Siamo la società della profondità orizzontale,
quella dei grandi temi per la sola ortografia.
Ci siamo riversati su queste strade
dove le ambulanze inarcavano l'asfalto inabissandosi.
Abbiamo il coprifuoco fisico,
Ma le nostre menti sono sempre fuori a tarda notte:
sentono gli spari, le urla, i blitz
ed osservano i reclutamenti ideologici nei bassifondi.
E ci sfugge continuamente una pazienza
che viene reintegrata da oscure sequenze anaplerotiche,
resta il nodo cruciale in quanto nodo troppo grazioso
e il test d'ammissione alla Storia era a numero chiuso.
C'erano il teatro, lo stadio, il bar.
C'era una guerra cominciata a nostra insaputa
per disseminazione di pulci
e noi ci grattavamo in continuazione.
Le auto incendiate che stai vedendo, amico mio,
sono le luci del Natale di quest'anno.
quella dei grandi temi per la sola ortografia.
Ci siamo riversati su queste strade
dove le ambulanze inarcavano l'asfalto inabissandosi.
Abbiamo il coprifuoco fisico,
Ma le nostre menti sono sempre fuori a tarda notte:
sentono gli spari, le urla, i blitz
ed osservano i reclutamenti ideologici nei bassifondi.
E ci sfugge continuamente una pazienza
che viene reintegrata da oscure sequenze anaplerotiche,
resta il nodo cruciale in quanto nodo troppo grazioso
e il test d'ammissione alla Storia era a numero chiuso.
C'erano il teatro, lo stadio, il bar.
C'era una guerra cominciata a nostra insaputa
per disseminazione di pulci
e noi ci grattavamo in continuazione.
Le auto incendiate che stai vedendo, amico mio,
sono le luci del Natale di quest'anno.
2 commenti
Da piccola la guerra
la studiavo sui banchi
quando si combatteva al fronte
tra eserciti e combattenti.
Oggi è una guerra diversa
è " guerra sugli innocenti".
Fanatici crudeli
indifferenti alla sacralità
seminano il terrore
sparando all'impazzata
sui civili inermi.
sui civili inermi.
Sulla vita e sui pensieri
della gente comune
in una sera comune
in festa, al ristorante,
al teatro, allo stadio.
Parigi si frantuma!
Si disperdono le voci
s'ingoiano gli spari
i colpi sono immensi bagliori
i colpi sono immensi bagliori
che illuminano il cielo
nessuna pietà
sangue e morte
in nome di Allah!
Ma "DIO" è uno solo e lo è per tutti!
E' pazienza
è giustizia
è amore
è verità.
«Fra uccidere e morire
c'è una terza via,
vivere in pace anche
in nome di Allah»

La sera mi domanda ora
com'era il tardo pomeriggio di ieri,
e se una stella aveva forse tremolato
in modo non consueto
o fin troppo odoroso, da stordire
quel fiore che coglie i segnali.
La sera tace, ora che i cerulei
occhi tramontano
della Francia e dello spazio infinito
le irrise iridi
grigierelle.

occhi tramontano
della Francia e dello spazio infinito
le irrise iridi
grigierelle.
Foreste cristallizzate,
intrappolate in bianchi silenzi
nella urla del vento,
lacerano rami spogli rivolti al cielo.
Occhi di lupa
si specchiano nella luna,
si specchiano nella luna,
a spiare l’ombra dell’uomo che la mira,
con passi inghiottiti dalla neve, la segue.
Così comincia la danza,
senza musica.
senza musica.
Solo orme e dubbio,
solo agguati e attese si inseguono
in poco cielo, in poco corso.
Nello scontro finale,
istinto e ragione
ragione e istinto
catturano l’attimo, l’eternità
nello sguardo della lupa e dell’uomo.
Identico colore l’investe ora.
D’argento è la luce della luna.
All'uscita dello stadio
ragazzi dal viso giovane
simili a mille altri giovani
ma …. sotto il giubbotto niente …
niente cuore, niente anima
solo un ticchettio silenzioso
maledetto
Boom … in nome di Allah …
e morte sia
“Ciao mamma, ciao papà
ci vediamo domani
il concerto sarà fighissimo”
Spari, urla, sangue
e nessun domani,
solo lacrime e rabbia
solo dolore e stupore
lutto e un tomba
dove morire ogni giorno un po'
Budella attorcigliate
dal terrore
poi sparse sul pavimento
di un locale
concerto suonato da kalashnikov
chitarre senza corde
concerto di morte
Altro non aggiungo
in questo scritto
che poesia non è
ma un pensiero
a vittime innocenti
di un venerdì sera come tanti
nella città soprannominata
“dell'amore”
Un pensiero per le vittime ed i famigliari della strage di Parigi.
Un pensiero per le vittime ed i famigliari della strage di Parigi.
Tu,che della bellezza esorti l’anima
e un sentimento di passione espandi,
nei tuoi occhi il ritratto di divino amore
in un tremolio colmo di palpitante cuore.
Or nel vento di un autunno accanto,
nell’ultime rose di bellezza e incanto;
timoroso vivo un sogno di sognar di fata,
oltre l’ali immense di una donna amata.
Quando il silenzio incombe i d’intorni gravi
e la voce tace come bambini bravi,
il sospir m’annienta e il pensier mi cade
come ombre cupe di una sera grave.
Sentir la voce,la sillaba del fatato amore,
veder le labbra rosee di germoglio fiore;
e poi,i biondi,lunghi capelli al vento
e sentirmi vecchio in uno sbagliato tempo.
Coprir con le mani il viso,il volto di una stella
e non trovarne una nel cielo di più bella;
non sò che dì e di quando il Fato mi toccò,
restai turbato in breve e questo io lo sò.
So,che nell’immenso di questo mio pensiero
Un turbine improvviso mi avvolse nel mistero;
or che di amore tanto io potrei donare
ma la eco del mistero m’induce d’abbandonare;
è un fiume così grande il bene che io sento
che attraversarlo tutto dovrei vivere d’immenso.
Amore,amore,amore,io scrivo sì ti amo
e vivere cent’anni tenendoti per mano.
e un sentimento di passione espandi,
nei tuoi occhi il ritratto di divino amore
in un tremolio colmo di palpitante cuore.
Or nel vento di un autunno accanto,
nell’ultime rose di bellezza e incanto;
timoroso vivo un sogno di sognar di fata,
oltre l’ali immense di una donna amata.
Quando il silenzio incombe i d’intorni gravi
e la voce tace come bambini bravi,
il sospir m’annienta e il pensier mi cade
come ombre cupe di una sera grave.
Sentir la voce,la sillaba del fatato amore,
veder le labbra rosee di germoglio fiore;
e poi,i biondi,lunghi capelli al vento
e sentirmi vecchio in uno sbagliato tempo.
Coprir con le mani il viso,il volto di una stella
e non trovarne una nel cielo di più bella;
non sò che dì e di quando il Fato mi toccò,
restai turbato in breve e questo io lo sò.
So,che nell’immenso di questo mio pensiero
Un turbine improvviso mi avvolse nel mistero;
or che di amore tanto io potrei donare
ma la eco del mistero m’induce d’abbandonare;
è un fiume così grande il bene che io sento
che attraversarlo tutto dovrei vivere d’immenso.
Amore,amore,amore,io scrivo sì ti amo
e vivere cent’anni tenendoti per mano.
Tra i sentieri del tempo ,
nei flussi di sanguigne onde ,
una fonte di luce , vela il tuo cuore ;
vela spogliati sogni
intarsiati su cornici di freddezza .
Ti ho sentita mia ,
e per un attimo son rinato …
ho immaginato d’essere per te l’unico ;
la musica limpida dai suoni armonici .
Ti ho sentita mia
e ti ho buttata al vento …
in acque reflue e convulse melodie ;
tra i perduti fiori eri tu il giglio .
Eri quello che eri …
eri la mia , scarabocchiata frase ,
frammento loquace ,di voluttuosi appigli ,
in azzardi di interazioni logiche
di silenzi pigri e trame senza senso .
Ora sputo sentenza alle sfarzose voglie :
al sacrilego spirito ,nella perdizione si adagia ,
temo la eucarestia del perdono ;
trionfante lotto , contro mulini a vento .
È misera la mia anima …
per un attimo ha subito sacrilegio ,
con la tua si bacia ,
assieme ,obliano lo splendore dell’amore .
Penetrante,
il profumo del mare
rubato al suo brontolio.
Si dimena,
come bimbo capriccioso,
va rotolandosi in tutto il suo spazio.
Uno sbuffo spinge onde verdastre
sugli scogli e sulla rena.
…Poi urla!...
Ascolto il suo lamento,
sotto un cielo cupo e minaccioso
mentre,
fine e impalpabile pioggia
fiocca come zucchero…
Pallidissimo sole,
si spinge tra neri nuvoloni
e voli d’incolleriti gabbiani.
Solo grida nervose,
tutt’intorno,
in una statica atmosfera,
surreale,
dove tutto si muove a fatica.
E’ un uggioso,
malinconico
giorno di novembre…
il profumo del mare
rubato al suo brontolio.
Si dimena,
come bimbo capriccioso,
va rotolandosi in tutto il suo spazio.
Uno sbuffo spinge onde verdastre
sugli scogli e sulla rena.
…Poi urla!...
Ascolto il suo lamento,
sotto un cielo cupo e minaccioso
mentre,
fine e impalpabile pioggia
fiocca come zucchero…
Pallidissimo sole,
si spinge tra neri nuvoloni
e voli d’incolleriti gabbiani.
Solo grida nervose,
tutt’intorno,
in una statica atmosfera,
surreale,
dove tutto si muove a fatica.
E’ un uggioso,
malinconico
giorno di novembre…
Nell’aria tiepida d’un meriggio soave,
nel cielo turchino con voli canori,
il sole ancor ride e vestito di gaio
illumina i trionfi di questa città.
Venite genti, parenti, amici;
lo Scrigno Gigante ha aperto le porte,
l’organo suona nella dimora di Cristo
il mitico canto che sublima la vita.
Già avete udito i bronzi intonati
dell’alta campanaria torre
sonare un’armonica festa,
bellendo questo dì fausto e santo.
In questa cattedrale di Impera mano,
sull’altare marmoreo di fede profonda,
sotto arcate dipinte di lode divina,
due giovani, in nobili vesti,
han tenuto parola e dritta la testa.
Ora l’amore è coperto dal Vello Cristiano,
il sorriso si mescola al profumo dei fiori;
or Voi, riuniti nel concerto di molti,
fissi e attenti nella liturgica ora,
un Sì-Sì, inonda solenne
nel Mistico silenzio di Dio.
nel cielo turchino con voli canori,
il sole ancor ride e vestito di gaio
illumina i trionfi di questa città.
Venite genti, parenti, amici;
lo Scrigno Gigante ha aperto le porte,
l’organo suona nella dimora di Cristo
il mitico canto che sublima la vita.
Già avete udito i bronzi intonati
dell’alta campanaria torre
sonare un’armonica festa,
bellendo questo dì fausto e santo.
In questa cattedrale di Impera mano,
sull’altare marmoreo di fede profonda,
sotto arcate dipinte di lode divina,
due giovani, in nobili vesti,
han tenuto parola e dritta la testa.
Ora l’amore è coperto dal Vello Cristiano,
il sorriso si mescola al profumo dei fiori;
or Voi, riuniti nel concerto di molti,
fissi e attenti nella liturgica ora,
un Sì-Sì, inonda solenne
nel Mistico silenzio di Dio.
Non, o forse, perché
io mi senta più
ingenuo del solito
se opachi a sera piccoli prati
ovali attorno ad alberelli singoli,
oso dire chi gioca
e come, con ombre di cerbiatti.
Perché si è ritrovata
a salire dalle cime dei coppi
la nebbia, truccati gli occhi del nero
delle cause perse.

Non mi spaventa
la penombra del sentiero
nelle pieghe
un sottile riflesso
un sottile riflesso
ha un lillà gentile negli occhi.
Ciclamini
respirano Novembre
nei riverberi e il peregrinare del sole.
Si perde sul ciglio
la scarpata
avvolta e bruciata
da una coltre di foglie.
Sofferente
un volo lusinga quei fiori
ed io ne raccolgo i petali.
Come una tavolozza di un pittore
Come una tavolozza di un pittore
di anima e cuore
dipingo i miei versi.
Per dimenticare...
Per dimenticarti...
E ti dimenticai!
Ma oggi d'improvviso
ancor, di nuovo,
il vento, il vento, il vento...
Ahi! sradicata anima mia,
la paura!
di queste nuove e antiche ore
del gran trasalimento.
Così, ho nascosto
il mio dolente viso,
sotto fredde coperte
di un asciutto pianto...
...Per dimenticare,
dimenticarti ancora,
ancora e ancor di nuovo.
Per dimenticarti...
E ti dimenticai!
Ma oggi d'improvviso
ancor, di nuovo,
il vento, il vento, il vento...
Ahi! sradicata anima mia,
la paura!
di queste nuove e antiche ore
del gran trasalimento.
Così, ho nascosto
il mio dolente viso,
sotto fredde coperte
di un asciutto pianto...
...Per dimenticare,
dimenticarti ancora,
ancora e ancor di nuovo.
Di fronte al cospetto
di un paradiso perduto
ancora un giro di roulette
un giro di innamoramento
per quel che è stato
ancora un giro di roulette
un giro per percorrere
ancora vecchie strade
seduto su me stesso
affronto le stagioni
che passano e lasciano
scrivo ancora parole
che cadono leggere
come gocce di ricordi
ancora un giro di roulette
per stare insieme
ed accompagnare il tempo
ancora un giro di roulette
per indovinare il domani
come è sempre stato
di un paradiso perduto
ancora un giro di roulette
un giro di innamoramento
per quel che è stato
ancora un giro di roulette
un giro per percorrere
ancora vecchie strade
seduto su me stesso
affronto le stagioni
che passano e lasciano
scrivo ancora parole
che cadono leggere
come gocce di ricordi
ancora un giro di roulette
per stare insieme
ed accompagnare il tempo
ancora un giro di roulette
per indovinare il domani
come è sempre stato










