Qui la chiamano sera,
fin dal mio primo sguardo dal balcone,
ed io mi sono affezionato
a questo nome
dalle spalle cadenti.
Sotto beveva da un marmo ovale l'acqua
la Dea del glicine.
Che ne sarà di lei,
in quest'ora imbambolata dagli zolfi,
la fonte non stilla più le fresche gocce.

la Dea del glicine.
Che ne sarà di lei,
in quest'ora imbambolata dagli zolfi,
la fonte non stilla più le fresche gocce.
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Patria mia, come sei ridotta.
Il popolo non vuol seguir la rotta,
la gente è sempre più corrotta
e tutto questo per un po' di torta.
L'Italia è una bancarotta,
dove tutto s'insabbia e si complotta
per avere più grossa la pagnotta.
S'affilano le armi della lotta,
tutto è una deplorevole condotta,
ognuno teme che l'altro l'inghiotta,
per cui si delinque a frotta.
Meglio tacere, perché parlare scotta.
Questo ai governanti piace
e il popolo soggiace.
Dov'è l'amore antico di patria e libertà?
Dov'è il vigor dell'uomo e la sua abilità?
Questa democrazia è tutta falsità,
che porta solo in auge la bestialità
ed ai politicanti tutta l'immunità
per vivere senza tema e con impunità.
Svegliati, o popol, tosto,
non restare sottoposto,
è troppo alto il costo,
che ti è stato imposto.
Sii fiero del tuo nome,
non fare il prestanome.
Tu, da buon italiano,
non prenderla nell'ano,
abbi naso e pure occhio,
non restare più in ginocchio,
non morire da pidocchio,
ma da uomo, sopra un cocchio.
Il dolore è donna,
a dispetto di quell’articolo.
La verità è che, il mio dolore,
ha inizio in ore sofferte
e sofferenti, quando le ossa
sembra si rompano,
si frantumino,tutte assieme.
Quando mi trovo a soffrire per te,
sin dal tuo primo urlo alla vita.
E continuo quando con te,
figlio, devo condividere lacrime
e giorni un po’ amari e le notti lunghe.
E ancora quando tu, uomo,
mi fai piangere, quando il tuo amore
grida possesso, quando laceri la mia anima,
quando mi lasci sola
a spazzare via i perché, ad ingoiare fiele
che nutre la mia sofferenza…
… Che cosa vuoi che sia:
è solo il mio dolore, plasmato per me
che sono nata donna.
… Ed ora tu dimmi,
cosa vuoi che sia il graffio
della mia unghia sulla tua anima…
a dispetto di quell’articolo.
La verità è che, il mio dolore,
ha inizio in ore sofferte
e sofferenti, quando le ossa
sembra si rompano,
si frantumino,tutte assieme.
Quando mi trovo a soffrire per te,
sin dal tuo primo urlo alla vita.
E continuo quando con te,
figlio, devo condividere lacrime
e giorni un po’ amari e le notti lunghe.
E ancora quando tu, uomo,
mi fai piangere, quando il tuo amore
grida possesso, quando laceri la mia anima,
quando mi lasci sola
a spazzare via i perché, ad ingoiare fiele
che nutre la mia sofferenza…
… Che cosa vuoi che sia:
è solo il mio dolore, plasmato per me
che sono nata donna.
… Ed ora tu dimmi,
cosa vuoi che sia il graffio
della mia unghia sulla tua anima…
In un giorno di primavera,
allietato dal cinguettio degli uccelli,
colorato dalle mille sfumature dei fiori,
quando tutta la natura si risveglia,
si spense la tua vita, fresca rosa,
pari alle tue amiche.
Breve esistenza spezzata,
tra il grigiore di una maledetta strada.
Lì tra le lamiere, ormai esanime,
nasce speranza di vita nuova
per molti cuori sfortunati.
Grida forte il dolore di madre e di padre,
e si fa eco di risposta il senso di solidarietà.
Gesto nobile, atto d’amore, speranza…
Organi offerti per ridar vita, vista e tanto amore
ancora…
Un Grazie a te,
tu vivrai ancora nella vita
dei tuoi fratelli trasformandola in bellezza.
Col gesto del tuo dono,
il paese sarà unito, Nord e Sud,
stretti dal nodo profondo dell’amore,
poiché solidarietà e carità
annullano ogni confine.
Abbracciata, alle tue stesse amiche,
volerai alta verso un nuovo e più protetto viaggio.
Insieme percorrerete la strada più sicura,
quella che porta all’Eterno Giardino,
in cui angoscia e dolore non trovano spazio.


Vedo un bagliore in lontananza
è un luccichio, che mi reca speranza.
Incredulo lo osservo
con molta attenzione
devo svegliarmi,
perché è soltanto illusione.
Sconcertato mi giro,
in un'altra direzione
dimmi Mio Dio, cosa ho fatto
per meritare tal punizione!
Chiudo gli occhi
e nelle tenebre mi addentro
resisti ragazzo, il terremoto
ha il tuo cuor come epicentro.
Le tenebre non esistono senza la luce,
disse il saggio
ma di quel calore unico e speciale
non avverto alcun raggio.
Sono perduto,
la vita non ha senso
purtroppo, amici miei
questo è ciò che penso...
No, caro ragazzo,
il pensar male ti ucciderà
è in arrivo un angelo lucente
che ti sorprenderà!
Creazione d’incanto,
mio salvatore
sei arrivato finalmente
a scaldare il mio cuore.
L'energia di un tuo abbraccio
mi ha fatto rialzare
non cado più tesoro,
non voglio inciampare.
Una soffice carezza sul viso
mi ha fatto sognare
e restituito il sorriso.
Insieme a te
più alti di eruttanti vulcani
nel cielo noi voleremo,
come fan gli aquiloni.
Insieme a te,
dispersi nella landa desolata
i nostri cuori gemelli usciranno,
verso una valle incantata.
Insieme a te,
sperduti
nella gelida oscurità di un abisso
non tremare...
io guiderò ogni tuo passo.
Insieme a te,
in mezzo al mare in tempesta
stiamo vicini amor mio,
è tutto ciò che ci resta!
Caro ragazzo,
tieni stretto il tuo grande Amore
perché senza di esso,
l'essere umano...
morirà nel dolore.
è un luccichio, che mi reca speranza.
Incredulo lo osservo
con molta attenzione
devo svegliarmi,
perché è soltanto illusione.
Sconcertato mi giro,
in un'altra direzione
dimmi Mio Dio, cosa ho fatto
per meritare tal punizione!
Chiudo gli occhi
e nelle tenebre mi addentro
resisti ragazzo, il terremoto
ha il tuo cuor come epicentro.
Le tenebre non esistono senza la luce,
disse il saggio
ma di quel calore unico e speciale
non avverto alcun raggio.
Sono perduto,
la vita non ha senso
purtroppo, amici miei
questo è ciò che penso...
No, caro ragazzo,
il pensar male ti ucciderà
è in arrivo un angelo lucente
che ti sorprenderà!
Creazione d’incanto,
mio salvatore
sei arrivato finalmente
a scaldare il mio cuore.
L'energia di un tuo abbraccio
mi ha fatto rialzare
non cado più tesoro,
non voglio inciampare.
Una soffice carezza sul viso
mi ha fatto sognare
e restituito il sorriso.
Insieme a te
più alti di eruttanti vulcani
nel cielo noi voleremo,
come fan gli aquiloni.
Insieme a te,
dispersi nella landa desolata
i nostri cuori gemelli usciranno,
verso una valle incantata.
Insieme a te,
sperduti
nella gelida oscurità di un abisso
non tremare...
io guiderò ogni tuo passo.
Insieme a te,
in mezzo al mare in tempesta
stiamo vicini amor mio,
è tutto ciò che ci resta!
Caro ragazzo,
tieni stretto il tuo grande Amore
perché senza di esso,
l'essere umano...
morirà nel dolore.

Ti porto con me
Dove ?
nella mia vita
ciò che aspettavo da sempre
quando sentì il tuo cuore
nei tuoi battiti
ho visto l'eternità nei tuoi occhi
capirti senza parole
sei come una melodia
trasmetti sentimento
balsamo per la mia anima
allora sei pronto ??
Andiamo nella nostra felicità
I rami come braccia verso il cielo
si stendono,si elevano alla vita
senza paura di divenire e invecchiare
La saggezza degli alberi è questo:pronti a far passare il tempo
diversi da ieri ,pronti ad affrontare il cambio dele stagioni
il mutare del bosco e dei suoi animali.
Che misterioso mondo la natura...
si stendono,si elevano alla vita
senza paura di divenire e invecchiare
La saggezza degli alberi è questo:pronti a far passare il tempo
diversi da ieri ,pronti ad affrontare il cambio dele stagioni
il mutare del bosco e dei suoi animali.
Che misterioso mondo la natura...
Un gusto così
dal sapore di fragola
e tu lo assapori
dolcemente….
Bella attraente
ti stordisce la mente
faresti i salti mortali
per poterla assaggiare
dolcissimamente….
La spogli con gli occhi
gustandola a piccoli morsi.
Una fragola,
dolce,saporita…
Lecchi le dita
cercando l’emozione
di una fantastica sensazione.
Il mio Signore non ha figura alcuna,
ma la mia mente all’uopo la dipinge.
M’incanta l’illusione come la luna
e la sua grazia l’anima mi avvince.
Non pongo biffe all’alta fantasia
e l’Interlocutore mi sta di fronte.
Sublimi accenti nel silenzio invia
e pure mia favella è acqua di fonte;
il mio sguardo mira il suo candore
e la trascendenza m’illumina i pensieri.
Chi adora la falsa imago è in errore,
perché così adora idoli non veri;
rivela che la sua mente non è pregna
di quell’amore che l’intelletto pinge.
Clero chercuto, dalla lingua indegna,
che al mercato d’icone sgoli la laringe,
vendendo madonne e santi aureolati,
per i monti, per le piane e per le valli,
attaccati un peso al collo per i falli
per affondare nel mare dei dannati
e dal medesimo più non risalire.
S’annienti così il virulento seme
del mal perverso, di cui mi pesa dire,
che inficia la fede e poi la speme.
L’equazione del destino
fu galassia d’una grandinata d’amore,
grondaia d’una scogliera di cuore,
sintassi addizionale d’un prato d’illusioni
tra sazi vitigni d’emozionanti cristalli di luce.
Gomitoli d’arcobaleno danzarono nel vento
come coriandoli d’amache affaccendate d’arena,
baciati dal sognante canto d’arpe imperlate,
e nell’equazione del destino
pagine di miele affrancarono il bacio del mio domani.
fu galassia d’una grandinata d’amore,
grondaia d’una scogliera di cuore,
sintassi addizionale d’un prato d’illusioni
tra sazi vitigni d’emozionanti cristalli di luce.
Gomitoli d’arcobaleno danzarono nel vento
come coriandoli d’amache affaccendate d’arena,
baciati dal sognante canto d’arpe imperlate,
e nell’equazione del destino
pagine di miele affrancarono il bacio del mio domani.
Cercherei di ripartire da dove mi fermai.
Al crucivia questa volta girerei a destra.
Non ti abbandonerei in quell'orfanotrofio.
Farei con coraggio
quello che per codardia non feci.
Ti terrei stretto a me
anche se nelle difficoltà...
Staresti con me
ovunque
e ti farei crescere al sicuro.
Anche se avrei dovuto mangiare
pane e pane,
a te avrei cercato di dare il meglio.
Ora non mi rimproverare
non lo sopporterei,
piangendo me ne andrei
e nient'altro potrei fare.
Come poter cambiare il passato?
Dimmi dov'è la macchina del tempo
o dimmi dove è stata nascosta la bacchetta magica...
E io per te e per la tua serenità la adopererei.
Sento freddo nelle mie ossa,
le mie mani rugose tremano,
adesso che vorrei arrivare ai confini del mondo,
il mio mondo è questa fredda stanza
di un ricovero per vecchi,
dove attendo che qualcuno si ricordi
di me
e mi venga a trovare.
Al crucivia questa volta girerei a destra.
Non ti abbandonerei in quell'orfanotrofio.
Farei con coraggio
quello che per codardia non feci.
Ti terrei stretto a me
anche se nelle difficoltà...
Staresti con me
ovunque
e ti farei crescere al sicuro.
Anche se avrei dovuto mangiare
pane e pane,
a te avrei cercato di dare il meglio.
Ora non mi rimproverare
non lo sopporterei,
piangendo me ne andrei
e nient'altro potrei fare.
Come poter cambiare il passato?
Dimmi dov'è la macchina del tempo
o dimmi dove è stata nascosta la bacchetta magica...
E io per te e per la tua serenità la adopererei.
Sento freddo nelle mie ossa,
le mie mani rugose tremano,
adesso che vorrei arrivare ai confini del mondo,
il mio mondo è questa fredda stanza
di un ricovero per vecchi,
dove attendo che qualcuno si ricordi
di me
e mi venga a trovare.
Guardami come si guarda il vento
danzerò per te in folte chiome
Ascoltami come si ascolta la pioggia
canterò per te note argentate
Gustami come si gusta l'alba
sarò il primo frutto della tua stagione
Accarezzami come si accarezza il tramonto
scalderò con il mio raggio obliquo la tua mano
Odorami come fai con la pagina preferita
sarò viale di tigli per i tuoi pensieri
Verso l’infinito l’intarsio
frullio ad arco nell’ascesa in volo
Due solitudini divelte nell’assolo
madrepore recise all’indifeso
flusso aureo del cosmo:
non un arrivo a penetrare
lo scorrere del sentire,
non un nome a designare
l’inconfessato allo stupore,
ma incontro a confessione
senza paure o derisione .
La mia fragilità sul tuo cuore
com’inno di giglio all’altura
la forza della resa al pianto
come ferita scarnifica di cosmo
piegata all’istante incontro
dal timore al confronto
dal dialogo al perdono
conservato nell’essenza estrema
della paura guantata d’oblio.
Senza filtri, rivestimenti o corazze
una lotta d’occhi negli occhi
e mani tese all’accoglienza,
solitudine nella solitudine
a specchio di linfa
senza giudizio o distacco
veleggiando armonie dipinte
sull’arazzo liso del tempo.
Sensi accoglienti d’empatia
sino a divenire verginità
vittorie d’intimo spirito
danza di nudi emotivi.
La vita ha la forza del parto
il coraggio del sorriso, il sogno
il sole nel dolore, l’amore.
Scampoli d’anima ricamano la marea,
il pensier mio s’annoda in rastrelli di luce
come fazzoletto di gelsomini e parole,
pentagrammi orchestrali dal buio imperlati.
Brividi di stelle sulle labbra tacciono
ed il cuor è vino d’asfalto di luna,
bozzolo di tela d’un sorriso disilluso.
Stringo l’orizzonte come goccia,
pistilli di giorni svirgolati d’attesa
lacrimano sul selciato della terra
ed un fagotto di cielo coccola i miei capelli:
è rossetto celebrale dei miei incipriati silenzi.
il pensier mio s’annoda in rastrelli di luce
come fazzoletto di gelsomini e parole,
pentagrammi orchestrali dal buio imperlati.
Brividi di stelle sulle labbra tacciono
ed il cuor è vino d’asfalto di luna,
bozzolo di tela d’un sorriso disilluso.
Stringo l’orizzonte come goccia,
pistilli di giorni svirgolati d’attesa
lacrimano sul selciato della terra
ed un fagotto di cielo coccola i miei capelli:
è rossetto celebrale dei miei incipriati silenzi.
Una volta
spegnevo i fari
e si accendeva la notte
mettevo il cuore
da un’altra parte
e giù a fare “l’amore”
Avrei voluto
restare forte
abbracciato per ore
A quel corpo
ma quel corpo
non era l’amore
tu non c’eri
eri distante
avevo un padre di nome
ed un amico importante
ma li ho persi nel vento
nel cambiamento del tempo
ed ho trovato
il mio cuore
con te spegnevo la notte
e si accendeva la vita
mettevo il cuore
nel tuo e al buio
facevamo l’amore
avrei voluto
restassi ancora un minuto
perché non avevo il passato
ma nel futuro ti ho avuto
ma tu hai acceso i fari
ed hai spento la notte
e mentre ti allontanavi
ho riscoperto la morte
spegnevo i fari
e si accendeva la notte
mettevo il cuore
da un’altra parte
e giù a fare “l’amore”
Avrei voluto
restare forte
abbracciato per ore
A quel corpo
ma quel corpo
non era l’amore
tu non c’eri
eri distante
avevo un padre di nome
ed un amico importante
ma li ho persi nel vento
nel cambiamento del tempo
ed ho trovato
il mio cuore
con te spegnevo la notte
e si accendeva la vita
mettevo il cuore
nel tuo e al buio
facevamo l’amore
avrei voluto
restassi ancora un minuto
perché non avevo il passato
ma nel futuro ti ho avuto
ma tu hai acceso i fari
ed hai spento la notte
e mentre ti allontanavi
ho riscoperto la morte












