La fotografia è uno scatto,
un angolo di vita.
La fotografia è meglio della vita reale,
la si può modificare.
È fatta per ricordare,
anche se a volte sarebbe meglio dimenticare.
È colore che può dare quel calore
proprio nel momento giusto!
È anche gioia, allegria, ma è un po’ nostalgia.
Per alcuni è noiosa,
per altri è una passione,
quasi un’ossessione,
da coltivare, da migliorare, da reinventare….
Non ne puoi fare a meno,
la devi amare!
Gente, se nelle case, anche voi,
avete quella scatola piena di rullini,
magari un po’ sbiaditi e di bianco e nero vestiti.
Vuol dire che siete delle persone, e una storia.
E la fotografia sarà la vostra memoria,
che vi aiuterà a narrar senza quasi parlar….
Oh, gente, siete d’accordo con me,
con i miei molti pensieri?
Quel girasole, quel tulipano che s’inchinano all’arcobaleno…
E quell’aurora di buon’ora,
che poesia,
quando l’hai fotografata prima che andasse via!
E quella mamma di cui del suo bambino è piena,
pronta a partorir,
e una foto al nascituro non farai?
Ma sì!
Ho fotografato.
E ancora una volta l’obiettivo la sua firma ha lasciato.
E così…
sarà di nuovo un’angolo di vita
che darà gioia, allegria ma anche un po’ nostalgia.
20 commenti
Se guardo indietro nel tempo,
ti vedo sempre presente nella mia vita.
Vedo scontri, risate,
ma anche qualche lacrima.
L'amica dalle mille
domande.
Grazie di esserci sempre,
grazie delle chiamate mattutine.
Grazie di esserci
nel bene e nel male.
Grazie delle albe che mi regali,
la giornata con te è meno pesante.
Sorrido...
Sei una traccia importante
nella mia vita.
Una traccia
d'amicizia vera.
Un bene prezioso inestinguibile,
la tua presenza nella mia vita.
DEDICA SPECIALE, PER UN'AMICA ONNIPRESENTE, BUON COMPLEANNO CINZIA.
DEDICA SPECIALE, PER UN'AMICA ONNIPRESENTE, BUON COMPLEANNO CINZIA.
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Il mesto abòrro,
cotanti amici màncano…
Allegro vogliono!
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Haiku (2-4-6) forgiato, dopo aver scorso un espressivo aforisma di Gabriel José de la Concordia García Márquez, soprannominato Gabo, scrittore, giornalista e saggista colombiano naturalizzato messicano, nonchè Premio Nobel per la letteratura nel 1982:
“Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai mai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso”.
Olocausto, ascoltami:
il filo spinato
nel cuore
provoca dolore,
hai travisato
la storia,
hai annientato
le menti,
hai martoriato
il soma
alle genti.
Oggi come allora,
non tutto
è perduto,
lo spirito
è sopravvissuto
a memoria
dell'umanità,
per raggiungere
l'essenza,
per congiungersi
alla dignità.
il filo spinato
nel cuore
provoca dolore,
hai travisato
la storia,
hai annientato
le menti,
hai martoriato
il soma
alle genti.
Oggi come allora,
non tutto
è perduto,
lo spirito
è sopravvissuto
a memoria
dell'umanità,
per raggiungere
l'essenza,
per congiungersi
alla dignità.
È inchiostro d' anime la cenere:
crimine d' un sudario di sguardi torturati,
orribile brodaglia di cuori spappolati,
ostaggio d' un rivolo seviziato di sangue crocifisso.
È inchiostro d' anime la cenere:
sequestro d' un lembo di respiri tremolanti,
fagotto umiliato di pelle e domani scorticati,
autopsia emozionale d' uno sterminio di vite.
È inchiostro d' anime la cenere:
polpastrelli di sogni dal filo spinato lacerati,
barbara agonia di labbra fucilate d' orrore,
monologhi surreali di polvere razziale.
È inchiostro d' anime la cenere:
livida frattaglia d' un grumo di pensieri,
fuliggine d' accozzaglia di chiome e destini,
gruzzolo di cadaveri straziati come sciatte cianfrusaglie.
In memoria della Shoah
crimine d' un sudario di sguardi torturati,
orribile brodaglia di cuori spappolati,
ostaggio d' un rivolo seviziato di sangue crocifisso.
È inchiostro d' anime la cenere:
sequestro d' un lembo di respiri tremolanti,
fagotto umiliato di pelle e domani scorticati,
autopsia emozionale d' uno sterminio di vite.
È inchiostro d' anime la cenere:
polpastrelli di sogni dal filo spinato lacerati,
barbara agonia di labbra fucilate d' orrore,
monologhi surreali di polvere razziale.
È inchiostro d' anime la cenere:
livida frattaglia d' un grumo di pensieri,
fuliggine d' accozzaglia di chiome e destini,
gruzzolo di cadaveri straziati come sciatte cianfrusaglie.
In memoria della Shoah
Cosa diverrà la tua vita ora,
uomo, nascosto, trovato,
prigioniero, deportato.
Nessuno saprà chi sei,
il tuo nome,
seme sparso tra i rovi,
che forse mai vedrà germoglio.
Un numero diverrai,
incancellabile, marchiato sulla pelle,
pari a mansueto agnello,
condotto al macello.
Tu chiudi gli occhi Numero,
prega, dal tuo concentrato spazio,
quel Dio di Abramo,
in tacito silenzio.
Sogna pure Numero,
almeno quello è libero,
sogna di volare,
al di là di quel buco nero,
dai mille fili di spine recinto...
Sogna cieli azzurri,
ricamati da intrecci
di voli di bianche colombe;
quercia gigante, alla cui ombra,
giocondi bimbi, faranno
un grande girotondo;
case bianche, dai comignoli fumanti,
a festa illuminate,
porte aperte pronte all’accoglienza;
prati di rossi papaveri
sorgente di limpida acqua,
cavalli liberi al pascolo.
Sogna tanto quel Numero….
Sognano tutti i Numeri….
Tutti gli occhi piangono
lacrime di numeri.

“Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis.”
(Cicerone, De Oratore)
Da
quando
non siamo più
idea stravagante
ma un falso ricordo
indotto da un sogno
alquanto piacevole,
abbiamo spogliato
il tempo andato
del nostro
oggi.
E
così
anche
la memoria
di una vita in due,
finirà con l’essere
finzione relativa.
Come la vera
verità:
quella
che noi
sappiamo
molto bene,
ma che non
possiamo
dire.
Milioni di volti furon sciolti tra le fiamme
Dell'odio, milioni di voci si spensero, inascoltate
Milioni di singole disperazioni piansero all'ingiustizia bestiale
Ma non fu la morte il male
Più grande, bensì la privazione di ogni umana dignità
Dell'odio, milioni di voci si spensero, inascoltate
Milioni di singole disperazioni piansero all'ingiustizia bestiale
Ma non fu la morte il male
Più grande, bensì la privazione di ogni umana dignità
Mai capaci di portarne il peso
niente di allor abbiam compreso.
Epoche fatte senza tempo
pieno dominio della creazione,
ancor non eran nella posizione
di tanti spazi e lune definite
età lungi da codici infiniti.
Medito il Tutto prima d’ogni tempo
e prima dello spazio ed oltre ancora
quanto frenata costudiva luce
bagliore e sconfinato amore.
Ed irriconoscente mi scoloro
imploro pietà e compassione
perché alla Bontà non son stupito
di Chi facendo di Se la proiezione
mise in posa smisurato il mondo
e in concessione ci affidò la terra.
Abbigliata a sposa nel perfetto,
singolare, bella d’eccezione,
fascino un dì ed ora delusione.
Poco vediamo oltre l’orizzonte
dal basso non leviam la fronte,
appiccicati al grembo delle cose
scordiamo astri e primavere
e perfino il profumo delle rose.
niente di allor abbiam compreso.
Epoche fatte senza tempo
pieno dominio della creazione,
ancor non eran nella posizione
di tanti spazi e lune definite
età lungi da codici infiniti.
Medito il Tutto prima d’ogni tempo
e prima dello spazio ed oltre ancora
quanto frenata costudiva luce
bagliore e sconfinato amore.
Ed irriconoscente mi scoloro
imploro pietà e compassione
perché alla Bontà non son stupito
di Chi facendo di Se la proiezione
mise in posa smisurato il mondo
e in concessione ci affidò la terra.
Abbigliata a sposa nel perfetto,
singolare, bella d’eccezione,
fascino un dì ed ora delusione.
Poco vediamo oltre l’orizzonte
dal basso non leviam la fronte,
appiccicati al grembo delle cose
scordiamo astri e primavere
e perfino il profumo delle rose.
Sopra quei steli all' arginar dei venti
scolpito nel marmo quel pianto si spense,
una croce muschiata dai tempi silenti
un canto d' antico pe' le rupi si sente.
Il biancospino s' appresta al suo ultimo fiore,
una farfalla si posa sul brando perito;
già lo vidi quel misero cuore
sui campi in amore col petto trafitto.
Hai bagnato la terra col tuo sangue cristiano,
hai dato a quel fiore la tua ultima goccia;
or quel brando che portavi per mano
insegna la strada alla sacra tua roccia.
900
Quei punti di nero in quel mare sospeso,
quell’ uccello d' acciaio che ferisce la patria,
quell' uomo che giace in ginocchio già reso,
piangon tutti per te pien di satria.
Hai tinto la roccia del vermiglio sudore
sei caduto fratello del brando perito
quel campo sul poggio di relitti in odore
han dato alla vita un bimbo trafitto.
scolpito nel marmo quel pianto si spense,
una croce muschiata dai tempi silenti
un canto d' antico pe' le rupi si sente.
Il biancospino s' appresta al suo ultimo fiore,
una farfalla si posa sul brando perito;
già lo vidi quel misero cuore
sui campi in amore col petto trafitto.
Hai bagnato la terra col tuo sangue cristiano,
hai dato a quel fiore la tua ultima goccia;
or quel brando che portavi per mano
insegna la strada alla sacra tua roccia.
900
Quei punti di nero in quel mare sospeso,
quell’ uccello d' acciaio che ferisce la patria,
quell' uomo che giace in ginocchio già reso,
piangon tutti per te pien di satria.
Hai tinto la roccia del vermiglio sudore
sei caduto fratello del brando perito
quel campo sul poggio di relitti in odore
han dato alla vita un bimbo trafitto.
... Sai quando sorridi, respiri
e senti pienezza nell’anima?
… Ecco si, allora.
Quando ti senti serena,
appagata
eppure osi dire
”…Si, però…” !
... Io rivedo corpi sofferenti,
anime lacerate,
menti distrutte e disperate.
… Orrori che paralizzano...
Arrossisco, mi vergogno,
… mi emoziono!...
... Allora alzo gli occhi
e dico “Grazie”!....
e senti pienezza nell’anima?
… Ecco si, allora.
Quando ti senti serena,
appagata
eppure osi dire
”…Si, però…” !
... Io rivedo corpi sofferenti,
anime lacerate,
menti distrutte e disperate.
… Orrori che paralizzano...
Arrossisco, mi vergogno,
… mi emoziono!...
... Allora alzo gli occhi
e dico “Grazie”!....
Rodente pazzia
nelle parole sonore
assonanti e simili
a quelle tristi canzoni
poetiche nel tragico apparire
che colgono quel che vuole
il mondo,
le sue giuste idiozie
e l’eccesso di quel che chiede.
M’interesso di canzoni
che non val la pensa di sentire
perché povere di ciò
in cui credere.
Musiche spezie colorate
e odorose
imballate in sacchi grezzi
di piacere stinto.
Batte forte
sale dal mare
riempie occhi
e poi gola
rimanda a stagioni
in cui il sapore di noi
si misurava
a ciò che sarebbe venuto
cade leggera
su corpo nudo
bagna il petto
dentro e fuori
riporta il tempo
da dove arrivava
e di noi ancora
poco si parlava
sale dal mare
riempie occhi
e poi gola
rimanda a stagioni
in cui il sapore di noi
si misurava
a ciò che sarebbe venuto
cade leggera
su corpo nudo
bagna il petto
dentro e fuori
riporta il tempo
da dove arrivava
e di noi ancora
poco si parlava
Non ho fatto in tempo A lasciarti andare
Sei stata tu che hai voluto un altro mare
Sei stata tu che hai lasciato tutto questo
Mobili a posto e il bagno pulito
Non ho fatto in tempo Neanche a salutare
Tu di fretta hai raccolto le tue cose
Anche il profumo che mi piace
Sei stata tu che hai messo la chiave sotto il tappeto
Erano le sei rientravo a casa Ubriaco e malinconico
perché non ti volevo
Fumavo le mie Muratti quasi per svago
Non ho fatto in tempo A regalarti il biglietto
Non so se vai a nuoto o se cerchi un passaggio
Però quel che è stato è stato banale
Un amore sottile senza strafare
Ci siamo stancati del nostro andare Io mi fermo qui
Tu continui il tuo viaggio
Dove andrai non me lo vuoi dire
Meglio cosi non potrò venire
Hai lasciato soltanto una foto di noi
Appesa sul muro Era l’estate di tre anni fa
Eravamo in montagna a cercare la spiaggia…
Sei stata tu che hai voluto un altro mare
Sei stata tu che hai lasciato tutto questo
Mobili a posto e il bagno pulito
Non ho fatto in tempo Neanche a salutare
Tu di fretta hai raccolto le tue cose
Anche il profumo che mi piace
Sei stata tu che hai messo la chiave sotto il tappeto
Erano le sei rientravo a casa Ubriaco e malinconico
perché non ti volevo
Fumavo le mie Muratti quasi per svago
Non ho fatto in tempo A regalarti il biglietto
Non so se vai a nuoto o se cerchi un passaggio
Però quel che è stato è stato banale
Un amore sottile senza strafare
Ci siamo stancati del nostro andare Io mi fermo qui
Tu continui il tuo viaggio
Dove andrai non me lo vuoi dire
Meglio cosi non potrò venire
Hai lasciato soltanto una foto di noi
Appesa sul muro Era l’estate di tre anni fa
Eravamo in montagna a cercare la spiaggia…












