Ti rivedo
ed hai il viso scolpito
e silenzioso.
e silenzioso.
Un frammento d’alba
tramontato.
Sei voce del mare.
E come il mare mi accogli e
mi allontani.
Tu sei
come quella schiuma
che scandaglia e da ristoro
ai fondali grigi
della mia vita.
Manchi .....
Tu sei
come quella schiuma
che scandaglia e da ristoro
ai fondali grigi
della mia vita.
Manchi .....

8 commenti
Non credo nei sapori sciapi e in tutto quello che non ha gusto. Non credo in ciò che non vedo, non sento e non ascolto. Credo di più nella mia ombra che umile e servile si stende ai miei piedi e mi scimmiotta i movimenti, che in tutto ciò che non ha senso e che non c'è. Non credo agli uomini mascherati, ai falsi sorrisi, alla ricchezza vestita di indumenti laceri. Credo al non vedente quando mi parla delle sue immaginarie visioni, al sordo che canta note stonate, al povero che mi racconta i suo fasti e al folle che mi parla dei suoi fantasmi. Ho ragione di voler credere solo a ciò che sento, se voglio continuare ad avere fiducia in quello per cui vale veramente la pena credere.
Ti guardo,
quando chiudi gli occhi
e diventi Re,
e diventi mio
fin nell’ultima profondità.
fin nell’ultima profondità.
Un solo corpo, una sola vita,
la mia, la tua.
…Ti guardo e mi confondi ,
l’istinto mi ordina carezze e baci
sulla tua fronte, e la tua bocca virile.
Sento l’amore, che ti fa chiudere le palpebre,
lo vedo sgorgar dalle tue ciglia,
lo leggo nella vibrazione rossa della pelle,
nella voce, che non è più la tua
come fosse percorsa da un piacere micidiale…
…e ti ricordo, eri il mio Re!


E’ una storia intricata, una storia malata.
In un angolo del meridione
uno di quelli con le case senza intonaco
con l’acqua che arriva una volta al mese
e con più muli che automobili.
Quando il sole è a picco
si libera una nebbia leggera e dorata
È una storia intricata, una storia malata.
Lui è un fotografo, un uomo di spicco
lei sembra un’attrice del cinema muto.
Amici di famiglia, mezzi parenti
la vendemmia fu galeotta
e qualcuno fu complice in quell’affare.
E’ una storia intricata, una storia malata.
Poi come capita spesso a quelle latitudini
andarono via contro il volere di tutti.
Il peccato mortale fu che lui
aveva la stessa età dei genitori di lei.
Il perdono non arrivò mai
nemmeno in punto di morte.
E’ una storia intricata, una storia sbagliata.
Lui non fece in tempo a vedere la fine
della storia, salutò presto questo tempo
lei sta ancora aspettando di raggiungerlo.
Mio nonno l’ho visto in una sola occasione
per mostrargli suo nipote
era paralizzato e vecchio
ma non aveva cambiato idea.
E’ una storia intricata, una storia sbagliata.
Di mia nonna ricordo i suoi occhi
non ho più rivisto uno sguardo
carico d’odio come quello. Sono
stato al suo funerale, ma il fratello
di mia madre non ha voluto
condividere con me l’ultimo saluto.
Era l’unico erede, il meschino.
E’ una storia intricata, una storia malata.
E’ mia madre l’ultima testimone di quei fatti
qualcuno dall’alto forse ha espresso
il suo giudizio oppure è solo un caso.
Va bene lo stesso, la vita è proseguita
il dolore è rimasto. Chissà se si sono mai
pentiti di ciò che hanno fatto.
E’ una storia intricata, una storia malata.
In un angolo del meridione
uno di quelli con le case senza intonaco
con l’acqua che arriva una volta al mese
e con più muli che automobili.
Quando il sole è a picco
si libera una nebbia leggera e dorata
È una storia intricata, una storia malata.
Lui è un fotografo, un uomo di spicco
lei sembra un’attrice del cinema muto.
Amici di famiglia, mezzi parenti
la vendemmia fu galeotta
e qualcuno fu complice in quell’affare.
E’ una storia intricata, una storia malata.
Poi come capita spesso a quelle latitudini
andarono via contro il volere di tutti.
Il peccato mortale fu che lui
aveva la stessa età dei genitori di lei.
Il perdono non arrivò mai
nemmeno in punto di morte.
E’ una storia intricata, una storia sbagliata.
Lui non fece in tempo a vedere la fine
della storia, salutò presto questo tempo
lei sta ancora aspettando di raggiungerlo.
Mio nonno l’ho visto in una sola occasione
per mostrargli suo nipote
era paralizzato e vecchio
ma non aveva cambiato idea.
E’ una storia intricata, una storia sbagliata.
Di mia nonna ricordo i suoi occhi
non ho più rivisto uno sguardo
carico d’odio come quello. Sono
stato al suo funerale, ma il fratello
di mia madre non ha voluto
condividere con me l’ultimo saluto.
Era l’unico erede, il meschino.
E’ una storia intricata, una storia malata.
E’ mia madre l’ultima testimone di quei fatti
qualcuno dall’alto forse ha espresso
il suo giudizio oppure è solo un caso.
Va bene lo stesso, la vita è proseguita
il dolore è rimasto. Chissà se si sono mai
pentiti di ciò che hanno fatto.
E’ una storia intricata, una storia malata.

Impressione ondivaga
che varca
l’indagine d’immaginoso
estrapolando
precise linee d’una nicchia
a forma di pensiero
S’accorpa
sul fumento trasparente
d’una logica
tracciando l’idea
Leviga nugoli indecisi
nel saggio corposo
risalente all’aroma
d’un lontano karkadè...
da gustare sull’attimo
per la sua volatilità
Ovunque ti cerco,
gli occhi scrutano stanchi
nelle strade ch'esploro
ma il tuo cammino
non ha tracciato orme
e la mia speranza
diviene sempre più vana
nei giorni che si srotolano
e si accavallano silenti e tristi...
Sento sempre più la voce del dolore
e dell'angoscia che non sia più tu
il mio presente agognato
lungo quel percorso che non feci.
La notte mi ritrovo sola
in una spirale di pensieri
che intristiscono il mio io.
Né luna e né stelle
effondono luce da incamerare
per il mio povero cuore
spinato di silenzi e di solitudine
che come pulcino abbandonato ed affamato
non ha più la forza di pigolare.

La storia?
I nostri avi!
I nostri avi?
Il nostro sangue!
Il nostro sangue?
La nostra vita!
La nostra vita?
Il nostro patire!
Il nostro patire?
Il nostro sacrificio!
Il nostro sacrificio?
Il nostro realizzare!
Il nostro realizzare?
Il nostro orgoglio!
Il nostro orgoglio?
Il nostro felice!
Il nostro felice?
Il nostro esultare!
Il nostro esultare?
La nostra bandiera!
La nostra bandiera?
Il nostro sventolare!
La storia?
Uno sventolare,
un’unica bandiera,
per un unico popolo!
La storia?
Solo fratelli,
sempre fratelli,
nell’oggi,
nel domani!
La storia?
Una fede espansa,
per un universo giubilante,
nell’infinità quotidiana,
nell’infinità Divina.
La storia?
L’aurea firma del nostro cammino.
La storia?
L’estate giocosa del nostro esistere?
Mi accompagna così
questa stella,
la mia amica
non nasconde mai
nulla.
Mi accompagna ogni notte
e se spengo la luce
ed io dormo
lei è sveglia
e mi veglia.
La mia stella...
Di lei posso solo fidarmi
non mi gira le spalle,
mi aiuta nei momenti
un pò bui,
quando non riesco più a pregare
perché la mia mente
ha troppo da fare.
La mia stella
è così,
sta nel centro del cielo
e un pò a destra
del mio cuore.
Mia compagna da una vita
nei silenzi e nei risvegli
dei miei sogni...
non nasconde mai
nulla.
Mi accompagna ogni notte
e se spengo la luce
ed io dormo
lei è sveglia
e mi veglia.
La mia stella...
Di lei posso solo fidarmi
non mi gira le spalle,
mi aiuta nei momenti
un pò bui,
quando non riesco più a pregare
perché la mia mente
ha troppo da fare.
La mia stella
è così,
sta nel centro del cielo
e un pò a destra
del mio cuore.
Mia compagna da una vita
nei silenzi e nei risvegli
dei miei sogni...
Un prisma e l’arcobaleno
nel cielo liquido e trasparente
di un mattino sfuggente.
Sono note speziate di liquore
d’annata, languori del destino
calici d’ambrosia e sapori
rarefatti di letti disfatti
la sveglia dannata del postino.
C’è il cuore che batte e la corsa
a perdifiato, il tempo della follia
e il denaro speso con allegria
il disagio, l’eclissi e la morsa
del potere, il cielo infinito
e la morte, un coro scolpito
un brivido freddo nelle ossa.
Schizzi e colori chiazzano il cielo
tu pensi sia amore e sorridi
io ci vedo una mucca e quindi
sto zitto, alla fine scegli il velo
da sposa, dici, è il mio dono per te.
Non te la prendere se ho deciso
così, scelgo di fare buon viso
a cattivo gioco e metto su il caffè.
L’uomo che brucia non è un trucco
è solo una fotografia a colori
già mi manchi, ti vedo, sei li fuori
ma è come se fossi assente, il succo
è questo ed è un vero peccato
che debba finire così, proprio
sul lato oscuro della luna, sono sobrio
non ricordo molto, ma qui ci sono stato.
nel cielo liquido e trasparente
di un mattino sfuggente.
Sono note speziate di liquore
d’annata, languori del destino
calici d’ambrosia e sapori
rarefatti di letti disfatti
la sveglia dannata del postino.
C’è il cuore che batte e la corsa
a perdifiato, il tempo della follia
e il denaro speso con allegria
il disagio, l’eclissi e la morsa
del potere, il cielo infinito
e la morte, un coro scolpito
un brivido freddo nelle ossa.
Schizzi e colori chiazzano il cielo
tu pensi sia amore e sorridi
io ci vedo una mucca e quindi
sto zitto, alla fine scegli il velo
da sposa, dici, è il mio dono per te.
Non te la prendere se ho deciso
così, scelgo di fare buon viso
a cattivo gioco e metto su il caffè.
L’uomo che brucia non è un trucco
è solo una fotografia a colori
già mi manchi, ti vedo, sei li fuori
ma è come se fossi assente, il succo
è questo ed è un vero peccato
che debba finire così, proprio
sul lato oscuro della luna, sono sobrio
non ricordo molto, ma qui ci sono stato.
Fin da piccolo ho cercato un sogno,
una piccola speranza, quella speranza di diventar l'uomo che sono.
E quel sogno, una volta trovato,
l'ho tenuto stretto al mio petto facendolo mio.
Forse, è grazie a quel sogno
se oggi riesco a commuovermi e piangere.
Se oggi riesco a distinguere la mia vita fra le altre.
Se oggi riesco ad amare come si ama realmente.
Se oggi riesco a trovare il coraggio di perdonare e perdonarmi.
Forse, è grazie a quel sogno
se, osservando il cielo, riesco ancora a distinguere i colori dell'arcobaleno.
una piccola speranza, quella speranza di diventar l'uomo che sono.
E quel sogno, una volta trovato,
l'ho tenuto stretto al mio petto facendolo mio.
Forse, è grazie a quel sogno
se oggi riesco a commuovermi e piangere.
Se oggi riesco a distinguere la mia vita fra le altre.
Se oggi riesco ad amare come si ama realmente.
Se oggi riesco a trovare il coraggio di perdonare e perdonarmi.
Forse, è grazie a quel sogno
se, osservando il cielo, riesco ancora a distinguere i colori dell'arcobaleno.
chi sono, cosa vogliono, che complottano
stiamo attraversando dei pericoli
attenzione agli ostacoli
lentamente vogliono ucciderci
ma non ci abbatteranno
non ci avranno
voglio un mondo piu' civile
dove i sogni vivono di vita propria
voglio un mondo piu' gentile
dove il colore sostituisce una scoria
ho paura che la direzione sia sbagliata
dobbiamo cantare la stessa canzone
qualunque sia la nostra religione
la nostra religione
chi sono cosa vogliono da dove vengono
uccidono e non ti avvertono
dobbiamo sconfiggerli subito ora
non piu' lacrime
non piu' dolore
solo respiri felici
non piu' dolore
solo anime colorate
che si godono le giornate
senza paura e ansia
chi sono cosa vogliono e cosa vogliono ottenere
noi vogliamo solo il bene
solo il bene
stiamo attraversando dei pericoli
attenzione agli ostacoli
lentamente vogliono ucciderci
ma non ci abbatteranno
non ci avranno
voglio un mondo piu' civile
dove i sogni vivono di vita propria
voglio un mondo piu' gentile
dove il colore sostituisce una scoria
ho paura che la direzione sia sbagliata
dobbiamo cantare la stessa canzone
qualunque sia la nostra religione
la nostra religione
chi sono cosa vogliono da dove vengono
uccidono e non ti avvertono
dobbiamo sconfiggerli subito ora
non piu' lacrime
non piu' dolore
solo respiri felici
non piu' dolore
solo anime colorate
che si godono le giornate
senza paura e ansia
chi sono cosa vogliono e cosa vogliono ottenere
noi vogliamo solo il bene
solo il bene
Come siete ora voi, pensieri miei
un po’ scritti, un po’ dipinti.
Com’è cambiato presto il passo!
Com’è cambiato presto il volto!
Siete… seri, e anche noiosi!
Conosco cento gialli, cento rossi, cento bruni,
e cento altre sfumature ancora.
Ma non riesco a indovinare né imitare
la tonalità radiosa, il puro scintillio,
il bianco e fresco ardore
di quella breve gioventù,
senza mai pensieri...
senza mai pensieri...
...Senza mai falliti sentimenti,
senza idee avvizzite o anche appassite,
senza, solo voi, pensieri miei…
…soli, a farmi compagnia!

Sei il mio buio che si frantuma
in voli alti di rondini la sera
mare che compone l'armonia
con la sua soave melodia
accompagnando l'onda d'ogni pensiero.
Portami con te nelle profondità
dei tuoi gesti illuminati,
innalzami in intimi voli
tra gl'inesplorati varchi del tempo
che siano eterna brezza
essenza del tuo io d'immagini gioiose
che illuminino le mie ombre
attraverso corolle di vivida luce.











