Persone anonime
a volte
nessuno sa dell’esistenza.
Vita normale
di tutti i giorni,
regna serenità
e tranquillità in casa.
Ma è solo apparenza
per la gente.
In verità...E' tutto finto.
La serpe vive in casa
il mostro vive in casa.
Nessuno ha la forza
per ribellarsi.
Cosi si entra in un baratro,
dove vive la violenza.
Tragedie immani
esplodono improvvisamente,
disperazione...Rabbia.
Angeli scompaiono
davanti ai nostri occhi.
Chi doveva proteggerli
li ha pugnalati.
Come può esserci
tanto male...
Sofferenze...immani
mancano le parole
non sai cosa dire...
Non può esserci il perdono
mai...


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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Dal giugno bianco si sentì volar via
sfiorato il silenzioso campanile
l’ombra fuggevole d’un alare guitto
sul lago un fenicottero rosa un po’ fiacco
a promessa di bacio sull’eterea lastra
di cristallo d’acqua con occhi di pietra
lento in un volo a specchio raso.
Poco distanti dorate torri sigillate dal mistero
d’un antico maniero abbandonato
ergono sospese come d’incanto
sul pianto d’un piccolo orfanello .
Un’anziana coppia che intrecciava sogni
sulla lapide della loro figliola da poco morta
accorsero al suono del lacrimoso canto
lungo il pendio a fianco del cimitero
al limitar del bosco.
Ansimanti per il frenetico cammino
si recarono sul luogo imputato o presunto
dal noto all’ignoto senza respiro,
e come d’incanto scoprirono
tra i rovi un fagottino piagnucolante
povero piccino tremante abbandonato
affamato sdraiato in un ruvido cestino
apparecchiato con cura e amore
a piccola culla intrecciata di rami di more.
Apparve loro un giaciglio recante un’anima bella
come un piccolo Gesù bambino caduto da una stella.
I due vecchietti ammutoliti si guardarono in volto
chiedendosi l’un l’altro con lo sguardo vuoto
cosa fare per affrontare l’imprevisto.
Tanto il dolore malinconico allevato
dalla recente perdita che decisero all’unisono
senza proferir parola d’accettare l’amore offerto!
Avrebbero donato al tenero frugoletto
un rifugio sicuro, una casa, un tetto
come un dono prezioso, un voto di risarcimento
per il prematuro dolore da loro sofferto.
Poiché era innegabile che il fato avesse giocato
un brutto tiro senza alcuno scrupolo o indugio .
E’ proprio vero la vita toglie e da senza motivo
senza un senso - pensò lui- recando in grembo il bambino,
dando così prova d’esser sempre un cilindro arcano
sul capo del fato, dal quale tirar fuori imprevisti
incidenti di percorso ad opera d’un vero malandrino
che scherza con le infelicità e le felicità umane
come un giocatore d’azzardo che tira i dadi sulla tavola
chiudendo gli occhi pensando d’aver vinto la partita.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Questa stella è stata messa per la sera,

per far da lumicino all'ospedale,

alle coperte di lana tutte preparate 

come dei quadrati di terra

marrone, da mani di donna - qualcuna è un angelo.

Questa stella è uno sgorbio

con davanti una larga scia d'aurore lontane,

accesa da uno spirito che andrebbe volentieri

a spasso nella valle di Ombretta con le sue capre.





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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Tu che stai tra i rami ascoso,

o merlo mio, aspettando la pace,

e quando tutto intorno tace

riprendi a volare, ora qua ora là,

e non prendi mai riposo,

ché i figlioli tuoi han fame già

e ti chiamano a gran voce, 

e tu corri, corri da mane fin sera

e il cuor tuo non spera

in un domani più gioioso

ché tutto per te è già qua,

poi quando è l’imbrunire

sugli stessi rami di nuovo posi,

e al cielo mandi i tuoi canti giocosi,

e Iddio ringrazi.

O merlo mio,

potessi a te somigliar io,

e i mie occhi esser sazi.
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Profilo Autore: Pietro Luciano  

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Questa tua dimensione,
così misurata, noiosa, anomala,
mi sfibra.

Io ho bisogno di aria, di spazio.
Soffoco, voglio respirare!

… Aria!...

Il filo è sottile, mi ci aggrappo,
non voglio cadere, resisto.

Risalgo la china, mi stendo al sole
che sento sulla pelle,
che mi arriva all’anima
e la innamora.

… Vado alla prua,
riprendo la mia dimensione
e ridisegno la rotta.

… Respiro, riparto!...

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Profilo Autore: Giò  

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Risultati immagini per la bella sotto la betulla
La bella
seduta sotto la betulla
s'affaccia al sole
sorride
nel mirar quel lago
oggi così splendente
e reso lieto
dallo schiammazzo dei bimbi in festa.
Or son felici
che finalmente la primavera
diventata tepida
può rallegrar quelle giornate
 spente e stanche.
La bella sotto la betulla
suona una canzone
e al cinguettar in coro
dei passeri
diventa tutto surreale
una natura luminosa
s'accende in ogni cuore
mentre mamma anatra starnazza
chiamando a raccolta 
i piccoli anatroccoli.
S'è fatta sera
domani è un altra primavera...

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Vengo a te
bevendo bicchieri di cielo,
accarezzando la brezza
che mi culla i pensieri.
Volo posandomi su scaglie di luna,
cavalcando nella notte i raggi di un sole
che illumina il mio amarti.

Mani che spogliano il cielo,
riavvolgono i nastri
della memoria che ho di te.

Mi sarà attesa
questa voglia di abbracciarti l'anima,
e nell'udire il richiamo stanco
delle marmoree conchiglie
sulle dune di un mare
avvolto nelle carezze
...vengo a te.
 
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Profilo Autore: Salvo Angrisani  

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Calici di nuvole stropicciati,

precari intrecci di carta roventi,

pozzanghere di papaveri scarabocchio,

rossetto scarmigliato d’orizzonti accesi.


Fragili giare del firmamento terrestre,

gocce profumate di campi albeggiati,

fiaccole d’aurora vermiglia accoltellate,

cascine di papaveri scarabocchio,

matassa sfibrata d’orizzonti accesi.


Virgole di ciglia increspate t’assediano,

falci di lune spettinate son lentiggini di petrolio,

eucarestie coralline sfamano quell’esile gambo,

lenzuola di papaveri scarabocchio,

lanterne solari d’orizzonti accesi.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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“ Se ….”


Se non siamo illuminati
non possiamo spegnere l’oscurità.


Se non siamo musica
non possiamo spegnere il silenzio.


Se non siamo umiltà e unione
non possiamo spegnere l’orgoglio e la disunione.
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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Vorrei che tu per una volta
pensassi un po a te stessa senza crearti inutili scrupoli , 

vorrei che te ne fregassi delle persone che non sanno veramente cosa significhi voler bene ,
vorrei che imparassi a dire di "No"
senza sentirti ogni volta in colpa per aver dato un dispiacere ingoiando i cocci .

Per una volta prova a ragionare come ragionano gli altri,
senza usare il cuore!

Vorrei che imparassi a difenderti senza sentirti stupida,
fuori posto, perché credimi ci sarà sempre qualcuno che avrà da ridire su quello che fai,
troverà sempre l'occasione per puntare il dito. 

Vorrei che tu imparassi a fregartene senza preoccuparti degli altri.
Vorrei che tu imparassi a difendere la tua sensibilità,
la tua libertà, i tuoi sogni dall'ipocrisia .

Vorrei dirti che sei unica e grande solo per pochissime persone e
sono quelle che ti amano davvero.

Vorrei dirti che è prezioso il tempo che regali e che il tempo passa.
E che ti sentissi più bella fuori perché dentro lo sei già.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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“Ogni cosa finché dura porta con sé la pena della sua forma, la pena d'esser così e di non poter essere più altrimenti.”
Cit. Luigi Pirandello

Eccoti qui, tesoro,
che passi attraverso di me
come il raggio di luce bianca
che fende la superficie ialina
dello sguardo di un poeta.
E i miei atomi lo sanno,
e vibrano, poveretti,
come polarizzati
dal luccichio
vitreo
del
tuo
cuore.
È la forma
del mio amore,
di centomila maschere,
di nessuna voglia di fermarmi
nell’io più prossimo al mio,
o di imparare a conoscere
quanto è inconoscibile.
Non sono fragile,
sono umano:
come tutti
in balia
del
flusso
del caso.

“Riponi in uno stipetto un desiderio: aprilo: vi troverai un disinganno.”
Cit. Luigi Pirandello


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Profilo Autore: Charlie  

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Lavavi al fiume la sottoveste rosa
e reggiseni bianchi sciorinavi al sole, profumati.
Cantavi all’onda
e baciava le mani affusolate,
portando al mare l’ombra del tuo petto pieno,
l’acqua schiumosa.
Sudavi in fronte e
rotolava la goccia per il collo nel giorno caldo.
La primavera intorno
respirava i tuoi vent’anni.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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A Pasqua me so annato a confessà

da ‘n prete che conoscevo già,

me guardò tra l’indolente e l’annoiato

come conoscesse er mi peccato.

Entrammo ner confessionale,

aprì la finestrella laterale,

me disse con ’na voce pietosa

“dimme, fijolo, reccontame ogni cosa.

Dimme che cosa rode ner tu core,

fidate der tu povero confessore

che Dio è sempre tanto misericordioso

puro se er tuo peccato è disastroso !”

“E per fortuna, perché ne ho bisogno,

che perdonamme già me pare un sogno !”

“Hai fatto tanto male ?” disse er prete,

“Si, monsignore, er mi peccato è… er Diabete”

“Ma… er diabete nun è ‘n peccato

de cui tu possa essere accusato

er Diabete è ‘na malatia

e tu un ignorante e così sia.”

“Ah, quanto ve sbajate, padre mio,

nun è peccato ? Lo volesse Dio !

Così che quanno, a mezza giornata,

vedo de pasta una cofanata

rinunzio, è vero, ma manno a benedì

l’angeli, i santi e chi me fa morì !

De pane poi nun ne parliamo,

co er salame…nun esageriamo !

‘Na pizza ben farcita già se sa

che chi la mangia me viè da invidià,

manco a parlà de dorci

sinnò me viè da vedè li sorci

nun me resta che sacramentà

pe questa vita che me ne fa privà.

E quanno, a notte, me ne vo a dormire

er sonno nun riesco a concepire,

a fame m’attorciglia le budella,

bestemmio ma purtroppo resta quella.”

“Ma tu, fijolo, disse er monsignore,

nun poi sacramentà a tutte l’ore,

devi accettà la volontà divina,

sinnò pe te è proprio ‘na rovina.”

“Vabbè, ce sto, ,caro sor prete

ma solo se al Buon Dio voi je direte,

de nun sentì quanno me lamento,

è solo fame a rischio svenimento !”


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Profilo Autore: Bronson  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ti  rivedo.
Sei come soldato
ritornato dalla guerra,
sfiancato il corpo, inaridita la pelle.

Consunto! 
Forse, da un amore
che ti sei negato?

Ti rivedo e sei avvilito.
Sbiancati il viso ed i capelli,
affossati gli occhi
che ormai  mi parlan bassi.

Reduce…
di quella vittoria
che ti ha visto placar l’ardore
e  rompere l’incanto.

Ma io… non posso più!

Avevo già accolto
un reduce tra le mie braccia
in lenzuola  d’oro e odor d’incenso.

Or, sei  avvilito.
Sbiancati il viso ed i capelli
affossati gli occhi
che ormai mi parlan, bassi.

    C’è un ombra scura, sul tuo volto.
                                         Ma io... non posso più!                                      
 
      
                                                                                                                        

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Profilo Autore: Hera  

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i colori della natura dove verdi opalescenti si affievoliscono lentamente in zone d'ombra sempre più scure,

lo strabordio delle onde del mare che incessantemente si ripete,

la musica melodiosa di un ruscello,  

i palmi delle nostre mani che si toccano,

i nostri corpi congiunti in una danza armoniosa,

i miei occhi riflessi nel tuo sguardo,

il sorriso del nostro bimbo,

un cerchio perfetto,

un'anima consapevole del suo mistero e della sua fragilità,

il profumo sacro delle rose,

la gioia nella gioia degli altri,

osserva tu e considera se vuoii che tutto ciò è quanto di sommo

la nostra piccola mente possa sperare di raggiungere,

ARMONIA ed EQUILIBRIO.


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Profilo Autore: Amalia  

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