tra le spighe del grano,
un cenno di Primavera
sulle guance del mio viso.
Bevevo dalla tua coppa
acqua fresca
e m'inebriavo.
Ora, come un arcobaleno distratto
scompari nelle nuvole e nella direzione del vento.
Travagliato ti darò il mio riposo.

Passano i giorni,
ore e perpetui minuti
che restano sospesi
a lambire i ricordi.
La tua assenza
disarma il vuoto lasciato
in questa terra,
facendoti strada
tra deserti,
pianure e sentieri del
tuo nuovo destino.
Lì è tutto perfetto
cordiale e mite.
Ma la tua voce
il tuo sorriso
e i tuoi affidi…
…mancano.
Non sono solo
i rammenti
a colmare il vuoto,
di chi hai voluto
lasciare il segno.
Ci resta il pensiero
che un domani
potremmo rincontrarti
in quel posto gioviale
nel quale Dio
ti ha chiamata.
Ci aspetterai
e veglierai sui
nostri cammini,
e noi riempiremo
il nostro animo
del tuo ricordo.
Un tempo era un carcere
di massima sicurezza,
posava sull'omonima isola
orribile finire la propria vita se pur
contro la legge vissuta
Tu violato leggi non hai,
privato della vita violentemente
alcuno … giammai …
padre amorevole, marito devoto
lavoratore volenteroso,
questi i tuoi “crimini”
Giudizio in omne tempus
“condannato a vita a risiedere
nel penitenziario di Alcatraz”
Qui il tuo corpo avvolto
in una spirale di fil di ferro
e muoverti più non puoi,
la voce rubata dal vento,
Gli occhi estuari di lacrime senza fine,
lacrime ad alleviare vanno la sete di vita
da te piu non ritenuta tale
Ma libero hai il cuore da cui
donare ancora tanto amore
quanto immenso è l'universo,
libera hai la mente, per ricordare,
inventare metodi nuovi di vivere
Libera hai l'anima, bella e nivea
come la neve a primavera,
unita alla mia da sempre
per far crescere anche ad Alcatraz
un giardino di fiori dai mille profumi
Fuggirai un dì dalla prigione
avrai ricompensa celeste ed eterna
Alcatraz sarà rasa al suolo
(«Paris est une blonde, Paris reine du monde»)
Come l’ultimo ricordo di un immenso mare salato
che da domani non esisterà più,
il nostro pensiero si riunisce e poi si consuma.
Fra gli stratocumuli di Parigi,
fra i pinnacoli e le flèches della cattedrale.
Ed è una fretta che rende ignoti, questa,
è l’escatologia apocalittica,
è la rivelazione della fine dei tempi.
Così eccola qui la città più romantica del mondo:
ecco la giovinezza, le linee curve,
ecco gli arabeschi,
ecco Sainte Geneviève, ecco la dama dalle bianche guance,
ecco la donna che piange e l’epidemia che passa.
Tu mi troverai pronto, sul punto del come e del per sempre,
a leggere le Vie des Saints des Petits Bollandistes,
e a studiare le Fleurs du Mal;
a valutar l’ascesi da penitenza,
e a sgranar bestemmie.
Ma come il suo, anche il mio è un equilibrio statico,
emblematico come la transitorietà;
falso come una quiete nel suo stato d'apparenza.
La Belle Époque, il Can-Can, l’Art Nouveau,
sono tutto il peggio di ieri che si è fatto il meglio di oggi:
e allora tu non aspettarmi sveglia, perché io mi fermo qui,
in questo sogno,
con i miei appunti, i miei dubbi, con le mie mille e una sfuocate poesie.
Il solo amore che posso credere vero.
nella tua tavola imbandita
per nuovi commensali
mi attraversa un filo
di pacata amarezza
in questa giornata d'autunno
che nella routine
ci trovava nei filari
oggi
non ha bisogno di un altro vendemmiatore.
Cerco nei meandri della notte,
attimi fugaci che si librano
nell’estasi del piacere.
Assaporo quel gusto
di donna che t’appartiene
facendomi cadere
nel limbo carnale dei sensi .
Accarezzo con disinvoltura
i tuoi capelli dal profumo intenso
e il tempo consciamente
tace i nostri respiri.
Siamo due anime sperdute
che nuotano in questo
infinito amore, mentre
la luna ci avvolge
con il suo manto di luce.
Fai di me il tuo tesoro,
il fondale infinito s'abbiglia daccapo
di foglie da passeggio,
con quattro tuniche bianche
a sorreggere la notte.
E sulle mie ginocchia rimangono soltanto,
alcuni boccioli di rosa di un'isola
un cavolfiore e mezza zucca
tagliata a fette.
ho preso sonno
dopo dette le preghiere della notte,
dolcemente le pupille
hanno ceduto
nel candore accennato di un sorriso,
stamattina
appena sveglio ho ritrovato
nel tuo nome dalle labbra bisbigliato
lo splendore dell’aurora.
il rosso e giallo
per lasciare posto
al bianco ed azzurro
hai viaggiato solo
e per lungo tempo
percorrendo strade di speranza
e cieli di promesse
su treni senza sosta
dentro aerei della fortuna
hai vigilato sul tuo mondo
hai chiesto scusa
anche a te stesso
sei passato da stazioni
vuote di immagini
ed alla fine
hai chiesto ancora
sei partito senza voltarti
ed ora sei qui
ascoltami ancora
questa volta
almeno questa volta!
per non dir niente
nel sentirci vivi
in una casa sotterrata
a due metri dal cuore
che non vede e non sente
nulla, separando anime
sole, senza poter vedere
le stelle, e adagiandosi
su morbidi cuscini, i nostri
salvatori vicini
Quante vite dubitano
di resistere a bufere di neve
dove segni donare alla cenere
dissolta al vento
Sei qui che passi
mentre ti guardo curiosa,
con certe nuvole gonfie di pioggia
che sanno di fulmini e d'acqua fresca.
Porto un foulard di seta acquamarina
e scivolo pensieri come foglie
di questo stinto e umido Autunno.
Ti ho persa nella Primavera di ripetuti silenzi
e ora vorrei averti nel rumore delI' Inverno.
In un bicchiere di speranza
regalami la tua assenza!







