« "Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo". »
Il solito
temutissimo
pavor nocturnus,
dove tu ed io
(in sogno)
strisciamo
sotto gli archi
di via Dolorosa
e dove il mondo
è lamento funebre
e vana consolazione:
un’ultima stazione,
poche ciocche
di capelli,
e quel punto,
tra le sopracciglia,
dove ho saputo
incrociare
mente
e vista.
Moriremo
amore carissimo,
per i nostri troppi peccati:
e se ci sarà chi si graffierà la faccia
e piangerà la precoce dipartita,
questa prolungata serie
di inutili patimenti
non potrà
mai
essere
cancellata,
neppure
dalla
promessa
di una rinascita.
4 commenti
Come e' dolce dormire
sotto erba inzuppata di rugiada;
non sentir la sveglia
che richiama all'obbedienza;
il corpo cancella indisturbato
ogni travaglio terreno.
Un fresco ripostiglio
di rovere e abete.
Gioia non soffrir
fame e sete;
sciami di vermi circuiscono
quel corpo supino,
per appetitoso pasto.
Nel campo consacrato
Mano Divina
stende il sudario del conforto
sul cenere senza favella
sotto erba inzuppata di rugiada;
non sentir la sveglia
che richiama all'obbedienza;
il corpo cancella indisturbato
ogni travaglio terreno.
Un fresco ripostiglio
di rovere e abete.
Gioia non soffrir
fame e sete;
sciami di vermi circuiscono
quel corpo supino,
per appetitoso pasto.
Nel campo consacrato
Mano Divina
stende il sudario del conforto
sul cenere senza favella
Prigioniera di giorni interminabili,
la pioggia batte sul vetro.
Ed io disegno la mancanza di te
che non ha forma.
Mi sforzo di scrivere di te
per sentire meno l'assenza.
E intanto che fuori piove mi trucco il viso
per mascherare la tristezza.
Cerco il tuo viso,
il tuo sorriso.
Ma tu
non ci sei...
Il suono della tua voce si confonde
con le gocce d'acqua che si infrangono sul vetro.
E tu non sei qui...
ed io ti cerco...

Non sottovalutarmi mai,
non smettere di appassionarti a me.
Non farlo mai
Te ne prego,
ne soffrirei.
Non sottovalutarmi mai
Ti supplico
non lo sopporterei,
smetterei di esistere
Anche un uomo piccolo
È capace di grandi gesti.
Lo so dovrò sempre dimostrarti
che dietro la mia semplicità
si nasconde qualcosa di straordinario.
Lo so un uomo solo
può essere capace anche di false promesse
Ma tu non dubitare
non sottovalutarmi mai
non smettere di pensare
che qualcosa di buono in me esiste
e può solo crescere.
non smettere di appassionarti a me.
Non farlo mai
Te ne prego,
ne soffrirei.
Non sottovalutarmi mai
Ti supplico
non lo sopporterei,
smetterei di esistere
Anche un uomo piccolo
È capace di grandi gesti.
Lo so dovrò sempre dimostrarti
che dietro la mia semplicità
si nasconde qualcosa di straordinario.
Lo so un uomo solo
può essere capace anche di false promesse
Ma tu non dubitare
non sottovalutarmi mai
non smettere di pensare
che qualcosa di buono in me esiste
e può solo crescere.
Mentre nemmeno un passero s'interessava di te, sera che viene,
forse un po' ridicola nel tuo incedere
come i racconti alla prima riga,
ecco che ti si muoveva in periferia una fronda
di gelsomino ammaccata dal sole dell'altro ieri.
Poi un 'romore', anche,
cioè un ruggire da trattore, con le pale semoventi,
veloce come i dolori, la nostalgia dei gatti, e i piaceri dell'uomo.
Voglio parlare alla corte
e alla giuria
per difendere colei
che più voce in capitolo non ha.
Oggigiorno ce n’è poca in giro.
Si sta estinguendo
E questo si sa’ …..
Ormai così pochi la stanno seguendo.
Veramente pochi l’adottano
e pochissimi nelle proprie camere interne
la fanno entrare.
Solo chi è cresciuto alla vecchia maniera
e dall’educazione non si può separare
allora l’accoglierà
e tutto il suo volere farà.
Mentre sua sorella gemella;
la falsità
quanti altri adepti guadagnerà!
Va in giro spavalda
e a spada tratta.
Fende colpi qua e là
e poi come sale che brucia sulle ferite
Si presenta anch’ella;
l’ipocrisia
che il colpo di grazia darà
e più nessuno si salverà.
Ho pronunciato
Come il più abile avvocato
Questa arringa a perdifiato.
E il fiato
spero quest’oggi di non aver sprecato!
E giustizia sia fatta
per difendere la mia assistita
una qualità così squisita.
______________________
N.B.: Riuscite ad indovinare di quale qualità sto parlando in questa
poesia? (Dovete concentrarvi sulle prime 15 righe!)
______________________
e alla giuria
per difendere colei
che più voce in capitolo non ha.
Oggigiorno ce n’è poca in giro.
Si sta estinguendo
E questo si sa’ …..
Ormai così pochi la stanno seguendo.
Veramente pochi l’adottano
e pochissimi nelle proprie camere interne
la fanno entrare.
Solo chi è cresciuto alla vecchia maniera
e dall’educazione non si può separare
allora l’accoglierà
e tutto il suo volere farà.
Mentre sua sorella gemella;
la falsità
quanti altri adepti guadagnerà!
Va in giro spavalda
e a spada tratta.
Fende colpi qua e là
e poi come sale che brucia sulle ferite
Si presenta anch’ella;
l’ipocrisia
che il colpo di grazia darà
e più nessuno si salverà.
Ho pronunciato
Come il più abile avvocato
Questa arringa a perdifiato.
E il fiato
spero quest’oggi di non aver sprecato!
E giustizia sia fatta
per difendere la mia assistita
una qualità così squisita.
______________________
N.B.: Riuscite ad indovinare di quale qualità sto parlando in questa
poesia? (Dovete concentrarvi sulle prime 15 righe!)
______________________
La tenerezza commuove
il dischiuso limbo negato
dall’animo bambino
ignaro della favola segreta
della dolcezza dalle labbra appena arrossite
e squarci di bellezza esitanti
febbricitanti fantasie innocenti
fiorite di letargie e sospiri di parole.
Libra fede limpida il chiarore
lo splendore sorpreso sul volto
di quella generosità che ha il volo
ascetico veleggiare d’evasione.
Suona il tintinnio d’amore:
una solennità sospesa
culla malinconicamente
la comunione d’anime antiche
sul mare della tristezza astrale .
Ed io e tu insieme
golfi di voci ricoveranti
innocenze di devozioni
e vagiti di primavera iscritte
sui palpiti e sui singhiozzi murati
dei piccoli tagli lacerati
sul foglio del cuore .
La piccola stanza
giace silenziosa
tra mura ovattate.
Il sole ha smesso di entrare
in quel vano bisunto,
rabbuiato di malinconia.
A che giova lanciare
un urlo;
nessuno lo raccoglierebbe.
Quel dolore appartiene
solo a me.
Lugubre pensiero
marcia incessantemente
tra i dedali del vano.
Futile tentativo
di scacciare
il mental baccano
La stanzetta
trabocca di idee;
si caricano tanto logore
a notte fonda;
si alzano di buon mattino,
fresche e rinnovellate,
decise ad instaurare
un assedio
che non ha mai fine.
giace silenziosa
tra mura ovattate.
Il sole ha smesso di entrare
in quel vano bisunto,
rabbuiato di malinconia.
A che giova lanciare
un urlo;
nessuno lo raccoglierebbe.
Quel dolore appartiene
solo a me.
Lugubre pensiero
marcia incessantemente
tra i dedali del vano.
Futile tentativo
di scacciare
il mental baccano
La stanzetta
trabocca di idee;
si caricano tanto logore
a notte fonda;
si alzano di buon mattino,
fresche e rinnovellate,
decise ad instaurare
un assedio
che non ha mai fine.

S’avvalse il cuore
del verso, amando l’uomo.
Effluvio accolto!
Un vento allontanò
l’affetto… e tutto espatriò!
*****
Libera poesia (Metrica del tanka 2-4-6) nata da un pensiero di Octavio Paz Lozano poeta, saggista e diplomatico messicano del 1900, al quale fu assegnato il Premio Nobel per la letteratura nel 1990 con la seguente motivazione “per una scrittura appassionata, dai larghi orizzonti, caratterizzata da intelligenza sensuale e da integrità umanistica”:
“La poesia, nel passato, era al centro della nostra società, ma con la modernità si è ritirata ai suoi margini. Io penso che l'esilio della poesia sia anche l'esilio del meglio del genere umano” .
Attese, giorni, ore, strade deserte
la notte è infinita, vuota...
Ricordi...
Vorrei urlare nella notte
buia e vuota.
Impossibile dimenticare...
Questa notte
si consuma una vita
impossibile chiudere
tutte le ferite aperte.
Un oceano di pensieri e ricordi
affollano questa notte.
Impossibile cancellare tutto.
Togliere una foto
e non pensarci più,
la cornice resterebbe vuota
come questa notte.
Il suono di una nave
che si allontana,
spezza il silenzio della notte,
ma nessuna luce
illumina la strada.

Ti respiro
come giglio di brina di stelle
ed i tuoi occhi son gocce d’alluvione,
fiocchi di nuvole intrappolati
fra vermiglie scogliere di raggi sole.
La tua pelle mi sfiora
è granitica piuma d’ambra di ginestra,
lenzuola feconde d’alveare settembrino,
cantine imbiancate di mosto e castagne.
Ti respiro,
come l’ultimo bacio d’un cristallo di sera,
ed i tuoi occhi son geometrie cobalto,
rovi di pesco silenziosamente aggherigliati
fra scuderie d’orizzonti d’un dirupo di cuori.
come giglio di brina di stelle
ed i tuoi occhi son gocce d’alluvione,
fiocchi di nuvole intrappolati
fra vermiglie scogliere di raggi sole.
La tua pelle mi sfiora
è granitica piuma d’ambra di ginestra,
lenzuola feconde d’alveare settembrino,
cantine imbiancate di mosto e castagne.
Ti respiro,
come l’ultimo bacio d’un cristallo di sera,
ed i tuoi occhi son geometrie cobalto,
rovi di pesco silenziosamente aggherigliati
fra scuderie d’orizzonti d’un dirupo di cuori.

BUONANOTTE A TE
BUONANOTTE ALLE PERSONE MALATE
BUONAOTTE ALLE PERSONE SOLE
BUONANOTTE A TUTTI I BAMBINI
BUONANOTTE ALLA MAMMA E AL PAPA'
BUONANOTTE A CHI STASERA NON DORMIRA'
E BUONANOTTE A CHI PIANGE E CHI SORRIDE
BUONANOTTE E SPEGNETE LE LUCI CHE SI ILLUMINANO LE STELLE
CHIUDO GLI OCCHI
MI APPARE LA TUA IMMAGINE
IL TUO VISO
RESPIRO PROFONDAMENTE
E SENTO IL TUO PROFUMO
CHE MI INVADE
L’ANIMA
ALLUNGO LA MIA MANO
AD ACCAREZZARE
LE TUE MANI
E SENTO IL VELLUTO
DELLA TUA PELLE
RIAPRO GLI OCCHI
E TU NON SEI
QUI CON ME
MI APPARE LA TUA IMMAGINE
IL TUO VISO
RESPIRO PROFONDAMENTE
E SENTO IL TUO PROFUMO
CHE MI INVADE
L’ANIMA
ALLUNGO LA MIA MANO
AD ACCAREZZARE
LE TUE MANI
E SENTO IL VELLUTO
DELLA TUA PELLE
RIAPRO GLI OCCHI
E TU NON SEI
QUI CON ME










