Ascolta la mia voce, il suo richiamo!
Magnifico pensiero il tuo ricordo caldo
mosaico sospeso in labirinto spazio tempo
muto alveo scavato sotto il cuore
dove l’emorragia nasce malinconica
per esondare linfa d’anima fertile d’echi.
Ferita soffre l’usura del tempo
la memoria che nulla può sul mio amore
avvinto al fato così muto al periglio
ostinato ad attendere il ritorno
dettato ossessivamente dal rimpianto.
Se solo tu sapessi: mai perduto
vivi eterno calice del mio dolore
abbeverato oblio al candore
corpo vivo dov’ ora io dimoro.









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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Che  io sia innamorata di me stessa,
    è cosa certa, e tanto meno, mi stupisce.
Mi appartengo…semplicemente,
per  appartenerti!

   Se io smettessi  per un solo istante
dovrei  lasciarti lì …
senza renderti divinità!

  E quel che il mondo profano
 giudica  espressione
 del più prosaico amor proprio,
per i tuoi occhi consacrati
      ora è visione del più completo annullameto
del mio Io...

Io,  che divento povera
perché sei la mia ricchezza;
che  nulla voglio e nulla chiedo
in questa  nostra  rara,
 assoluta, appartenenza .

   Non possiedo nulla più,
 perché possiedo te.
 Non esisto neanche più!
Finisco di essere….
...per eser solo tua!






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Profilo Autore: Hera  

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A chi appartiene il mio cuore?
troppe volte mi sono chiesta 
chi fosse la persona giusta per me,
troppe volte ho immaginato il mio futuro con te.
Ma ora non so.
Come un fiore che perde i suoi petali al vento
io mi sento,
una piccola parte va via
legata a qualcuno, che la rapisce.
Io non lo so.

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Profilo Autore: Annalena  

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Nella città delle stelle 
gli Imperatori
salutano il Sole

le ragazze
con gli occhi scuri  
hanno i capelli celesti
gli uccelli 
fanno colazione 
tra i passanti 

Di notte
le parole vanno da sole 
non servono intendimenti 
credimi
è stato difficile 
non avere certezze 
è stato semplice
dissacrare le emozioni 

I marmi
sono troppo lucenti   

hai ragione 
Ma tu...
lasciami così

a respirare 
quei raggi di luna 
i crocifissi oscillano
e sarà il vento

Continuavo a cercare

te dentro di me 
ma non era il momento 
e non è questione di valori 
se non credo
più al tuo inferno

la fusione
non è spesso una vittoria 

Le foto ti osservano 
la luce negli specchi confonde 
ha troppa profondità

La linea orizzontale 
e quella verticale 
l'influsso dei pianeti
e l'universo stesso
a fare da arbitro


Mi imploravi di crederti .
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

Questo autore ha pubblicato 221 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Si spengon le nuvole

come lanterne di grano

ed un merletto di sole

incipria acquitrini di marzo.


I campi son pistilli di diamante,

verniciano rugiada di ciliegio

ed una farfalla trema all’orizzonte

come battito d’autunno d’inverno.


I tetti falciano lacrime di foglie,

le panchine son diari d’amore,

si spengon le nuvole

come lanterne di grano.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1078 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Cavalco nuvole infinite
nei cieli dei sogni.
corro felice
sicura che la meta
mi renderà felice.

Nonostante molte stelle
mi chiamano,
nulla distoglie
l'attenzione
al mio cammino.

Cerco il nulla,
cerco tutto,
cerco la vita,
cerco felicità,
e serenità
dove tutto
fa pensare al buio.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

Questo autore ha pubblicato 815 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Le ore senza di te
Passano lentamente,
Producono pensieri
Generano ansia
Creano Attesa e... desiderio...
E cresce la Voglia
Di vederti.
Di stringerti
Di baciarti.
Un bacio, calma i pensieri irrequieti.
Una carezza riporta alla mente
Parole,
Emozioni...

E il desiderio di stare con te non cessa.
Non so cosa riserva il futuro,
So solo che ti voglio con me.
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Profilo Autore: Luca18  

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Saranno piene di te,
queste pagine,
come i miei occhi,
come il mio cuore.
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Profilo Autore: Annalena  

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Mi sazio
con una manciata di luce.

Per gonfiarmi il petto
intingo le mie mani
nel fresco rifugio

e m'incanto ad ascoltare
il suono arcano infinito
del mare.


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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C'è una dolcezza nel vivere le cose
che solo chi ha sofferto conosce

trasformare la rabbia e la delusione
in quieto sospiro
come passare al setaccio il fango
per tenere solo piccole perle di luce

far decantare il dolore
come alta marea dell' anima
per poi raccogliere stelle marine
sulla spiaggia baciata dal sole

non pensare alle burrascose onde ormai lontane
ma alla dolce musica della risacca
dimenticare il vento freddo di tramontana
per farsi accarezzare dalla dolce brezza che sempre arriva

uscire dall'ego
e gioire per esserci ancora
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Profilo Autore: nicoletta  

Questo autore ha pubblicato 17 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E’ necessario che io trovi la forza
di riaccendere i miei versi!
   Ora, che il silenzio del vuoto è intorno a me,
ora, che la musica si è placata,
e pesanti  son le movenze dell’anima
che rallentano i versi del mio vivere.
Voglia il cielo allearsi a me
attraverso le parole!
Che sappiano sedurre, illuminare,
cogliere il ritmo pacato del cuore che sente
 e dell’occhio che vede.
 E’ necessario!
 E' necessario…
…sperando che ci sia ancora
 un’ingenuo  lettore disposto a leggermi.
  Quale ricompensa ricevere, sennò?
Quale angelo inesistente
mi potrebbe mai porgere aiuto
dopo aver letto tutta la pura verità
e il tormento che comporta la poesia?
Spero che ci sia ancora
un lettore disposto a leggermi…
a…farmi compagnia!


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Profilo Autore: Hera  

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Lapislazzuli d'azzurro bacio
ed un sorbetto d'uragano di ginestra
adornavano stanche lacrime di nuvole
ed una nevicata gemmata d'arcobaleni
parafraso' pergolati d'inverni dismessi
fra stoviglie allattate di virgole di sale.

Fra i riflessi del mattino intonacati
un raggio infuocato d'estuario d'aurora
intarsiava capigliatura di claudicanti finestre
ed amorfi calici ubriachi di luce
s'acciottolavano come raggrinzita scorza di sole.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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È MORTO MIO NONNO

mentre compravo dolci e aspettavamo la sborrata del brachetto

 

è morto mio nonno

 

e nel mio mondo è morto 30 minuti dopo

non c'era linea a Camella

 

ritorno a casa, senza che lo dico proprio, pioveva

e c'erano strane folate di vento

e in casa c'erano tutte le finestre aperte

come in un rito pagano balenato nell'iperspazio della mia credulità ardente stelle comete incendie

ove l'anima si disperde a folate dal corpo involucro morto

di mio nonno sbiancato

elegante come ai tempi in cui non avrei potuto assistere

 

è morto sì è un ritornello mio nonno

 

ed io non ci sto capendo un cazzo

non è facile collegare 99 più 27 anni

e ho tante immagini dietro i vetri delle finestre aperte

che si confondono con il cielo dietro, senza che lo dico proprio, grigio

 

alla fine è successo come quando ero zico zico

sarà morto un migliaio di volte

una per tutte le volte che ci siamo guardati.

 

OH OH OH, hai la mia mano che stringe la tua tremante

mano tremante infinitamente meno fragile della mia forte

nonno, io ti tengo la mano fragile l'appiglio

oh oh oh sono così debole vicino al tuo diventare carta

oh oh oh nonno,

sono  io ora il tuo appiglio che ti tiene al mondo?

o sei tu, sempre tu, ancora tu

a non farmi evaporare with you?
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Profilo Autore: Kenji  

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In sinuoso

lungo il muro dell'autorimessa,

scava nell'interno

che rimane al buio notte

e che di giorno resta.

              Dentro l'alba

              corro a volte

              di sentirmi già di polvere

              il pericolo soave.







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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Arpeggia il verde chiomato del pino
un ti amo alla mimosa e un lieve inchino
fasciano sospiri sui tetti festosi.
L’aria si solleva zefiro in tiepido afflato
tra filari di mirto e cespugli di ginestra.
Quanta delicatezza, quanta purezza una rosa
piange prima della sua fine
agli occhi del divino la sua breve promessa.
Sinuosa saluta il campanile una rondinella
adagio il volo conquista la sosta
la sua croce in cerca d’una fugace mensa.
Ha dita nodose il tempo danzante
mutevole primavera smorfiosa
volubile tramuta tocchi di lampi rosacei
in torpori gementi, rossori di memorie d’amore
sussurranti antiche storie di labbra devote.
Curva morbida la collina sul passo roccioso
e fiordalisi d’azzurro pallido
imitano il cielo spiccando il volo
in desideri addolciti e decori di trame,
opulente sintesi di fugaci bellezze
liquidi accordi allo stato puro,
devozioni romantiche.
Ha occhi pietosi l’uomo al sacro suo grembo
spirito amato figlio di ventre squarciato
dal sonno in delirio e dal suo folle gesto,
lui che ospite sul pianeta celeste
febbrile suddito cieco non riconosce
la fragilità della gloriosa,
l’amata madre umana,
la nostra terra.







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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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