La luce filtra
sul pavimento
fugge dal vento che
sibila tra le fessure
quel suo
rumore irrequieto.
rumore irrequieto.
Insiste
solleva pensieri
ma è un vento bugiardo
non ha il respiro dei fiori.
I miei occhi lucidi
hanno un cielo di stelle
e resto luna
al buio
appesa e sospesa.
al buio
appesa e sospesa.
Allineate
le nuvole ad est
le nuvole ad est
trattengono il mare.
Io le raccolgo
spalanco le finestre
e il vento scompare.
Guizzo d’un catrame d’argento,
rivolo di bellezza nella notte muta,
fu zesta astronomica d’una prateria di cielo
e fra gli steccati d’una primavera d’aprile
luccica nel silenzio l’indomita tua ombra selvaggia,
bruma d’un vello stropicciato di guerriero scarmigliato.
Ammantati riccioli d’osso nocciolati
acconciano furiosamente il tuo capo,
sembran virgole di merletti tinti d’arena,
uncini feroci come spine di rose appassite,
grumo maldestro d’una briciola di deserto,
tralicci d’un vigneto d’autunno sporcato.
Fra schizzi verniciati di pascoli stellati,
sperduti vascelli alati di sogni arroccati,
fiammelle temporalesche di zolle zodiacali
odo scalciare tra le infinite sinfonie del vento,
una manciata furibonda di zoccoli unghiati,
graffi abbeverati dal blu in una sorgente specchiati.
rivolo di bellezza nella notte muta,
fu zesta astronomica d’una prateria di cielo
e fra gli steccati d’una primavera d’aprile
luccica nel silenzio l’indomita tua ombra selvaggia,
bruma d’un vello stropicciato di guerriero scarmigliato.
Ammantati riccioli d’osso nocciolati
acconciano furiosamente il tuo capo,
sembran virgole di merletti tinti d’arena,
uncini feroci come spine di rose appassite,
grumo maldestro d’una briciola di deserto,
tralicci d’un vigneto d’autunno sporcato.
Fra schizzi verniciati di pascoli stellati,
sperduti vascelli alati di sogni arroccati,
fiammelle temporalesche di zolle zodiacali
odo scalciare tra le infinite sinfonie del vento,
una manciata furibonda di zoccoli unghiati,
graffi abbeverati dal blu in una sorgente specchiati.
C'è un filo invisibile
che congiunge essenze lontane
lega quando si ama
brilla quando è intenso il sentire
accarezza il ricordo
illumina la speranza
ricama l'ordito della trama del cuore
attraversa oceani di nostalgia
leve con ali di vento
e ritorna alla mia anima
portando il dono del tuo pensiero
si tende come un arco
sopra a quella cosa
a volte incomprensibile
che si chiama vita
portando la dolcezza di un bacio

Ho sempre udito
del cor, il saggio espresso.
Mai fallo atterra!
Pensa, l’immenso amico,
non avrai che n’aggrado!
*****
La poesia, o meglio il tanka e’ stato forgiato (accenti ritmici 1-4-6) discorrendo un pensiero di Joseph Rudyard Kipling scrittore e poeta britannico del 1900, e fregiato nel 1907 del Premio Nobel per la letteratura a soli 41 anni (il più giovane di sempre) motivato da unanime decisione dei giurati: “in considerazione del potere dell'osservazione, dell'originalità dell'immaginazione, la forza delle idee ed il notevole talento per la narrazione che caratterizzano le creazioni di questo autore famoso nel mondo”:
“Preferisco sempre credere il meglio di chiunque - mi risparmia così tante noie”.
Le forme armoniose
del suo corpo
eccitano in quel vedo non vedo
nella trasparenza del negligeè nero
I capezzoli turgidi premono
sotto l'eleganza del pizzo,
implorano carezze
stuzzicano i sensi di lui
eccitandosi la osserva
…. e sale il desiderio ….
Toccami nell'intimità
delle labbra calde, umide
baciami, esplora la bocca
in un intreccio di lingue
ordina lei col suo sguardo da gatta
Sono fiore che sboccia
mi dono a te completamente
pazzamente, come tu vuoi,
teso il suo membro la prende
entra in lei quasi selvaggio
i fianchi spingono, la schiena si inarca
per donarle il massimo del piacere
L'urlo … ti sento !!!
il fruscio della veste è musica
ouverture di un amplesso
dolce, prepotente
I segni rosati sulla pelle
impronte di folle voluttuosità,
lentamente il respiro attenua
i corpi sazi del sesso, dell'amore
si riposano tra le lenzuola di raso
…. salirà nuovamente il desiderio ….
E sparve…
S’è chiusa la sua breve sponda:
eppur sembrava dolce fiume
che libero scorreva.
Spesso tacito,
ad assecondar degli altri i desideri;
fluido, nell’attraversar smanie
ed appetiti di quell’esile età.
Or, chinati sono i nostri capi
e conserte son le braccia.
Assaliti, come da forte onda di ritorno
a ripassar l’indefinibile rovina.
L’onda s’abbatte forte
sulla sommità dei nostri occhi
che poterono pur spingere lo sguardo
e tentare di capire le probabili lontane spiagge.
Ma forti soldati con celere ubbidir
han fatto forte esecuzione
sull’anima tua, men salda.
Così ti avvii per splendidi sentieri
verso campi eterni, con fiori di speranza
a coglierne il desiderato premio.
Sei ora, con la più Superba Altezza
dimentico di ogni ignobile parola
a guardar Trionfi e Immortalità.
dimentico di ogni ignobile parola
a guardar Trionfi e Immortalità.
Dedussi che potevo animare il mio linguaggio
abitato da parole solidali e sorridenti
come il luogo più segreto e più sicuro
della mia resilienza senza casa.
Fu presto chiaro che la scrittura esperienziale
fosse gioco di pensiero in cui rinascere
trasformati quel tanto che basta
per strappare all’anima le sue mete
svincolarle dalle pretese sempre tese
a quelle verità private degli effetti
di rivelazione esistenziale e d’affetti.
Interferire tra passato e presente nella possibilità
di reinterpretare la natura onnipotente delle cose
ridefinirle fino alla relazione come verità sempre nuove.
E questo fu così chiaro quando fui costretta
a prendere in prestito dal lettore il suo pensiero
per il tempo d’un sommerso contrattempo
all’idea reclusa fin'allora di liberare la mente
dall’identità di vivere nella pretesa
che la mia poesia fosse possibile casa di natura.
abitato da parole solidali e sorridenti
come il luogo più segreto e più sicuro
della mia resilienza senza casa.
Fu presto chiaro che la scrittura esperienziale
fosse gioco di pensiero in cui rinascere
trasformati quel tanto che basta
per strappare all’anima le sue mete
svincolarle dalle pretese sempre tese
a quelle verità private degli effetti
di rivelazione esistenziale e d’affetti.
Interferire tra passato e presente nella possibilità
di reinterpretare la natura onnipotente delle cose
ridefinirle fino alla relazione come verità sempre nuove.
E questo fu così chiaro quando fui costretta
a prendere in prestito dal lettore il suo pensiero
per il tempo d’un sommerso contrattempo
all’idea reclusa fin'allora di liberare la mente
dall’identità di vivere nella pretesa
che la mia poesia fosse possibile casa di natura.
Tutte le parole
che m'hai detto
mi girano intorno
come una carezza.
Ed ora che ne farò
del tempo che mi resta
dei sogni del passato
dei miei vestiti a festa
Come potrò vivere
senza il sostegno delle tue parole
come affronterò i fantasmi
della notte,
i giorni senza tenerezza
Metterò lenti d'amianto
per non guardare intorno,
non parlerò di te
a chi mi vuol consolare.
Accenderò tutte le luci
della casa
appena si fa sera,
chiuderò le finestre
al sorgere del sole.
Cambierò terra
cambierò lingua
cambierò pensieri.
Cercherò pace
tra la gente che non sa.
Non scorderò nulla di nulla.
piangerò sola
ricorderò il tuo sorriso
srotolando colori mai dimenticati.
Dei momenti più lieti
ho bevuto l'essenza
c'eri tu e tante altre
cui ancora non ho dato nulla
e al lago per colazione
solo raggi nuovi di sole
incedere procedere
andare via
e mentre le campane cantano a festa
tulla la felicità m'appesta
involontaria compagna
di questi giorni d'aprile
ho bevuto l'essenza
c'eri tu e tante altre
cui ancora non ho dato nulla
e al lago per colazione
solo raggi nuovi di sole
incedere procedere
andare via
e mentre le campane cantano a festa
tulla la felicità m'appesta
involontaria compagna
di questi giorni d'aprile
Si frantuma lentamente
sulla valle deserta
il cuore gonfio di pioggia.
Ride il vento,
al sole si sdraia
mentre la rosa profuma di tristezza.
Scrivo versi scarni di emozioni,
poiché l'anima rifiuta
e più tempra non ha.
In silenzio la vita si avvia
nello struggente canto dell'anima
che amore a sè lega.
sulla valle deserta
il cuore gonfio di pioggia.
Ride il vento,
al sole si sdraia
mentre la rosa profuma di tristezza.
Scrivo versi scarni di emozioni,
poiché l'anima rifiuta
e più tempra non ha.
In silenzio la vita si avvia
nello struggente canto dell'anima
che amore a sè lega.













