Punteggiatura di grano

spumeggiava come radice solare,

era cuore di piuma di miele spettinata,

farina d’un parto di stelle arroventata.


Le spighe cullavano apatiche sillabe di sera,

ricamavano silenziosi cortili di maggio,

nuvole di vento zampillavano come cenere

ed i chicchi braccialetti di luce intrecciavano.


All’orizzonte sbiadiva un vecchio casolare,

rastrelli di foglie rasserenavano zolle di cielo,

punteggiatura di grano

era goccia d’alveolo di mandorla sbucciata,

muschio lunare fra radici di finestre dimenticate.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Imbevuta  e  attarversata  d’arte
toturata dall’ “Ideale”…
…aborrisco, qualsiasi forma  di bruttura
 o degradazione dello spirito.
  Sottilissimo, potentissimo ,
il senso estetico
segna l’equilibrio del mio spirito!
La bellezza è l’asse del mio essere,
intorno al quale tutte le passioni girano
le cose appaiono nelle loro forma vera,
nel loro autentico colore.
Precise,  chiarissime,
in una temporanea morte del desiderio
in una temporanea  assenza della memoria,
in una perfetta oggettività
della contemplazione
che è la sola causa del grande godimento.
L’arte e’ abisso vertiginoso…
...trova il bene, anche nel male!


 
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Profilo Autore: Hera  

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 SANGUE EMILIANO SCORRE LUNGO IL PO
CHE TRASCINA CON FURIOSO IMPETO
CASE, AVERI, FAMIGLIE, BAMBINI, VECCHI,
 PENSIERI, AMORE, ODIO
BORETTO PORTA CON SE LA MIA ESPERIENZA
DI VITA IMMERSA NELLA MELMA  DELLA
MASSA D’ACQUA CHE CANCELLA LA MEMORIA,
L’OPEROSITA’ DI QUESTA GENTE
LABORIOSA ED AFFABILE
APPARE NEL SILENZIO TERRIFICANTE UN’AUREOLA
DI SPERANZA DI VITA
LA MIA MENTE RITORNA IN QUEI LUOGHI
E MI SI STRINGE  IL CUORE


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Profilo Autore: sossio  

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Lingua retrattile
e sempre mobile.
Ex angelo divino,
avido di potenza tronfia,
non si libra in volo
con pancia troppo gonfia;
il belatodell'Agnello
ti accusa dinanzi almondo
di inumana crudelta'
la bocca dei profeti
ti inchioda senza scampo
al banco degli accusati
Il sangue dei martiri
impantana il tuo cammino,
arrestandoti
nelle piu' profonde cloache,
dove ben
riesci a districarti.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Il sol tuo pensiero
mette agitazione
al cuore e alla mente.

Le tua bocca
impossibile non pensarla.

La tua sensibilità
trapela nell’aria.

Rimango
profondamente colpita,
dalla tristezza
che emana
La tua lontananza.

Un vortice
di vento
spazza via l’infinito.

E muore
con me
stanotte.

















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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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(con traduzione)



‘O tiempe s’è fernute e i’stonghe ‘cca

aspiette a te, nun sacce c’aggia a fa.

A vvocca a tiene pe ce respirà

ma dimme surtante quant’aggi’a campà !

Pecchè si arapre chella vucchella e rose

pe dimme tutte ‘e peggiore cose,

nun me va cchiù de vivere accussì

aggi’a cercà nu mode pe sparì.

Me se’ trasuta dinta a goccia a goccia,

si crisciuta pian piano comm’ a ‘na pioggia

e ment’ie te guardave appassiunate

comm’ a ‘nu mare si addiventate.

Pecchè nun parle e nun me fai sapè

ca dint’o core tiene sul’a me !

Me pare ca ti si addormuta….

Gesù…..fusse sordomuta !





Traduzione



Il tempo e finito e sono qua

aspetto te, non so cosa fare.

La bocca ti serve a respirare

ma dimmi soltanto quanto devo vivere !

Perché se apri quella boccuccia di rose

per dirmi tutte le peggiori cose,

non mi va più di vivere così

devo trovare il modo di sparire.

Mi sei entrata dentro goccia a goccia,

sei cresciuta pian piano come una pioggia,

e mentre ti guardavo appassionato

come un mare sei diventata.

Perchè non parli e non mi fai sapere

Che dentro il cuore tieni solo me !

Mi pare che ti sei addormentata…

Gesù….fossi sordomuta ?






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Profilo Autore: Bronson  

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'A ggenta altolocata quanno fa' 'na speretiata,
votta pe' dinto a ll'aria n'essenza 'mprufumata
Se ne và sbuffanno ca 'o culillo tutto rumbante
e pe derete lle jesceno anielle cu 'e brillante.


J' ca songo sulo 'na povera mortale,
nun pozzo propeto ave' 'nu prublema anale!
Si 'na piccola scurreggia 'nun vulenne 'mme scappa,
subito 'na sirena sona, 'mme trova e m' acchiappa.


'A ggente 'mme guarda, avutannese disgustata
"che schifo", mme dice "ma c'avite menate..!"
Ma je accussi m'esprimo.Tengo 'o didietro eccentrico,
ca se ne và parlanno, in modo unico e autentico.


Ogni tanto, quanno vo', se fa' 'na strumbettiata
e mena tutt'attuorno n'arietta 'ndelicata.
Ce sta chi c''a vocca, abboffa palle pe' parla'.
Je parlo cchiù cuncreto e pe derete pe m
me spiega'.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Sono un navigatore
alla continua ricerca di destinazioni,
qualcosa che possa dar valore
alle mie motivazioni

Ma il mare tempestato,
con il cielo cupo e scuro
fanno naufragare il mio animo agitato,
rendendo ogni male più duro

Le mete sembrano irraggiungibili,
le correnti sono instabili,
e io navigatore,
di miraggi inseguitore,
trascino a forza la mia barca,
illudendomi che tutto il malumore
possa svanire colmando ciò che manca
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Profilo Autore: LyricAle  

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Se comincia con un "non"

ecco già pesantissimi vagoni

che in numero di trenta o quaranta

marciano 

nel fango o

nel pietroso campo.


Se invece comincia con un ciuffo,

starsene, starsene a guardare le stelle.

Diventan gialli come me i fiori nani che prendono

talvolta l'aria talvolta le goccioline in faccia.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Rumori caldi di passi insicuri,
mi riportano a te,
all’infinito.
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Profilo Autore: Annalena  

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   Eterno e transitorio  palpito...
Amore!
Eterno, e ti ho visto  passare
     come fossi acqua che scorre…
    Io, che a te, mi consegnai spavalda
      con sguardi che superavano me stessa.
Io,  guerriera e temeraria,
io, che guai a chi mai osasse
   scalfire i tuoi pensieri, la tua forza
il tuo delirio.
Io, dissanguata e dannata
   nel tuo universo,
    io, che non sapevo riposare
    per offrire la mia fecondità...
...a te,
che mi hai  creduta Dea
    ma non  mare in cui fare affondare
la tua  ancora, la tua radice.
    Ecco... son la tua Venere delusa!
Ora, che le mie lacrime
 cadono come fitta pioggia
   ora,che mi hai tratta in salvo!
      Ora, che sei  tutti i miei straziati versi
     che ho scritto la mia solitudine,
     ho confessato al mondo la mia sconfitta
      la tristezza, il mio declino…
      …e la più grande guerra ora è la mia pace.








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Profilo Autore: Hera  

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Ho visto
tre uomini.
Il piangente,
il sorridente,
il menefreghista.


Nel primo
lacrime amare
scorrevano
nelle rughe
come ruscelli.


Nel secondo
strida gioiose
alzavano
dalla bocca
come megafoni.


Per il terzo
passi normali
seguitavano
ne l’istrada
come nulla fosse.


Nessun intenerimento,
nessun appagamento,
soltanto impassibilità!


Solo e sempre.
Ieri,
oggi,
forse domani!


Nell’indifferenza,
ho visto
morire
l’umanità!
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Disteso sul letto,
sguardo assente
immerso nel vuoto

Scrivo di getto,
stimolando la mia mente
a mettersi in moto

Intorno a me tutto scorre lento,
il tempo sembra non passare,
avverto la lancetta scoccare

Quel suono funge da accompagnamento
al triste canto del mio umore spento
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Profilo Autore: LyricAle  

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Confettura di nuvole viaggianti

scarabocchia le ciglia del meriggio

ed il vento ricama rigagnoli d’amarena,

screzia le aiuole di briciole solari

ed un solstizio di cuore sbadiglia di neve.


Tavolozza d’un cielo di giugno

è cuscino d’un trampolino di gabbiani,

il cielo è un dizionario di porpora di viole,

mosaico corallino di squarcio azzurrino.


Vanigliata capigliatura di marea spumeggia,

allittera opache lanterne d’un cristallo di luce,

le onde squarciano l’aria come altalene di lune

ed un frammento di me è pergamena d’estate.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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'A malaparola te sazia. E' semplice, 'stintiva. 

È bbella, curaggiosa...nun è accussì cattiva.
Guaje si nun ce stesse, s'avess' 'a mmentà
Nu grande vaffanculo ogni ttanto ce po' sta'.
Ê vvote si te scappa nu bellu mm'hê scassato.
Quanno nce vo' nce vo'. Nun me pare nu reato.
Si staje sfastediato e nun vuò penzà a nnisciuno,
comme scassapalle, 'o truove sempe coccheduno.




Pure n'amico pò essere assaje scassacazzo.

Nunn''o vaje certo a dicere."Nun me scassa' 'o pupazzo."




Merda, palle e strunzo sò parole d'ordinanza.

Fanne parte d''o curredo. E' pe rappresentanza.




Ognuno dint''a sacca, oppure dint''a vorza,

se nne porta appriesso 'nu paro pe succorso.




Pecchè a 'nu certo mumento durante 'a jurnata,

'na bella malaparola va sempe cunsignata.




Succere quanno staje dint''a machina e uno te surpassa.

Quanno 'o supermercato faje 'a fila 'a cassa.




Quanno tuorne 'a casa e truove dinto 'a cassetta,

guaje, pubblicita' e tre o quatte bullette.




Parole e maleparole t'aiutano 'a campa'.

Je 'e ddico quanno capita. "Ma vaffanculo và."

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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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