Adolescenza minata
da confusione psicologica,
da persone forti e prepotenti.
La quiete di
parecchi anni
nascose il disagio.
Ma tutto torna
alla ribalta
a sconvolgere la vita.
Per uno
stupido gioco
la pazzia per molti tornò.
L'amore
fu tale
che illuminò.
La decisione della vita
o della morte
e cosi fu...
12 commenti
Mi piace toccare le persone. Vado aldilà della fredda e gelida stretta di mano. Amo stabilire un contatto fisico con chi mi piace. Voglio sentire gli altri, oltre che con gli occhi, anche con la bocca, il naso e le mani. Se qualcuno mi piace, mi fiondo avida sul soggetto e cerco di catturarne l'odore, come fosse un vinello dolce, prima di assaporarlo. A volte, la cosa può irritare e in quel caso, mi ritraggo. Spesso capita che le persone non vogliano lasciarsi coinvolgere e temono di rompersi, nel momento in cui si cerca di penetrarle. Io amo irrompere negli altri. Interrogo le persone con lo sguardo e vorrei carpirne i pensieri. Mi interessano le loro opinioni e voglio rubare i loro stati d'animo, perché ho necessità di ridere, piangere e di emozionarmi in loro compagnia. Io amo il dentro della gente. Come potrei definirmi...una "scoperchiatrice" di anime? Non so. Vado oltre la pelle e tutto ciò che è visibile. Entro nel misterioso mondo dei sentimenti che sono, a mio avviso, la parte più interessante e gustosa dell'essere umano. Amo nutrire il mio corpo e mi piace sentire il mio cuore battere. Vuoi mettere una tiepida maglia di lana con un caldo abbraccio? Cosa ti riscalda veramente? Entrambe le cose, credo. A volte, si commette il grave errore di coprirsi solo dal freddo, trascurando il ghiaccio che copre l'anima. Il gelo è freddo e non mi piace. Non amo ciò che non mi permette di andare a piedi nudi. Voglio saggiare la terra e gustarla con le mani, dopo averla guardata con gli occhi. E' forse una brutta abitudine, quella di voler toccare sempre tutto?
'Nun me saccio accuntentà
'Nun me saccio accuntentà sulo 'e 'na stretta 'e mane.
Sò 'nnu poco trasuticcia e 'mme ne vaco chiano.
'A ggente j' 'a voglio rompere. Aggia cria' 'o cuntatto.
Nun me ne faccio njente 'e 'nu saluto distratto.
Aggia sentere cù uocchie, vocca, mane e naso,
asinò nun so' cuntenta e 'nun me faccio persuasa.
Je traso dinto 'a ggente, mme piace 'e mme 'nfezza'.
Coccheduno fà 'o ritruso e llà je mm'aggia stà...
Mme piace scummiglià ll'aneme, leggere 'e vise,
straccia' vestite, pelle e trasì dinto 'e cammise.
'Mme piglio 'e pensiere cu tutte 'e sentimente.
Traso, mme 'ntrufolo e me 'nfizzo dinto 'a mente.
'Mme voglio sazia' sentenno 'nu vitale ticchettio.
Nun sarrà tanto bello, ma è 'a natura mja.
'Nun me saccio accuntentà
'Nun me saccio accuntentà sulo 'e 'na stretta 'e mane.
Sò 'nnu poco trasuticcia e 'mme ne vaco chiano.
'A ggente j' 'a voglio rompere. Aggia cria' 'o cuntatto.
Nun me ne faccio njente 'e 'nu saluto distratto.
Aggia sentere cù uocchie, vocca, mane e naso,
asinò nun so' cuntenta e 'nun me faccio persuasa.
Je traso dinto 'a ggente, mme piace 'e mme 'nfezza'.
Coccheduno fà 'o ritruso e llà je mm'aggia stà...
Mme piace scummiglià ll'aneme, leggere 'e vise,
straccia' vestite, pelle e trasì dinto 'e cammise.
'Mme piglio 'e pensiere cu tutte 'e sentimente.
Traso, mme 'ntrufolo e me 'nfizzo dinto 'a mente.
'Mme voglio sazia' sentenno 'nu vitale ticchettio.
Nun sarrà tanto bello, ma è 'a natura mja.
Sempre degna
di essere assaporata
per chi ha scelto
di amare senza contraccambio;
vita:ogni personale interpretazione
non altera il suo significato:
azione per uno scopo,
pensiero per disegnare,
sentimento per irraggiare
ogni uomo
che si definisca tale.
Sempre inutile
per chi ha scelto
di schierarsi per se stesso,
seccandosi
come foglia ingiallita.
Vita grama,vita amara
per chi parte gia' sconfitto
nella mediocrita'.
di essere assaporata
per chi ha scelto
di amare senza contraccambio;
vita:ogni personale interpretazione
non altera il suo significato:
azione per uno scopo,
pensiero per disegnare,
sentimento per irraggiare
ogni uomo
che si definisca tale.
Sempre inutile
per chi ha scelto
di schierarsi per se stesso,
seccandosi
come foglia ingiallita.
Vita grama,vita amara
per chi parte gia' sconfitto
nella mediocrita'.
E la terra al sogno avanzò
l’inquieto universo
al fianco innesco d’ignoto.
Il mare dal sonno diluito
stirò l’eterna onda celeste
in un cielo a testamento
ignoto d’occhi fissi alla vela
e gioie inglobate all’ala.
Smise il suo pianto la poesia
il tempo sorpreso ad amare
il senso della memoria
e della misura qualora sia
inatteso espianto
digiunò lune e pallide trame di stelle
al trainato desio aortico
d’essere un tutt’uno cosmico.
Mandala d’incanti all’alveo
catalizzarono l’attimo cinereo
funambolo custode
di brillio alato.
Quando sarai vecchio
racconterai la tua gioventù
ed i tuoi occhi saranno più belli
perché sarai più vicino
ad incontrare il vento.
Quando sarai più vecchio
Parlerai di te ai bambini
venuti al mondo
parecchio tempo dopo di te
le tue parole sapranno far ridere
ed anche piangere.
Quando le rughe ti assaliranno
trasformando il tuo viso
ed i tuoi occhi sapranno farsi amare
racconterai di te
delle tue mani che han sudato dolore.
Quando sarai un corpo inerme
dentro il cielo ci sarà una nuvola in più
potrai far sorridere e sognare
come un ricordo
che non c’è più…
La nuova musa
adorava la malinconia
dei suoi versi
li trovava così ammirevoli
lui sapeva
era certo di questo
non si possono
scrivere le emozioni
che non possono
essere scritte
ma non esitava mai
Lei chinava il volto su di lui
sorrideva al poeta
trovava magnifico il suo sentire
la comprensione
la profondità
la grandezza della sua anima
I calici alzati
sempre pieni di frizzante
voglia di leggerezza
sempre a celebrare l'incanto
ma lui si sentiva oramai
dall'altra parte della festa
ma mai scegliere
erano di rito ormai i flash
Supplicava il poeta da tempo
il perdono al cielo
di tutto il suo inebriante vivere
di tutto il distacco
di ogni convinzione
ricordava tutti i suoi versi
le frasi ad effetto
ogni lettura
ma neanche una parola dal mondo
vedeva quei volti
ne provava spesso compassione
parlava di sincerità e semplicità
ma solo con se stesso
sentiva l'eco dei suoi pensieri...
non c'era nessuno ad ascoltare
La nuova musa guardava divertita
come non mai al suo pentimento
trovava così dolci
le prese di coscienza
La prese la trascinò a forza
fuori da se
la sentiva dentro di lui
come un demonio
Chiedeva perdono
supplicava a Dio
la pace di se stesso
aveva osato sfidarlo
aveva provato troppo fascino
nella sofferenza
Vedeva come d'incanto
quei triangoli di luce
si inginocchiava
alla Vergine
che calpesta il serpente
le lacrime a pulire il suo sguardo
la sua nuova liberazione !
adorava la malinconia
dei suoi versi
li trovava così ammirevoli
lui sapeva
era certo di questo
non si possono
scrivere le emozioni
che non possono
essere scritte
ma non esitava mai
Lei chinava il volto su di lui
sorrideva al poeta
trovava magnifico il suo sentire
la comprensione
la profondità
la grandezza della sua anima
I calici alzati
sempre pieni di frizzante
voglia di leggerezza
sempre a celebrare l'incanto
ma lui si sentiva oramai
dall'altra parte della festa
ma mai scegliere
erano di rito ormai i flash
Supplicava il poeta da tempo
il perdono al cielo
di tutto il suo inebriante vivere
di tutto il distacco
di ogni convinzione
ricordava tutti i suoi versi
le frasi ad effetto
ogni lettura
ma neanche una parola dal mondo
vedeva quei volti
ne provava spesso compassione
parlava di sincerità e semplicità
ma solo con se stesso
sentiva l'eco dei suoi pensieri...
non c'era nessuno ad ascoltare
La nuova musa guardava divertita
come non mai al suo pentimento
trovava così dolci
le prese di coscienza
La prese la trascinò a forza
fuori da se
la sentiva dentro di lui
come un demonio
Chiedeva perdono
supplicava a Dio
la pace di se stesso
aveva osato sfidarlo
aveva provato troppo fascino
nella sofferenza
Vedeva come d'incanto
quei triangoli di luce
si inginocchiava
alla Vergine
che calpesta il serpente
le lacrime a pulire il suo sguardo
la sua nuova liberazione !
A me piacciono quelle serate strane,
in quei locali soli, quasi invisibili,
dalle facciate malinconiche e gli anfratti bui
in cui i poeti, come dolci angeli stanchi
si ritrovano a parlar del loro cruccio…
…del non trovar bellezza!
E stanno lì, seduti,
con gli occhi belli, lucidi, ma bassi,
vicino a calici profondi,
rossi, del profumato vino.
Van cercando smemoratezza e beatitudine
sui tavoli, sommersi dal gran pianto
per l’ennesima illusione... andata!
E’ un dolce bestemmiare quel che si sente,
e una struggente, insistente musica lontana:
chiamano sciocco l’amore che è voluto andare via!
E' dissacratorio il lor parlare
ma invocano grazia senza fine.
Meglio sentire
il sapor del sangue che è nel vino!
Meglio sentire
il sapor del sangue che è nel vino!
Meglio, stordire il genio!
Meglio certo!
Meglio far scorrere la fine,
senza sentir dolore.
A me...piacciono queste serate strane,
in quei locali, dove son calde le pareti
e il soffitto é una poesia
scritta con inchiostro d’oro.
Serate,
in cui puoi sentirti ancora innamorato…
…perché ….guai a lasciar sfornito il poeta
del nobil sentimento …il primo!
Sarebbe come cingere il suo capo
d'intrecciati rami e dolorose spine!


Utopia
Magari a volte
Ti avvicini a raggiungere
L’utopia nella tua vita;
ottieni tante cose,
riesci nello sport,
nella scuola,
come poeta e scrittore
sei apprezzato,
ti imponi in internet,
e fai delel cose;
e quando sei lì per toccare la felicità,
e ci sei vicino,
la società
e certa gente,
rovinano tutto
e ti portano afondo;
è la società
e il suo marciume,
il conformismo,
le regole,
i tabù
e i condizionamenti sociali,
che rompono tutto
e rovinano l’uomo,
stiamo male ,
perché
la società
è marcia , putrefatta,
con un degrado sociale e culturale,
la prevalenza dei peggiori,
degli stupidi
dei burini
e dei più provinciali;
il peggiore stà a galla;
e la felicità,
si allontana sempre più.
Magari a volte
Ti avvicini a raggiungere
L’utopia nella tua vita;
ottieni tante cose,
riesci nello sport,
nella scuola,
come poeta e scrittore
sei apprezzato,
ti imponi in internet,
e fai delel cose;
e quando sei lì per toccare la felicità,
e ci sei vicino,
la società
e certa gente,
rovinano tutto
e ti portano afondo;
è la società
e il suo marciume,
il conformismo,
le regole,
i tabù
e i condizionamenti sociali,
che rompono tutto
e rovinano l’uomo,
stiamo male ,
perché
la società
è marcia , putrefatta,
con un degrado sociale e culturale,
la prevalenza dei peggiori,
degli stupidi
dei burini
e dei più provinciali;
il peggiore stà a galla;
e la felicità,
si allontana sempre più.
Ci penseremo più spesso
ma parleremo di meno.
Ci tremeranno le mani,
si chiuderanno gli occhi
e scenderemo poi a patti
come è normale che sia.
Nasconderemo arrossendo
i desideri più audaci.
Saluteremo speranze,
avremo chiari i ricordi
per non avere tradito
la nostra esistenza.
Resterà fragile la colpa
una ferita aperta
e finirà un'altra estate.
Ma l'estate per noi
non sarà che un ricordo.
ma parleremo di meno.
Ci tremeranno le mani,
si chiuderanno gli occhi
e scenderemo poi a patti
come è normale che sia.
Nasconderemo arrossendo
i desideri più audaci.
Saluteremo speranze,
avremo chiari i ricordi
per non avere tradito
la nostra esistenza.
Resterà fragile la colpa
una ferita aperta
e finirà un'altra estate.
Ma l'estate per noi
non sarà che un ricordo.
Crampi di luce
stellarono d’arancia i miei capelli,
silenziosi fiocchi di lacrima solare
invernarono d’orizzonte le mie ciglia
come neve d’una pagliuzza di grano.
I calcinacci della sera s’infuocarono,
afosi ricami d’agosto guerreggiarono,
le nuvole intrecciarono brina di gerani,
l’anima mia sfrangiò crini sanguigni
ed un rivolo d’azzurro germogliò
fra aggrovigliati tralicci d’arpe di cielo.
stellarono d’arancia i miei capelli,
silenziosi fiocchi di lacrima solare
invernarono d’orizzonte le mie ciglia
come neve d’una pagliuzza di grano.
I calcinacci della sera s’infuocarono,
afosi ricami d’agosto guerreggiarono,
le nuvole intrecciarono brina di gerani,
l’anima mia sfrangiò crini sanguigni
ed un rivolo d’azzurro germogliò
fra aggrovigliati tralicci d’arpe di cielo.
Gettò la pinza il cielo
e tutto colò di grigiore nel viaggio,
e fu comunque un bel modo di afferrare gli istanti
ed essere felice nonostante quel colore
addosso, come una specie di verde divisa.
Qui adesso mi fermo, un po' stanco.
Dalle lontane pietre fuse astrali
sento ancora navigli freddi, anche se meravigliosi.
Vivo a stretto contatto con i miei nonni e in una stradina abitata essenzialmente da anziani. Ricordo ancora, come fosse ieri, quando seppi che morì una delle prime abitanti di questa viuzza: l'evento mi sconvolse tanto ma sconscolse soprattutto tutti i suoi amici anziani che iniziarono a pensare che forse uno di questi giorni sarebbe toccato a loro lasciare questa vita. Da quel giorno, morirono altri due vecchietti e oggi ne vola via un altro.
È così difficile pensare come la tua vita stia notevolmente andando avanti di fronte alla scomparsa di quei saggi amici con cui in passato ti intrattenevi in conversazioni tradizionalmente moderne!
È così difficile pensare come la tua vita stia notevolmente andando avanti di fronte alla scomparsa di quei saggi amici con cui in passato ti intrattenevi in conversazioni tradizionalmente moderne!
… Voglio portare ai tuoi monti
il profumo del mare
e il sussurro delle onde sue
mentre si sciolgono i segreti di quest’alba.
… Mentre l’aria s’incipria
d’essenza di fresia e fiori d’arancio
libero, dalla voce della notte,
il chiassoso grido di gabbiani
e il canto di tortore innamorate.
… E’ per te!...
… Sulla malinconia
dei tuoi boschi invernali
spargerò l’odore frizzante,
e un po’ aspro, del verde rosmarino
che si veste di lilla ad ogni primavera
e sorride alla vita,
sulla roccia nuda e arida che,
a sua volta, s’adorna di stelle di cappero.
… Regalo, a te,
il giallo sorriso di mimosa
quando s’appresta a cantar un inno
che addolcisce il dolore.
Lo intinge, poi, nel fresco alito della ginestra
nell’attesa del risveglio dei glicini odorosi.
… Allora, è festa di colori per il cuore!...
… S’allungano per te
pure i rami del vecchio ulivo,
che nutre il corpo e l’anima.
L’ombra sua si stende sul verde riflesso
fin laggiù,
a quel bacio del cielo con il mare
e soffia aria di pace, poi torna alla collina…
... Gocce di mare, chicchi caldi di sole,
per le querce infreddolite
delle tue montagne e i meli giocondi,
che arrossiscono poi si nascondono
dietro le forme giunoniche dei peri,
dolcissimi, freschi succhi
per mille e più bocche assetate.
… Ecco, odore di brezza,
ad ogni alba
si mischierà al profumo
del tuo verde muschio, ora.
Vivrà in te e con te come il mio abbraccio,
un abbraccio tra mare e monti,
che, ogni volta,
rinascerà col tuo “buongiorno”…
il profumo del mare
e il sussurro delle onde sue
mentre si sciolgono i segreti di quest’alba.
… Mentre l’aria s’incipria
d’essenza di fresia e fiori d’arancio
libero, dalla voce della notte,
il chiassoso grido di gabbiani
e il canto di tortore innamorate.
… E’ per te!...
… Sulla malinconia
dei tuoi boschi invernali
spargerò l’odore frizzante,
e un po’ aspro, del verde rosmarino
che si veste di lilla ad ogni primavera
e sorride alla vita,
sulla roccia nuda e arida che,
a sua volta, s’adorna di stelle di cappero.
… Regalo, a te,
il giallo sorriso di mimosa
quando s’appresta a cantar un inno
che addolcisce il dolore.
Lo intinge, poi, nel fresco alito della ginestra
nell’attesa del risveglio dei glicini odorosi.
… Allora, è festa di colori per il cuore!...
… S’allungano per te
pure i rami del vecchio ulivo,
che nutre il corpo e l’anima.
L’ombra sua si stende sul verde riflesso
fin laggiù,
a quel bacio del cielo con il mare
e soffia aria di pace, poi torna alla collina…
... Gocce di mare, chicchi caldi di sole,
per le querce infreddolite
delle tue montagne e i meli giocondi,
che arrossiscono poi si nascondono
dietro le forme giunoniche dei peri,
dolcissimi, freschi succhi
per mille e più bocche assetate.
… Ecco, odore di brezza,
ad ogni alba
si mischierà al profumo
del tuo verde muschio, ora.
Vivrà in te e con te come il mio abbraccio,
un abbraccio tra mare e monti,
che, ogni volta,
rinascerà col tuo “buongiorno”…
Fisso immobile quella vela,
non sei tu è vero
ma in ogni onda ci sei,
ti infrangi, sei un ricordo
effimero.
Non ricordo più come era
la mia vita senza di te. Inutile.
Probabilmente stavo solo aspettando,
non sapevo che cosa.
Come il vento porta aria nuova,
tu mi fai vivere ancora, e io,
ti amo, ad ogni onda di più.











