sfiora il blu ed il rosa
vestiti di sola pelle
animano le ombre della luna
un bacio una carezza
un effluvio d’amore
sboccia tra forti respiri
e abili intrecci
gambe che seducono
e poi stringono
mani che fremono
e poi afferrano
tra il sapore fresco notturno
ed il profumo intenso
dei minuti che passano
il tempo si ferma a guardare
semplice malizia
disegna ancora figure
che scivolano tra lembi di seta
fino a raggiungere il profondo
il passo fino alla sideralità
e sempre più sicuro
in vitale gocciolar di stelle
si raccoglie in salida d’amor!
Sussurri di mare
salutano le nuvole
robuste nel presentarsi
allo specchio del mare.
Nel mirare il mutamento
del colore dell’onde
mi ritrovo senza
motivo al ricordo
fanciullesco.
Nei giorni precedente
il Natale era obbligo
d’ogni massaia rinnovar
Il pagliericcio,
caro giaciglio di
foglie di granturco,
voluminoso e fresco.
Il ramo del pino
dal taglio fresco era già pronto
nell’angolo preferito con
l’attesa di qualche castagna,
caramelle morbide
dal sapor dell’amarena e qualche
arancia profumata .
nelle mani senza età
lontano dall’addio
obliato nel pianto
Sorridono i pensieri
scemano esili nell’etere
strisciando tra le ortiche
e aroma di gelsomini
Evase carezze
rinchiudono l’amore
avvolgendo il volto
di allegra finzione
Temporeggia l’attimo
sul tocco d’inferno
sale alto l’urlo
tra fango e acqua
Non abbiate fretta di accendere le luci,
né
io toglierò la mano, perché io non ho il diritto
di lasciarvi in quel regno del silenzio
di ombre,
ma le lucette colorate appese ai rami
vorrebbero brillare scaldare
si mescolano nel dolore della terra
senza sogni sparisce il Natale
senza poesia non c'è battito
ne fuoco nel cammino
solo una barriera di giorni uguali
in dipendenza da una realtà
che ci contiene
irraggiungibile è
la stella in cima all'albero.
che scorra morbidamente
come questa foglia nel mare della vita
senza vento, ne scottature e nessuna ferita
senza turbamenti e neppur una lacrime
desidero la trasformazione dal buio alla luce
che risplenda e sia fiera di tutto ciò che tocco
con tutti i miei sensi
Vita, regalami una giornata leggera.

e danze della luna
sotto quel mantello
tante gocce colorate
dietro quel cappello
grandi storie disegnate
tra solstizi di nuove stagioni
e solenni celebrazioni
dietro quella barba
minuetti e bourrèe
sotto quelle dita
vibra forte l’argento
tra raccolti della luna
e antiche giostre d’amore
sotto quel ritmo
onde di un magico bosco
dietro quella melodia
note per u n magico incantesimo
danzeranno ai tuoi occhi
veleggiando da una terra all’altra
dipingendo strisce dei tre colori
distilleranno amore e natura
cantando da un palco all’altro
dipingendo di bianco rosso e blu
suona ancora menestrello
fino all’evanescenza dei dolori
suona ancora menestrello
fino al fiorire delle rose
suona ancora menestrello
fino al rinascere dell’acqua
ed io ti seguirò
Poeta forse non lo sai
ma lo svolazzare nascosto
dei versi posati
di fiore in fiore
non daranno gioia
al tuo cuore.
Nei ricordi del tempo
con il passar degli anni
i rimorsi oh poeta
ti assilleranno
ed è così che poi
ci sarà la morte nel cuore.
Ci liberiamo dei fardelli
chiunque li seppellisce
nel suo mondo avvilito
contorcendosi nelle solitudini
avverse, impedendo di aiutarci
a stemperare collere infreddolite
dalle intemperie, di una lacrima
calda, che accarezza le guance
intorpidendo i pensieri delusi
di non essere arrivati al dunque
e ad accedere al diaframma
della maculata esperta conoscenza
nell'idilliaca sfera, fosforescente
oltre i cieli dell'amore
universale
nei vicoli della notte
sussurrando " T'amo"
mi troveresti ad irrigar
pensieri
nel profumo di un
giglio
nel canto del mare e
nella fredda bruma
in cui varcar dovrai
la mia coltre bianca
gocciolante di fresche
note di rugiada...
Se potessi
accenderei il sole
fino all'eterno giorno in cui
mi diresti:
"Stringimi forte al cuore!"
Desideri,
contro la solitudine
sul campo appassionato della paura. Tutto tace.
Schierato è il silenzio , alleate le tenebre.
La realtà resiste,
ma notti insonni prevalgono.
Armata di sogni,
contro volubili incubi.
L'alba della vittoria appare all'orizzonte..
sbiadita.. scolorita..
Ancora lontana..opprimente distanza tra magre consolazioni.
Assetate le anime
di vendette di indifferenza.
Fissi gli stendardi della dolcezza..
Non abbiamo più patria.
Siamo noi la nostra gloria,
la nostra vittoria.
Trionfano pallide e timide carezze,
sulle carcasse del dolore
Forse nessuna guerra si combatterà,
forse nessun accordo sarà stipulato.
Fame rabbiosa della nostra essenza
osa l'impossibile.
La guerra è finita.
La pace sia degli altri..
L'Amore sia per noi.
Apparteniamoci!
il tempo del chiarore
incastrate tra gli aghi
del pino verde senza olezzo
e senza pece.
Nel sereno delle
notti le lampade come stelle
brilleranno e tra i rami
scalderanno i nidi
di carta nascosti tra le pigne
mentre il pettirosso muto
ingannerà il tempo.








