la vita sua.
vaghi tra strade solitarie,
di una sera buia, senza luna.
Soltanto un lampione
rischiara la deserta via,
allungando ancor di più,
la tua già esile figura.
Errando affidi i tuoi pensieri,
gentili e sognanti,
ad un debole alito di vento,
quali minuscoli granelli di sabbia,
cospargerà tutt’intorno.
Le stelle di su quel lembo di cielo
affacciate, stanno a sentire sognanti,
l’eco d’un cuore, che su ali argentate,
canta speranza e adagiandosi piano,
tra soffici nubi sogna confuso,
e il suo animo errante riposa.
Una nuova luna, tra i sogni attende,
gradita a rischiarar la vita sua.
In un momento
sono andata
ti ho visto
lasciare i miei occhi
plasmati a te
Qualche balbettio
dolce sospende l’aria
voce e mani
fili di seta
sul fulcro d’amore tra noi
Ritornando
mi troverai sorriso
nello stesso luogo
dove ti ho detto
tremo ora
che sono l’acqua mossa
nei tuoi argini
e brillo e scorro
al sole
in uno spazio
di lingua e fiamma
sono andata
ti ho visto
lasciare i miei occhi
plasmati a te
Qualche balbettio
dolce sospende l’aria
voce e mani
fili di seta
sul fulcro d’amore tra noi
Ritornando
mi troverai sorriso
nello stesso luogo
dove ti ho detto
tremo ora
che sono l’acqua mossa
nei tuoi argini
e brillo e scorro
al sole
in uno spazio
di lingua e fiamma
Vicino a 'n' lume sulle rive der fiume
dorme er sor Giuliano un bon cristiano. '
Chiede spicci e fà l'impicci
je piàce de cantà e sonà
ma pe' dové magnà co' la chitara ce déve lavorà,
guai se lo provi a disturbà.
Dice che é 'n' Barone e che é partito
però pe' l'artri é solo 'n'povero disgraito,
oramai pe' la ggente é solo 'n'gran fetente!
A 'sti ziggnori vojo dì...
co' la puzza sotto ar naso,
che de' giudicà nun é proprio er caso.
De' guardasse dentro casa è 'n'consijo
che a voi dev'ésse gradito.
Pure er mmejo borghese ben vistito
nun sarà mai er più pulito.
'Sto ziggnore dev'ésse padrone
de cambià vita e nome
da Barone a Barbone
senza che nissuno lo intioli zozzone.
dorme er sor Giuliano un bon cristiano. '
Chiede spicci e fà l'impicci
je piàce de cantà e sonà
ma pe' dové magnà co' la chitara ce déve lavorà,
guai se lo provi a disturbà.
Dice che é 'n' Barone e che é partito
però pe' l'artri é solo 'n'povero disgraito,
oramai pe' la ggente é solo 'n'gran fetente!
A 'sti ziggnori vojo dì...
co' la puzza sotto ar naso,
che de' giudicà nun é proprio er caso.
De' guardasse dentro casa è 'n'consijo
che a voi dev'ésse gradito.
Pure er mmejo borghese ben vistito
nun sarà mai er più pulito.
'Sto ziggnore dev'ésse padrone
de cambià vita e nome
da Barone a Barbone
senza che nissuno lo intioli zozzone.
Se altro non fossi che spirito e carne
che poi di quest ultima,
non saprei che farne
non fosse la gioia così altalenante
da farsi sfiorare
e poi stare a due spanne
allora farei molte meno domande.
O forse saprei che è anche meglio non farle.
Ma se un cane parlasse tacendo uno stolto,
se il ricco ridesse al pezzente il maltolto,
se un piatto mangiasse e non fosse mangiato,
e in un sol boccone ingoiasse un grassoccio,
se il grano senz'acqua ci desse il raccolto,
se poi fosse vero alla fine un racconto,
beh allora che tempo mai andrebbe sprecato
nel cercare al fondo la fine più lieta?
Se già il mondo fosse perfetto e fatato,
non avrem bisogno di farlo migliore
né mai nessun sogno
nel nostro cassetto,
urlerebbe una vita di esser liberato.
Giullare ci nacqui,
non fu un cambiamento
e al vento non tacqui mai alcun sentimento
per questo miei amici,
di spirito e carne,
toccate la gioia che resta a due spanne,
e se fuggirá,
non state a chiamarla,
che solo a chi ascolta,
la gioia,
gli parla.
che poi di quest ultima,
non saprei che farne
non fosse la gioia così altalenante
da farsi sfiorare
e poi stare a due spanne
allora farei molte meno domande.
O forse saprei che è anche meglio non farle.
Ma se un cane parlasse tacendo uno stolto,
se il ricco ridesse al pezzente il maltolto,
se un piatto mangiasse e non fosse mangiato,
e in un sol boccone ingoiasse un grassoccio,
se il grano senz'acqua ci desse il raccolto,
se poi fosse vero alla fine un racconto,
beh allora che tempo mai andrebbe sprecato
nel cercare al fondo la fine più lieta?
Se già il mondo fosse perfetto e fatato,
non avrem bisogno di farlo migliore
né mai nessun sogno
nel nostro cassetto,
urlerebbe una vita di esser liberato.
Giullare ci nacqui,
non fu un cambiamento
e al vento non tacqui mai alcun sentimento
per questo miei amici,
di spirito e carne,
toccate la gioia che resta a due spanne,
e se fuggirá,
non state a chiamarla,
che solo a chi ascolta,
la gioia,
gli parla.
Stai con me dove vai
non pensare ai fatti tuoi
se tu vuoi
si potrebbe riprovare
e magari poi pensare
ch'è più facile sbagliare.
Stai così dove sei
con un passo sulla luna
che fortuna sei per me
quando insieme ci giochiamo
e magari litighiamo
dell'amore che cos'è
è più facile sbagliare
e poi guarire
se si sta coi piedi a terra
senza andare chissà dove
o sperare e disperare.
Se potessi amore mio
ti direi che sono io
quello che ti darà
tutta la felicità.
Stai con me non dico tanto
solo il tempo di finire
il mio discorso complicato
ci farei una mezza idea
e magari poi capirai
che sei stata disegnata
nel mio cuore...
non pensare ai fatti tuoi
se tu vuoi
si potrebbe riprovare
e magari poi pensare
ch'è più facile sbagliare.
Stai così dove sei
con un passo sulla luna
che fortuna sei per me
quando insieme ci giochiamo
e magari litighiamo
dell'amore che cos'è
è più facile sbagliare
e poi guarire
se si sta coi piedi a terra
senza andare chissà dove
o sperare e disperare.
Se potessi amore mio
ti direi che sono io
quello che ti darà
tutta la felicità.
Stai con me non dico tanto
solo il tempo di finire
il mio discorso complicato
ci farei una mezza idea
e magari poi capirai
che sei stata disegnata
nel mio cuore...
Stanno studiando una pillolina
Perché la cattiveria sia bontà.
Sarà una portentosa medicina
E sto dicendo solo la verità,
Sperano che questa polverina
Rimetta a nuovo questa umanità.
Sarebbe favolosa l’invenzione
E per molti una soddisfazione.
Ne prenoterò qualche quintale
Perché tanti regali ho da fare
Davvero in quantità industriale
Ne devono però sintetizzare,
Ogni confezione sarà originale
E molto invitante da ingoiare.
Può fare miracoli la medicina
Se aiutata dalla mano divina.
Sono i giorni della merla
ma nulla muove il vento
tutto è fermo
anche il fiume scorre lento.
E' un miscuglio di ciottoli
conteso da un passero
che guarda l'Inverno
tra gli alberi in sosta.
Un pò di pioggia
nell'attesa
dei fruscii tra gli arbusti
un pò di pioggia
che solletica vortici e mulinelli
in voci simili a parole
che parlano
ai rami protesi
smaltati di sole.

Tu parti ed io
nelle valigie sfatte mi siedo
ad aspettarti
con una cieca idea per la testa:
la mia ricerca felice,
un sogno che abbracci e le mie
e le tue soddisfazioni
e poi campi brulli e aridi
che io possa,nelle soste del mio vagare inquieto,fecondare
dell'amore che verso te mi piega
come una spiga.
E cercarti nelle notti,sentirti gridare con
quel riso schietto
mentre io già mi addormento,
chiamarti nel sonno,come in delirio,e
bestemmiare questa assenza che riempie i
tuoi bicchieri di brio
e i miei giorni di solitudine.
Siam qui,
sospesi
tra un giro e l’altro
d’altalena
tra giostre e palchi,
a metà strada tra
l’esistere e l’abisso.
Mari stanchi,
con onde senza posa
nell’incrociarsi
di vecchi e nuovi orpelli.
Un lento incedere
alla riva,
nell’eterna cessione
del nuovo, all’antico.
E quel rumore,
cruda misurazione del nostro tempo
somma spietata dei nostri giorni,
spesi tra il dare e il non avuto...
...Il calcolo è difficile,
un contare che ci sfugge:
una crudele oscillazione
tra il tutto e il nulla.
Miserabile ripetizione!
sospesi
tra un giro e l’altro
d’altalena
tra giostre e palchi,
a metà strada tra
l’esistere e l’abisso.
Mari stanchi,
con onde senza posa
nell’incrociarsi
di vecchi e nuovi orpelli.
Un lento incedere
alla riva,
nell’eterna cessione
del nuovo, all’antico.
E quel rumore,
cruda misurazione del nostro tempo
somma spietata dei nostri giorni,
spesi tra il dare e il non avuto...
...Il calcolo è difficile,
un contare che ci sfugge:
una crudele oscillazione
tra il tutto e il nulla.
Miserabile ripetizione!












