La ferita mai curata
Sei l' orgoglio e la paura,
l' incoerenza piu' ostinata.
Sei silenzio che mi culla
dentro ad occhi disattenti
Sei la rabbia che nascondi,
quella sete che non senti.
Sei le braccia che mi neghi
la passione che non vivi
Sei la fuga, l' intenzione
La vergogna, il mio dolore.
Ho inseguito i tuoi occhi
colore cane che fugge,
ho accarezzato le tue braccia,
ali di cartone
dispiegate verso
un volo estremo
di indifferenza.
Gocce di acciaio
lambivano il tuo volto
di landa desolata.
Getterò il mio cuore
oltre il calendario sgualcito,
oltre le spade dei tuoi capelli,
oltre le tue vuote sillabe
colore buio notte.
Di un inverno pungente
Che congela l'anima,
Mentre parliamo a denti sretti
Di ovvieta' sterili
Distratti dai nostri infiniti
monologhi mentali Repressi.
Mai cosi distanti
I nostri cuori, i nostri sguardi
A caso nel vuoto
E lo stomaco si stringe ancora nel rivederti
E le farfalle muoiono.
Celebriamo il nostro funerale,
Di noi non rimane che una scintilla:
Ceralacca di un amore andato a male.
entra in ogni fessura
trafigge gli occhi senza infastidire
cancella tutto, per ripartire
Nero, come la profondità, come l'universo
come un gesto avverso.
Il buio, copre la luce e diffonde il silenzio
come d'incanto merita rispetto
Nero come in un pozzo, come la notte
come in fondo al mare
Il buio, elimina le diversità
i colori, cambia i sentimenti
gli amori
Nero, come fuliggine, come fine di brace nel fuoco
come catrame vischioso,
come manto fumoso.
Il buio, saggia la paura
evoca lacrime e sente tremori di freddo.
Nero, tutt'intorno come ogni giorno.
Dov'è la bocca che usi per baciare?
In un angolo squadrato del tempo.
La gomma che continui a masticare
ora più che mai non mi lascia scampo.
Dove tutto sfuma e la faccia è informe
le bambole spennellano veleni;
e quel presentimento così enorme
affoga per errore in mezzo ai seni.
Momenti d'orrori e bocche contorte:
la palla di fieno è arrivata in città;
la sua presenza che bussa alle porte
non sa che in suo onore nessuno aprirà.
Così non richiama un vento più forte
e senza capirlo è lì che resterà.
in quegli occhi chiusi
persi chissà dove
nulla scalfisce il respiro
le mani stringono
quanto di più sicuro c’è
tra ali colorate
e musiche fantastiche
voli e vai
dal terra al cielo
ed ancora più in su
voli ancora
tra vento di stelle
attraverso le onde
voli e vai
uno scherzo a Capitan Uncino
in volo con Peter Pan
tocchi regni infiniti
di neve coperti
insieme alla notte
con i tuoi eroi
per non avere paura
riposa e sogna,
piccolo mio
è abbraccio d'amante
avvolgente, sicuro
Azzurro di cielo confuso in voce d'onda,
salso bacio
Si stagliano nel sole gonfie vele
sospingono al largo i pensieri
Ah, potessi perdermi nell suo immenso
senza rimpianti o ritorno
mutata in marina creatura,
là dove il pescatore di sogni
non può raggiungermi
per te
non è mai nato.
Mai stato un germoglio
da accudire,
da annaffiare,
da proteggere,
mentre cresce,
dalle intemperie della vita,
dal gelo dell’indifferenza,
dagli sguardi di chi
non può capire e calpesta
senza timore, senza pietà alcuna.
Il mio amore per te
non è mai nato.
Non ho sentito il suo vagito,
il suo fragile respiro
perché mi tenga sveglia di notte,
vegliando la sua esistenza.
Il mio amore per te
è arrivato con la coscienza,
già grande, immenso,
consapevole della sua forza,
come un tuono
che irrompe nella tempesta.
Il mio amore per te
sognava gli orizzonti
e non piangeva,
non pregava,
non cadde mai,
nemmeno davanti
al dolore.
Il mio amore per te
non sente le stagioni.
Il tempo
che mi oltrepassa
raccoglie i resti
delle mie emozioni
e, di notte, torna
in una carezza
per chiudere i miei occhi,
stanchi.
i miei gabbiani nella stanza,
e le ore
che ricoprivano
i nostri frammenti
dispersi
in emozioni senza fine.
C'erano i volti
e i passi felici
verso le tue mani
colme di desiderio.
C'erano rumori
di sorrisi e cantilene ipnotiche.
Dove sono finiti
questi gabbiani,
speranzosi e bianchi,
forse nelle gabbie del domani?











