Perpendicolarmente diventammo
Paralleli
Meridiani su e giù dall’Equatore
Hai preso freddo stando al caldo
Di un banalissimo braciere accesso
Hai sorriso piangendo a lei
Che andando via tornava a casa tua
E poi
Bevendo ballando
Scendemmo sul cielo
Più terreno
Per abbracciare il corpo suo
Che per un attimo scordai
Il tuo nome sussurrando
Mi gridasti al sole
Resta di te un ricordo
Cancellato
Nei pensieri di Domani
da quando il Cielo due amiche m’ha donato.
Ci unisce fortemente un’empatia
e un’amicizia che non va più via.
Un’amicizia a tre, e non ha uguali,
che non si trova scritta sui manuali.
Di stima, di rispetto e anche amore,
che esalta le persone e rende onore.
Sono due donne belle, affascinanti,
d’intelligenza e grazie ridondanti.
Son queste doti d’eccezionalità
che hanno permesso a me d’essere qua,
tra loro, ed io ne godo
a crogiolarmi nello stesso brodo.
Quando è spuntata una simpatia
un po’ più diversa nella solita armonia,
avea creduto che fosse ormai al tramonto,
ciò che avevo decantato tanto.
Niente di più sbagliato, amico mio,
miracolo credetti del buon Dio,
non ci fu posto per qualche gelosia
ci siam chiariti senza ipocrisia.
Per noi l’amore è uno, irrinunziabile
niente che, in altre forme, condividere.
E’ il segreto della felicità
e basta solo un pò di maturità.
il terrore, l'abbandono
e poi l'oblio,
il gelo,
il morso della fame,
la vita,
come un animale,
carne viva,
mandata a perire
lentamente.
Ricordo,
l'impotenza,
è la potenza del delirio.
Ricordo,
ricorda,
il terrore è sopito,
è dietro l'angolo.
e s'intinge di stelle
s'appresta a raccogliere
il vuoto mi risucchia i pensieri
ora mi bacia
e nell'attesa
fuori c'è un vento nuovo.

sono come una nuvola
che dopo una tempesta
vengono spazzate via dal vento.
E non esiste sole
o belle giornate
nascoste tra l'indifferenza della gente.
Un vecchio muore
perché sempre più solo
ha scelto che dormire per sempre
è meglio che vivere
da essere inesistente.
Le belle parole
non so quanto possano servire
quando ti dicono
<< Mi spiace ma non c'è posto per lei
ripassi tra un mese e vediamo >>
E poi ripassi ed è la solita storia.
Quante belle parole
come quelle che inventiamo ai bambini
forse pensando che non diventeranno mai grandi.
E intanto il mondo va avanti
con sempre più indifferenza
e boati di guerra,
tanto chi se nè frega
è lontana...
Tu cuore mio,
inscindibile amico
del mio caldo petto, attendi,
come al primo appuntamento,
e con apparente calma
mi guardi seduta accanto a te.
Mi scruti, novità per te
guardar così il volto mio.
Tu che m’hai donato
il primo mio respiro,
motore della mia vita,
per te io vivo,
e viva io sarò fin quando
anche tu con me lo sarai.
Ora scriverò di te,
fedele amico e cuore mio,
degli attimi tuoi più bui,
dei giorni soli e tristi,
del tempo fermo che più non vola.
Scriverò degli occhi tuoi,
socchiusi, persi a contemplare
il bello il buono,
capaci di proferir
alla pari di mille bocce.
Scriverò delle parole
che, con elegante discrezione,
sussurri alla mia mente,
delle frasi che mi ispiri,
e che sui fogli bianchi,
pari in su tessuto di pregiata seta,
ricamano alte forme d’espressioni.
Ogni tuo esempio o paragone,
germoglia e sboccia in fiori,
dalle fragranze raffinate.
Scriverò del tuo incedere,
incostante e dispettoso,
calmo, a volte, come il mare
a tarda sera,
altre, simile a stallone
senza briglie, veloce galoppi,
quasi a scappar volutamente
dal mio io.
Poi il silenzio, silenzioso e muto,
e ritorni alla normale andatura.
Parlerò del tuo cuore,
oh cuore mio,
che soltanto io potrò conoscere,
davvero, grande e generoso,
ma pur ribelle,
incapace di contenere
gli oltraggi e le ingiustizie,
così gridi, denunci le tue ragioni,
fino in fondo,
e mille frecce false e velenose,
quale risposta, ti feriscono feroci.
Parlerò della tua forza combattiva,
e del momento in cui vincitore,
ripercorrerai le vie dei miei pensieri.
E nel mentre io sto qui a parlar di te,
tu mi guardi sorridente, cuore mio
mentre in petto troppo forte sento
che ci sei, col tonfo tuo profondo.
del suo arrivo.
Il sole, come un ospite,
si congeda,
fa un inchino al suo riflesso
e bacia-mano al mare.
Umide narici,
carezzate dalla brezza,
respirano i soffi gelidi.
S’appresta ora tarda
nell'aria limpida
che va tingendosi d’arancio.
Freddi giorni della merla
in questo tramonto
che infuoca il cielo e poi
stende un manto grigio,
mentre il cuore veste fievoli,
dolci malinconie.
Io qui...
aspetto fiori di primavera,
per profumarmi e sciogliermi
in gocce nuove di vita….
luci ancestrali
candelabri spenti nella luce della notte
accostando i miei sensi
al tuo invadere il mio cuore
altalenante e furibondo
nell'altra dimensione
celeste angelica rossastra
demoniaca
spalla e spalla si rincorrono
come l'età
come noi in questo tempo
che non stiamo andando piano
mentre tutto corre via
luna d'argento sul tuo letto
con gli occhi tuoi
farei l'amore per la vita
poi d'un tratto il fiato s'interrompe
mescola la vita...
Siamo parte della stessa galassia
stelle di un cielo di febbraio
mansueto
colluso con i sogni
con l'amore la malizia
la malvasia
tutto apapre chairo mentre la notte sfoca
lenta
viene l'alba e il sole nuovo
e la tua innata melodia
la mia droga è il profumo del tuo corpo
il sapore della tua anima
bevo dalle tue labbra
l'amore
E dall’anima con la schiena al pianto
« In singolare contrasto col mio senso ardente di giustizia e di dovere sociale, non ho mai sentito la necessità di avvicinarmi agli uomini e alla società in generale. Sono proprio un cavallo che vuole tirare da solo; mai mi sono dato pienamente né allo stato, né alla terra natale, né agli amici e neppure ai congiunti più prossimi; anzi ho sempre avuto di fronte a questi legami la sensazione di essere un estraneo e ho sempre sentito bisogno di solitudine; e questa sensazione non fa che aumentare con gli anni. Sento fortemente, ma senza rimpianto, di toccare il limite dell'intesa e dell'armonia con il prossimo. Certo, un uomo di questo carattere perde così una parte del suo candore e della sua serenità, ma ci guadagna una larga indipendenza rispetto alle opinioni, abitudini e giudizi dei suoi simili. »
(Albert Einstein, Come io vedo il mondo)
Io
non
sono
più mio:
non sarò
colui che fa,
e neppure sarò
colui che ha fatto.
Indosserò soltanto
un’apparenza banale
e prediligerò un modo
di essere
dissimile
da quello
che ora è
pensiero
verticale.
Mi perderò
in collegamenti
già improbabili,
infrequenti,
remoti,
e
tu
non
dovrai
mai più
esser giusta
col povero me,
ma sincera:
perché
è
nel
ritiro
autistico
che mi farò
pio avvocato
di un angelo.
Dal disordine
io genererò
direzioni
laterali,
immagini,
atti creativi;
poi malessere,
senso di inferiorità,
e tanto isolamento.
Ma dall’emisfero
sinistro,
il mio
idealismo
non tarderà
a lanciarti un
messaggio:
la mappa
mentale
di chi
non può
mostrarsi
se non
per quello
che è stato
poco prima
di essere.
Sembri solo
eppure il mondo c'è
quella goccia che scivola
lungo il vetro della finestra
quasi senza via di fuga
quella nuvola che passa
e va
senza alcun rilievo
questo grigio
che non appartiene
a nessuno dei desideri
continua a bussare
incessantemente
chiudi tutto
corri in labirinto immaginario
apri porte
vedi specchi
tante volte riflesso
sempre uguale
guarda il tuo viso
è ancora senza rughe
qualcosa vorrà dire
guarda gli occhi di tuo figlio
sono sempre lì
dritti dritti verso il futuro
ascolta il tuo cielo
che parla
e ti parla
ascolta
ed ascolta
non ti fermare mai
perché hai trovato n’arto che ce sta ?
Se te par l’ora de volè cagnà,
a porta è aperta, nun me fa aspettà.
Fai puro bene a dì a verità,
io nun te basto, nun ho vivacità,
vivo de sogni, so tenero, acconsenziente,
che lagna trattenermi inder la mente.
Lui te fa ride come ‘na bambina,
te fa sentì come ‘na regina,
sussurra all’orecchie tue bramose,
fa r’cascamorto in mille e più pose.
E tu nun hai nemmeno a dignità
de fa finì quello che deve fa,
j’hai buttato le braccia ar collo
e mò pretendi che anche io tracollo ?
Ma nun me passa manco per cervello
de fare la figura d’un bel pollo.
Famo che se semo ormai lassati,
come nun ce fossimo mai desiderati.
Segui er tuo omo come fosse Dio,
c’ha ‘n artra donna ce sto a pensà io !
di infinite ore
insonni,
dove il tempo si ferma
e perde di significato,
dove i pensieri volano
alle porte della notte;
quando i poeti scrivono,
nel silenzio,
in compagnie delle muse
benigne della poesia,
notte ,
nascondimento,
fatta di ricordi,
di atmosfere soffuse,
di silenzi immani,
notte.,
pensieri ,
ricordi.










