Nuovi
sono gli amori che voglio
con lievi
sogni avvolti nel mistero
e vele
vedo, con evidenti segni di guerra,
cerco leve
per scardinarle il cuore e sotto
la neve
un fluttuar di sensi ... apprezzo.
Verso nuove tentazioni
spingo il mio battello
e tento
la sorte, spendo parole e ricevo consensi,
stento
a parodie che vendo, per poco compenso confesso,
ma distante
dall'apparenza vorrei restare
e distratto
in attesa di sentenza resto,
tanto ...
con la gradazione, di sicuro mi salvo.
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Guarda che luna
è tutta piena
ha tutto intorno
tantissimi cuori,
sono le stelle amore.
Sai ogni tanto
ne cade una
se in quell'istante
tu chiudi gli occhi
e pensi a qualcosa
che per te è importante
quello è un desiderio
e si potrà avverare.
Guarda che luna
amore mio
se osservi bene
ci siamo dentro noi
con la nostra vita
passata insieme
e la gioventù
che mai più ritorna,
invecchieremo insieme
ti dissi una volta,
la luna era la stessa
e noi siamo sempre uguali
due cuori dentro un cielo
che aspettano una stella...
Quella dei desideri.
A dire quanto questo nodo è affine
luogo degli occhi liquidi di cera
dal solco dell’anello si fa sera
col fiato lungo d’anima alla fine.
E si drappeggia verbo alle terzine
asole al sole della gioia vera
nel lume della mente è primavera
d’unico viaggio sfibro ballerine.
Dove saresti dimmi aperta coltre?
Fino a domani riparando dentro
lingua, lima indelebile di voce
dei sogni dove sei sorge la foce
intima del mediastino e più al centro
materia senza tocco in aria d’oltre.
È arrivato.
L'ultimo accesso.
E già si è fatta l'ora
di rielaborare il lutto,
di preparare con cura
il corredo: una sola
grande valigia
e il vecchio
zainetto
nero,
quello delle
fughe più dolci.
Ehhh, cosa devo fare?
se quella lunga inconsistente
e sottile linea di te è sempre qui,
avvinghiata con le sue spire
alla mia vita magra?
Non ce la faccio.
Cambierò
città,
vita,
lavoro,
cambierò
abito e scarpe.
Lo dicono le carte,
ma sono tutte bugie.
Loro non lo capiscono
che io non sorrido
da mesi,
e che
l'ultima volta
erano solo le 00:55
quando il maligno
si è palesato
in sogno
per
portare via
il tuo capello.
Io gridavo forte
e mi dimenavo
per cercare
il tuo piede
col mio,
però
non c'era
più nessuna
traccia di vita
fra le maglie
della tua
flanella
rosa.
Sì,
è
lì
che la notte dorme
quel solo frammento di te:
lo sorveglio io, attentamente,
dal vento e dal peso grave
del passare dei giorni.
Simile a mimosa pudica che si sottrae al tatto:
non schiusa come guscio aperto, ma ritratta.
Il vento sinuoso e morbido ti confuse:
ti carezzò e tu fidandoti t'apristi.
Lasciasti che ti carezzasse il volto
e ti scompigliasse i lunghi capelli.
Ascoltavi il mare nelle conchiglie e ti beavi.
Non avevi fretta: verde era la tua età.
Fu il vento che percuotendoti ti strappò
la folta chioma e ti lacerò le vesti.
La sofferenza ti indurì: affilasti le unghie.
Ora sei di spine cosparsa: graffi rilasciando
stille sanguinanti.
Bella, profumata e intoccabile.
Fu il vento che schiaffeggiandoti tinse di rosso
le tue gote e quando ti mostrò pentimento,
tu sbiancasti e divenisti rosa bianca.
Ora non ti lasci toccare: emani odore e rilasci dolore.
Sei rosa profumata: tante spine e niente amore...
non schiusa come guscio aperto, ma ritratta.
Il vento sinuoso e morbido ti confuse:
ti carezzò e tu fidandoti t'apristi.
Lasciasti che ti carezzasse il volto
e ti scompigliasse i lunghi capelli.
Ascoltavi il mare nelle conchiglie e ti beavi.
Non avevi fretta: verde era la tua età.
Fu il vento che percuotendoti ti strappò
la folta chioma e ti lacerò le vesti.
La sofferenza ti indurì: affilasti le unghie.
Ora sei di spine cosparsa: graffi rilasciando
stille sanguinanti.
Bella, profumata e intoccabile.
Fu il vento che schiaffeggiandoti tinse di rosso
le tue gote e quando ti mostrò pentimento,
tu sbiancasti e divenisti rosa bianca.
Ora non ti lasci toccare: emani odore e rilasci dolore.
Sei rosa profumata: tante spine e niente amore...
Vorrei essere quel tuo sogno tanto desiderato e realizzato,
l’altare che dà corpo alle tue aspettative,
la candela che illumina l’anima,...
l’eterno amore che vive dentro il cuore.
Vorrei essere le tue lacrime di gioia,
chiamami folle se vuoi,
ma le tramuterò in diamanti,
perle per lo scriba del tempo
che ti renderà immortale
con le più belle parole.
Non disturberò il silenzio per dirti cose banali,
non ti porterò con me su un'inaridita terra;
insaporirò le tue labbra con il profumo della giovin notte.
Così vorrei vestirmi di tentazione
per mettere a nudo quello che dà fuoco
e brucia dentro la mia anima in ogni momento
ai miei continui ti vorrei.
l’altare che dà corpo alle tue aspettative,
la candela che illumina l’anima,...
l’eterno amore che vive dentro il cuore.
Vorrei essere le tue lacrime di gioia,
chiamami folle se vuoi,
ma le tramuterò in diamanti,
perle per lo scriba del tempo
che ti renderà immortale
con le più belle parole.
Non disturberò il silenzio per dirti cose banali,
non ti porterò con me su un'inaridita terra;
insaporirò le tue labbra con il profumo della giovin notte.
Così vorrei vestirmi di tentazione
per mettere a nudo quello che dà fuoco
e brucia dentro la mia anima in ogni momento
ai miei continui ti vorrei.
Luci sul destino aprono spiragli di vita...
potenza...niente precisione...
confusa fuliggine ti fa' scudo tra le maglie del cuore...
il bene passa e allarga come diga ...dà calore...sulle spalle..
vedi le mie? ...sono curve e tu non mi puoi attaccare ...
sono disarmata armi che non proteggono
ma davanti a me la barriera dei sentimenti mi fa' scudo...
trame leggere fitte come ragnatele
le parole annebbiano i pensieri
sotto lampioni che scompaiono nella fitta nebbia incombente.
Ventagli di seta sventolati
per rinfrescare come messaggi voluttuosi
premono il viso che si ombreggia
non posso senza di te...non posso prendermi cura...
appesa ad un filo di baco ..
sottile tenace filo che non si spezza ...
ti avvolge come bozzolo prezioso...
nido caldo che ti copre...
quante speranze ci saranno ?
quanti amori ti sfioreranno nella tua vita incolore?
Fluttua leggera nell’aria e guarda l’acqua
dal deltaplano puoi vedere i contorni
della spiaggia, senza vertigine la vista
è nitore e la bellezza può esplodere
nell’iride scuro. E magari accorgerti
delle formiche che si stanno affrettando
a rientrare a casa, perse nei loro pensieri
senza costrutto. E’ la libertà che ti sta tendendo
la mano e puoi afferrarla, senza che qualcuno
ti spieghi come fare, è dentro di te, devi solo cercarla.
E poi dirigerla col timone verso il cielo terso
diritta verso il sole o un po’ più a est
dove l’orizzonte sembra una linea interrotta
da una tonalità più chiara di blu.
Puoi volare e da baco diventare libellula
perché la bellezza non è nell’involucro
ma nella luce che si emana da dentro
e che tocca quando si sprigiona senza costrizione.
Guarda meglio, il colore c’è già ed è denso
un soffio leggero, un alito del fiato
e lo strato di polvere è svanito, il dito punta in alto
se lo segui col braccio e se alzi le gambe
puoi staccarti dal terreno e sorridere
perché la tua regata intorno all’isola dei Gabbiani
questa volta non sarà in solitaria.

Diabolici giudizi
e la seconda fase di Schopenhauer
solo perché qualcuno un’idea ce l’aveva.
Troppo sale in questa terra
a destrutturare gli aggregati
e poco zolfo a risolvere il problema.
Mestieri morti in tempo reale
sotto i nostri folli occhi
e cenci sporchi sul grembo
di meccanici addormentati sulle scranne.
Noi a circolare
per evitare di essere qualcuno
Per diventarlo casomai.
Nessuno che capiva
Bene così: tutto da fare
e niente da perdere
e la seconda fase di Schopenhauer
solo perché qualcuno un’idea ce l’aveva.
Troppo sale in questa terra
a destrutturare gli aggregati
e poco zolfo a risolvere il problema.
Mestieri morti in tempo reale
sotto i nostri folli occhi
e cenci sporchi sul grembo
di meccanici addormentati sulle scranne.
Noi a circolare
per evitare di essere qualcuno
Per diventarlo casomai.
Nessuno che capiva
Bene così: tutto da fare
e niente da perdere
Con che cosa calpesto lo stropicciato giornale
dall'orbita gobba
a foglia di cavolo,
con un passo in questa direzione, per caso
dopo che ha piovuto anche sui papaveri -
le navi vi cadono ancora sopra in silenzio,
qualcuna
qualcuna,
sempre meno.
Oscuro abissale, silenzioso mare
insondabile animo mio,
invisibili pensieri nuotano nelle tue acque,


denti aguzzi e stomaci voraci
a divorarmi il cuore,
grandi occhi sporgenti frugano nella mia mente
piccole luci a rischiarare il buio.
Come un ventre esanime
gelida la tua acqua mi culla,
carcasse di pensieri sul fondale
e amori vuoti
come relitti costellano
quest’utero salmastro
nel quale mi dibatto,
infine un guizzo ...un acquatico volo,
rapido verso la luce,
ecco respiro
e finalmente vivo.
Parlare un po d'amore
anche se ho tanto freddo
mi fa bene al cuore.
Parlare mentre m'osserva
ed io emozionato
non so cosa pensare.
Anche alla mia età
si può morir d'amore
non c'è nessun perché
e non è un caso,
dell'innamoramento non esiste età.
Parlare d'amore
anche se fuori piove
e sembra ancora inverno,
con lei che continua ad osservarmi
senza parlare, curiosa ad ascoltare.
Il cuore mio che batte forte
vorrei baciarla, ma non so quale sia
il momento giusto
e così continuo a parlare
fino a che le sue labbra
per farmi tacere
parcheggiano nelle mie...
anche se ho tanto freddo
mi fa bene al cuore.
Parlare mentre m'osserva
ed io emozionato
non so cosa pensare.
Anche alla mia età
si può morir d'amore
non c'è nessun perché
e non è un caso,
dell'innamoramento non esiste età.
Parlare d'amore
anche se fuori piove
e sembra ancora inverno,
con lei che continua ad osservarmi
senza parlare, curiosa ad ascoltare.
Il cuore mio che batte forte
vorrei baciarla, ma non so quale sia
il momento giusto
e così continuo a parlare
fino a che le sue labbra
per farmi tacere
parcheggiano nelle mie...
Tutto scorre a porte aperte,
in sonno e in veglia.
a ciascuno il suo, naturalmente.
La vita forse è altrove,
sulla collina azzurra,
nelle foreste selvagge
o vicino al cuore,
alla sua indole da fuorilegge.
Il valzer è sempre quello degli addii
anche il respiro fugge
il cavaliere lotta con la morte.
Le porte sono sempre aperte
il sonno e la veglia
nel giardino è la cenere.
Ed è stato uno scherzo
il seminario della gioventù
con il suo punto di non ritorno
mentre la clessidra impazza
misurando il giorno.
Ma si …
…forse è meglio una scrittura
al femminile, di rosa cenere
con i vari aspetti dell’amore
e il libro del riso e dell’oblio,
dello stupore!
Il sax basso suonato da un bambino
senza valzer degli addii,
un tè e quattro chiacchiere.
Tre sentieri per un lago
e amori verdi sul petto d’ossido
un andar contro ogni passato prossimo.


Credimi, questi occhi felini
non feriscono troppo
e dalle mie mani puoi attenderti
un graffio da un artiglio dolce
strusciando poi sulla tua schiena
le curve tenere dei miei fianchi
Credimi, queste unghie
non infieriscono mai
solo solleticano e giocano,
firmano la mia passione
con un sottilissimo segno,
e l' istinto animale
vive in ogni femmina, non lo sai?
Dalla mia bocca un piccolo morso
a predare le tue labbra
avvisandoti del mio senso di possesso,
quell'irruenza che risveglia il sangue
la voglia calda di un essere selvatico
Un graffio da un artiglio dolce
non feriscono troppo
e dalle mie mani puoi attenderti
un graffio da un artiglio dolce
strusciando poi sulla tua schiena
le curve tenere dei miei fianchi
Credimi, queste unghie
non infieriscono mai
solo solleticano e giocano,
firmano la mia passione
con un sottilissimo segno,
e l' istinto animale
vive in ogni femmina, non lo sai?
Dalla mia bocca un piccolo morso
a predare le tue labbra
avvisandoti del mio senso di possesso,
quell'irruenza che risveglia il sangue
la voglia calda di un essere selvatico
Un graffio da un artiglio dolce











