e noi raccoglitori
dell'ultimo frutto prima del lungo sonno,
stanchi in rientro da labirinti di filari,
nascondiamo nettare
tra le pieghe dell'anima,
ubriachiamo gli occhi di luce in lotta con il buio
ed abbandoniamo mani in vendemmia
a strappare acini
come pensieri al calar del sole.
sogni nefasti
Lei non c’è,
e chiudo il cuore,
non c’è nessuna,
fragore tra le rocce
tempesta in mezzo al mare,
uragano fra le piante,
non c’è nessuna,
inferno in questa vita
dove il tempo
è destinato
a trapassare maledetto.
Il cielo con le stelle
La luna e le più belle
Immagini del cuore
Di quelle che non scordi
Che vibrano gioiose
Profumi delle rose
Che chiamano i ricordi.
Stanotte son d’amore
Le languide carezze
Che come dolci brezze
Svaniscono in un fiore,
Stanotte la passione
Mi fa tirare avanti
Perché sono importanti
Realtà ed illusione
E provo ad inventare
Un bacio dolcemente
In un evanescente
Amplesso da copiare
Al mondo ed alla vita
Alla rigida natura
Che piena di paura
Non è mai concepita.
Sporti sul ponte guardano nel cielo,
i bambini scendono dalle giostre:
si aspetta lo stravagante sfacelo
bisbigliando tutte le cose nostre.
In migliaia stanno seduti al fiume
e c'è chi si lamenta ché non vede;
qualcuno si bacia al primo barlume
e non guarda se davvero succede.
Al primo botto è stupita la voce,
al primo botto è iniziata la fiera,
quel poco vento è l'inverno precoce.
Cani impauriti nella polveriera
e in città si affacciano a Santacroce:
qualcuno accoglie un'altra primavera.
che è l’omo che se ‘nventa la religgione
pe’ smania de potere e p’esse padrone
de li sentimenti e penzieri della popolazione,
come si nun bastasser la politica e la morale
mò ce se mettono puro l’imamme e ‘r cardinale.
Io me meravijo de come er padreterno
ch’è infinitamente bono e fonte de pace
possa scaraventà li pori cristi all’inferno
o comannà d’ammazzà l’artri come ‘n rapace.
Mesà che ‘r paradiso lo vedemo cor binocolo
ciaveva preso Carlo che allora è l’oppio der popolo.
La religione, quella unica e sincera,
nasce da sola drent’ar core,
e come ‘n fiore a primavera
quanno sboccia nun fa rumore,
è quella che quanno vedi le stelle
te fa volà in braccio ar creatore,
t’accorgi che sta ‘n tutte le cose belle,
è quer sospiro profonno che se chiama amore.
una lingua di Costa Brava
sotto l'occhio che ho guardato
mi ha fatto animale d'oblio
vegetale d'oblio
minerale d'oblio
fantasia scienziata di gas
una puntina azzurroonda di tempera
ti si è alzata dal viso - bonsoir ma cousine -
a rasserenare il mio sgabuzzino.

come bozzolo scarnificato
ai margini di una mulattiera.
Ascolto il suono del vento,
tocco il battito della terra,
ricevo consolazione dalla pioggia
e mi scaldo dinanzi al focolare.
Schiamazzi in notturne cavità,
ululati vaghi,
accompagnati dal cigolante oscillare
d’insegne stradali.
Ribellione e trasgressione
come germogli d’umanità.
Voci ruggenti
da spazi indefiniti,
silenziosi tremori
e sorde paure.
Nell’oscurità
la brezza mi sfiora le gote
e il rumore dei polmoni
mi entra nel cuore.
Con prudenza
assaporo
la possibilità di dormire.
Se ti vengono a chiedere
cos'è normale, qual è la giusta via,
tu non rispondere, fai solo cenno di tutta la pazzia
che in questo mondo marcia lontano,
si espande alla velocità del suono.
Ma poi digli di fare un giro in città!
Chissà cosa accadrà, fra tutta quella gente
sporca nella mente che ha perso l'onestà,
che si è ormai corrotta e cerca un posto
dove vivere.
Se ti chiedono cos'è di fatto la libertà
tu rispondi che è una scatola
o una pubblicità per incitar
le folle nelle rivoluzioni a scuola,
una canzone strana,
un groppo sempre in gola
perché a volte nella storia
muore perfino il narratore
Cadendo lì!
Perché questa mia città è proprio
così, piena di grattacieli
e gente stanca e ferma
dietro i suoi miti unici.
Non c’è più senso!
Lo dice anche la TV,
Non c’è più senso negli uffici di Lassù,
Non c’è più senso –i giornali dicono-
Io concordo, già vivere è un miracolo!
Perché serve una rivoluzione di tutti gli ideali,
una nuova riflessione, di cambiare i nostri pensieri:
Tutti quei politici che si lamentano
inutilmente, una villa e una piscina
e poi gliene frega niente di tutta quella
gente che da sola per la strada va
ad alzare palmi e pugni credendo sia la libertà!
Ma svegliatevi ragazzi, non è proprio così,
dobbiamo appenderci alle statue
e migliorare questo posto qui
La nostra Città!
Non c’è più senso,
questo io penso: gli uomini hanno distrutto la Civiltà!
Con palchetti angusti nella nostra città.
Non c’è più senso e ognuno si rifiuta
di aprire la persiana e guardare chi lo saluta.
Alla fermata della metro ci vive un mio amico,
si chiama Mohamed e viene con un tir dal Pakistan;
intanto il nostro sindaco troppo bene lui sta
e ci invia la polizia per un blitz,
per mandarli via!
La gente intanto ha perso la ragione,
nella notte è diventata padrona e schiava
del capitale; nessuno si vuole bene,
è amico del denaro; perdono di vista
le persone,
si cercano un nuovo faro
e mentre tutto va come deve andare
io per purificarmi mi prostro ai salassi,
visto che è il male la nostra energia vitale!
dal mio sorriso,
esco per tornare
alle rade distese
di silenzi immani
dove il vuoto e la luce
si sfidano in una danza eterea
e impalpabile,
oltre i cieli del ricordo terreno.
Esco dal tuo sonno
perché un giorno infinito
mi attende,
vestito solo di elementi essenziali,
di petali di luna,
di memorie nascoste nei fossili.
Esco dal mio domani,
dal dominio dei tempi abissali
che ci sovrastano.
Esco dal tuo candore,
così per un attimo
non sarò vittima
del tuo paradiso.
tre ninnananna udìi nel profondo dei suoi respiri.
La sinfonia delle sue note sprofondavano
tra cuscini bianchi imbambolati:
odorava di fresco e di rugiada la curva morbida dei suoi pensieri,
a me inaccessibili.
Non osai,
pensai,
ripensai,
riflettei a lungo,
nell’ attesa di un suo improbabile risveglio.
M’addormentai, sedato dalle mie illusioni.
ora per noi
tante, ma diminuiscono
poco a poco fra idee
che appaiono stanche
di sentirsi attaccate
da suole
di terre spezzate
tra gemiti ed impulsi
spezzati, che coraggiosi
lottano per un futuro
sicuro, in lamine d'acciaio
rivestite da quella protezione
che vorremmo tutti avere





