« Soli, o a coppie - Quelli che davvero ti amano - Camminano su e giù fuori dal muro - Qualcuno mano nella mano - Qualcuno si riunisce in band - I cuori sanguinanti e gli artisti - Fanno la loro comparsa - E quando hanno dato tutto ciò che potevano - Alcuni barcollano e cadono - Dopo tutto non è facile - Sbattere il tuo cuore contro un muro di pazzi... »
(Roger Waters)
Già ti vedo per aria,
levarti dal grigio umido
della vecchia Potsdamer Platz,
per sorvolare sempre più incredula
sulla bieca desolazione del Mutte,
e planare sulle belle vetrine
del Prenzlauerberg:
dove, se vuole,
la vita cambia
davvero.
E dove
anche
i tuoi
sogni,
alla fine,
potranno
trovare
la rete
da cui
lasciarsi
dolcemente
catturare.
"Any better: congratulations! You've just discovered the secret message. Please, send your answer to "Old Pink", care of the "Funny Farm", Chalfont."
(Roger Waters)
angelo accoccolato ad una nuvola,
riflessi di vaghi sorrisi
sulle labbra
che sanno di fragole.
T’incantava il mio caldo parlarti
e lì restavi ad ascoltare.
… Il tempo scivola,
abbraccia il mio sognare,
questo immaginare i tuoi occhi.
Ti accarezza già poesia,
ti veste di colori,
è un cullare di nuvole.
… Dormi, ora,
poi sarà il tempo di parlare
e vivere di favola…

Vagheggio pago
scorrendo… spazio adorno.
Venturo effetto?
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Poesia (Accenti ritmici 2-4-6) dedotta dalla lettura d’un aforisma di François de la Rochefoucauld, scrittore, filosofo e aforista francese del 1600:
“La speranza, per quanto illusoria sia, serve almeno a condurci alla fine della vita per una strada piacevole”.
nell’immenso universo.
non son fatti quasi mai
di magnifici universi.
Sanno, dell’amoroso esilio,
del travaglio alla deriva ,
di brandelli d’anima,
di amorosa arsura.
Ma nella disfatta,
quando l’anima ne è colma...
Io divento bella!
Bella ,
ma in più, sono anche potente,
appagata come mai,
senza alcun pensiero
per la partita persa…
La mia fragilità
e’ cosa sublime,
la mia penna corre
e rincorre agili versi.
Perciò tu,
che con cinica espressione
mi scruti
e non mi riconosci,
che ti affidi
a più rassicuranti passi..
...tu,
punta pure la freccia del tuo arco
verso questa perduta
e sperduta direzione!
Vedrai…subito raggiungerai un’anima
che trionferà in versi!
un piccolo cristallo di luce
silenzioso scivoli e mi accarezzi
come la pioggia incessante
che inchiostra e
Ancora m'incateni!
Concerto di note
che rubi le mie notti
e la mia anima.
Non so se sono felice.
L'assenza ha cenni contorti
dei sensi.

il deserto di questa città.
Io camminavo,
da solo
per le strade del centro.
Il mio pomeriggio triste
ricordo,
lo sconfissi nel buio
della sala di un cinema.
Vidi il film due volte.
Quello fu
il mio ultimo giorno felice.
Tornando a casa
avevo definitivamente
realizzato la perdita,
quantificato il dolore.
Nei giorni a seguire
il ritorno dalle vacanze,
ognuno con le loro famiglie.
Non ho mai
invidiato nessuno.
Così va la vita.
La mia ebbe inizio
così.
e ancor più sotto dell’inferno,
“Non so parlar d’amore”
“ Non so
parlar d’amore”
poca cosa
sono le parole,
Lui sta aldilà
di ogni mia
affermazione.
È eterea
la sua essenza
e immane
la sua forza,
libero fiorisce
dove vuole,
con il buio
e con il sole.
In un quadro
lo dipingo
solo come
un cuore.
ed il sogno era già finito,
ero ancora in questo mondo
pieno di odio e poco rispetto.
Mi son guardato allo specchio
ho visto il solito aspetto
quello di una persona
come tante,
quello che finchè non ci siamo dentro
vada come deve andare.
Certo che era bello il mio sogno
montagne verdi, cielo azzurro
e sentieri infiniti.
poi d'un tratto un boato,
l'asfalto emanava un calore insolito.
No...Non era un sogno,
era la cruda realtà
di un mondo pieno d'odio
ed io ho pianto per questo
vergognandomi tanto,
ho anche pregato
donando rispetto a chi dorme per sempre.
Mi son svegliato così:
all'improvviso.
Ricordo solo il silenzio
e la vita che muore
senza nessuna ragione...
sporcai i miei sguardi in un cielo violato d' aurora
e qui vi coniugai le cicatrici dell' animo
tra le vestigia grammaticali dell' introspezione
spogliando il perimetro d' un pericardio di precisazioni
recise come immeritati grappoli allunati
dalla sterile vendemmia argentata dei pensieri.
Squarciando lucide perifrasi d' umiliazione
qui vi coniugai le cicatrici dell' animo
tra le passeggiate crepuscolari del tradimento
ed un trasandato pentimento luccicava graffiato,
d' ira e d' orgoglio saggiamente spettinato,
raggomitolandosi in un pianto d' acciaio
pugnalato d' improvvisa solitudine inconfessata.










