in corpi che non voleranno
più, dispersi fra detriti
di menti stanche
che non comprendono
le piene del mistero
di uomini evoluti
almeno così sembra
Escono ed inondano
primavere finite
ai prossimi inverni
per certi saltati
trovandosi al buio
nell'infinito tramonto
oltre le stelle, innamorate
Sussurri di parole
donate con il cuore
sussurri d'amore
di brividi che avvolgono
e stringono forte
e poi ti rincorrono
senza fermarsi
scivolano lenti sulle labbra
rossetto al sapor di fragola
e il tempo ha portato via.
Via dagli occhi intensi
che scrutano e sanno morire
nell'abbraccio al chiar di luna.
Anche se il vento tira forte,
vento gelido di maestrale
ci ha forgiate,
dure come la roccia,
che si staglia imponente
e sovrasta il mare
come una regina.
Non ci pieghiamo
nella tempesta,
come giunchi balliamo
e ci chiniamo
con radici ben salde
alla madre terra,
e poi ci rialziamo fiere
con la schiena dritta e il muso
rivolto al cielo,
in segno di sfida.
Noi donne sarde
abbiamo lo sguardo
sempre
rivolto ad est,
e vediamo il sole
anche attraverso
le nuvole.
ancora lungo i campi
il sole si alza
e spezza cielo e nuvole
forti cavalli arano
e muovono la terra
sotto i piedi dell’uomo
dritti oltre l’aratro
giovani alberi
crescono vicino agli occhi
di chi con mano gentile
li veste di ogni stagione
porta ancora il sapore
fatto di fiume
e chicchi di grano
caduti dal cesto intrecciato
forti cavalli arano
e muovono la terra
sotto i piedi dell’uomo
dritti oltre l’aratro
ora che il tempo sta andando
anche il vento scintillante
che correva su verdi colline
si ritira in pace
tra nobile saggezza
e fiera bellezza
la luna ancora suggerirà
promesse per un nuovo giorno
forti cavalli arano
e muovono la terra
sotto i piedi dell’uomo
dritti oltre l’aratro
un vecchio sta seduto
nessuno più lo vuole.
Il fiore oramai seccato
viene solo calpestato,
un foglio stropicciato
dalla pioggia vien bagnato
e tutto ha cancellato.
Il tempo è inesorabile
per fare confusione,
trasforma il cuore in odio
dimenticando l’amore.
Un ramo s’è spezzato
il freddo lo ha seccato,
poi il tempo ha fatto il resto.
Un pò di polvere nell’aria
e quel che stato è stato….
quando ancora senza voce
aspettavamo la pappa
per andare a dormire
senza moine
senza favole d’ascoltare
non erano ancora tanto di moda
e la mamma nelle stanze correva
perché il marito la chiamava
a disposizione per tutti i lavori
tramando del tempo
tramando dai nonni
Stanca, sfinita, arrivata la sera
la sua unica filastrocca
era una preghiera
che vicino a noi sussurrava
“ caro santo del nostro focolare
stai vigile e desto qui a vegliare
perché un bambino e una famiglia io possa accudire
anche domani ed i giorni a venire”
Lei era allegra e forte nel cuore
tutto questo la faceva cantare
il giorno dopo sola nell’aia, mentre al sole stendeva i panni
lindi, puri e profumati
che solo per noi, aveva lavati.
che ammanti improvviso
di un leggero piovasco la mia sera.
Usignolo della stanza
e di tre quarti dell'infinito.
Ora riposa la voce e
accendi le stelle
angelo dai ricci capelli dorati,
distenditi sul mio cuscino,
cosi che io possa vegliarti.
a Maria Grazia con amore...
lei si divincola,
allunga il passo, respira.
Lui vigile, tira la corda,
il nodo scorsoio si stringe,
lei arretra, imbrigliata.
Lui alza la voce,
sputa veleno,
lei abbassa la testa.
Chiede perdono
per il suo
“mea culpa”,
e non ti distrarre
questa notte
tutto può accadere
senza alcun preavviso
potresti incrociare il fuoco
o gli occhi del diavolo
ascoltare il fischiare
di vento e buio
questa notte
senza alcuna luna
lontano dalle stelle
potresti cadere
così tieni gli occhi aperti
e sfida le bugie
senza alcuna voce
lontano dalla musica
potresti cadere
così tieni gli occhi aperti
e sfida la fantasia
essenza della gioia o del momento nero,
procede dalle gote al suo destino,
sospinta dal cuore al suo cammino,
nasce dal profondo di una sola anima
questa goccia di splendore chiamata lacrima,
va in fretta ad asciugarla il dito
ma il suo solco scombina tutto l'infinito.
è inutile stringersi così forte da farsi male,
un abbraccio circonda, protegge, non soffoca.
I pensieri volano sempre,
ed il cielo è così infinito,
che a volte non si può fare a meno di perderne la direzione, il controllo
... e le parole che sono così veloci, troppo,
atterrano sempre prima.
Non servono lenzuola per amarsi,
a meno che non siano il confine
aldilà del quale la lontananza non sia già insopportabile,
dove basta solo allungare il braccio per trovare tutto.
Non si possono raccogliere le lacrime versate,
ma nemmeno inaridire i sorrisi,
togliere il volume alle urla,
ma nemmeno alle risate,
ridare voce ai silenzi ... sempre troppo lunghi,
oppure ammutolire le chiacchiere,
brividi che scorrono in un filo che non esiste più,
quando le ore passavano troppo in fretta,
divise dai minuti di un'assenza
che sembravano non accumularsi mai.
Cosi è che la sete arriva,
quando il fiume non offre altro che un letto desolato
fra due sponde troppo distanti,
sotto un sole di luglio,
dove il mare è ancora distante
e la pioggia deve ancora raggiungere il cielo
... e la notte arriva, comunque,
le stelle non hanno alcun rispetto
per chi trova in loro
l'eco delle proprie disgrazie
o la voce delle proprie speranze,
stendono il loro tappeto a beneficio di chiunque,
che sospirino o disperino sotto di esse;
e un nuovo giorno sta già venendo alla luce.
Nel chimerico avanzare
solo il vuoto assedia la mente
non vi è più forza dentro
soltanto rabbia nel cuore
Si colora di fosco il ricordo
e le scale sembrano infinite
pesanti adesso da percorrere
in questo dì affilato d’odio
Nessuna speranza al confine
nessun sogno nel cassetto
tutto è stato avvolto di dolore
reciso come rose spoglie
Un’odissea che non avrà fine
senza nessun obolo per il ritorno
da questo viaggio nell’angoscia
sotto la vista di un Dio che guarda
- e aspetta -
sono enfasi della notte,
trapelate dai sogni
semplicemente perse
e incartate in dolci sapori.
Le parole che non ti ho mai detto
hanno mille sfumature di tratti e di colori ,
di letture e di racconti,
di giorni ormai andati,
di toni innamorati,
di miele e di dolcezza ,
di neve e morbidezza.
Oggi ho un groppo al cuore...
Avrò ingerito
migliaia di parole!








